Intervista a Martin Philip



Sono lieto di introdurre nelle nostre pagine un valido electro-artista emergente: il suo nome è Martin Philip, è svedese ed il suo stile è molto creativo. Benvenuto su Vox Empirea, guy!

> Grazie, molto obbligato.



La prima, più che una domanda, è una mia personale curiosità: a chi si riferisce il personaggio che interpreti nel tuo ruolo artistico, ovvero quello elegantemente nerovestito con completo e bombetta? Sembra una via di mezzo tra un gentleman londinese ed uno scienziato in fase di escursione. Perchè hai associato proprio questa immagine a Martin Philip?

> Prima di tutto l'uomo bombetta cappello è stato creato perché volevo qualcosa che potesse funzionare visivamente e che non dovesse rapprensentare direttamente me come persona. Penso che l'uomo col cappello sia un po'come me, ma solo in modo molto più esagerato. Lui è l'epitome del fallimento, come l'essere trascurati dall'autobus al mattino e poi da tutti. Lui è un osservatore, un outsider alla ricerca, una persona che si chiude nella tecnologia. Proprio come faccio io, in una certa misura. Penso che egli sia paragonabile agli eroi dell'infanzia, come il professor Balthazar e Pan Tau, ma più di tutti John Steed della serie tv del 1960 di "The Avengers". L'eccentricità britannica al suo meglio!



Parliamo del tuo ex-project chiamato Native Cry condiviso nei primi 90's con Kent Björnsson. Dall'ascolto di "Love Bird" posso dedurre che suonavate un melodico synthpop, tanto interessante da solleticare lattenzione della Memento Materia. Come è stato il tuo livello di soddisfazione riguardo la'bum "Origo"? del 1993?

> Oh, che gioia! Io e Kent abbiamo percorso i primi passi inciampamdo insieme nel tentativo di fare musica pop-elettronica. Abbiamo costruito uno studio, abbiamo comprato un equipaggiamento per registrare e imparato a fare tutto per conto nostro, più o meno. Io ho assunto il ruolo tecnico, essere l'ingegnere è molto più importante che essere un cantautore o un paroliere. Tutto ciò è però cambiato con gli anni. L'album "Origo" album ha impiegato quasi un anno a concretizzarsi ed è stato davvero emozionante averlo rilasciato attraverso una etichetta discografica, come fare l'artwork della sleeve e le sue foto. Avevo solo vent'anni in quell'epoca, quindi suppongo di avere avuto fortuna in quella fase iniziale.



La tua carriera è stata caratterizzata da altre, diverse piattaforme elettroniche come Countzero, Octarine e Imo. Cosa mi dici in particolare di quest'ultimo progetto intrapreso tra il 2001 e il 2002 in collaborazione con Sara e John Fritzell? Esiste una discografia ufficiale di quel disegno?

> Il progetto Imo secondo me riassume in qualche modo il 1990. Ho ascoltato un sacco di band come Everything But The Girl, St. Etienne e Dubstar. Credo che Imo fosse il mio tentativo di compiere qualcosa di similare attraverso sintetizzatori regolari e voce liscia, morbida, orientata sul pop con voce femminile. Il progetto è terminato perché Sara si trasferì ad Amsterdam, ma ricordo che la collaborazione è stata molto rilassata e amichevole. Recentemente sono stato esaminato dalla Facoltà di Ingegneria Audio di Stoccolma e mi sentivo molto fiducioso nel mio ruolo di cantautore/programmatore. Esiste solo un sei tracce di Imo ed è disponibile per il download gratuito dalla mia pagina web.



Il tuo stile è influenzato direttamente o indirettamemte da nomi appartenenti al pop elettronico degli 80's come Pet Shop Boys e Eurythmics, ma anche da sonorità 70's come quelle degli immortali Sparks. Sembri quindi orientato verso formule di facile assimilazione ed intuibili, piuttosto che altre più astruse ed introverse. Nonostante questa immediatezza, riesci a consevare uno stile compositivo dagli arrangiamenti ricercati e mai usuali. E' una semplice questione di talento oppure è il risultato di una lunga esperienza nel settore?

> Dopo venti e più anni credo di avere imparato qualcosa, non è vero? Per me un arrangiamento di sintetizzatore ha lo stesso effetto dei fuochi d'artificio che si succedono ad altri illuminando il cielo. Comunque sto apportando una serie di modifiche al programma, stratificando le multi-textures per ottenere dinamiche melodie synth-pop. In questi tempi di softwares e di plug-in è molto più facile realizzarlo rispetto a quando iniziai alla fine degli anni 1980. La sezione orchestrale è una gradita integrazione alle mie musiche perché trovo che essa abbia una qualità sonora completamente diversa rispetto al synth. L'orchestralità possiede inoltre una sua propria intonazione nel canto, con armonie che la rendono ancor più sofisticata. Il mio amico Chris Wolf mi aiuta esternamente.



Sei un ingegnere del suono, vero Martin? Immagino che questa tua professione abbia contribuito notevolmente nel perfezionamento tecnico della tua musica.

> Esattamente Max, esattamente! Esiste tuttavia un pericolo riguardo questo aspetto. Mi ricordo all'età di diciassette anni, con una Casio FZ-1 in una mano e una chitarra acustica a corda di nylon l'altra. Era abbastanza evidente che io avrei preferito l'alta tecnologia giapponese con un campionatore digitale al posto di quella noiosa chitarra classica. Ma se avessi prestato un po più di attenzione alla chitarra, ciò mi avrebbe permesso avere una completa padronanza di come funzionano gli accordi e le melodie. Oggi il mio songwriting incomincia spesso con una tazza di tè e la mia chitarra Gretsch sul divano. L'iMac serve al minimo a quel punto.



Trovo che il synthpop scandinavo possieda strutture diverse da quelle provenienti sia da resto dell'Europa che dagli States. Il sound-system di artisti svedesi, norvegesi, finlandesi e danesi quasi sempre pulito, dedicando molto alla scelta delle armonie. Concordi con questa mia osservazione?

> Beh, ad essere onesti non so molto sul synthpop scandinavo, ma io stesso facevo parte dell'underground, una ventina di anni fa. Come musicista ho sempre cercato di creare nella mia personale piccola bolla, ma ora penso che sia malsano essere relegato a quella condizione. Oggi mi affido a fattori diversi, al di fuori delle influenze, degli argomenti e delle questioni che non riguardano il mondo del synthpop. Anche se devo ammettere che trovo brillante musica di Robyn!



Quali strumentazioni usi attualmente per le tue musiche? Analogiche o digitali? Qual'è la keyboard dei tuoi sogni?

> La mia Gretsch, come ho detto prima, è il mio punto di partenza ma, quando mi rivolgo al mio iMac, utilizzo Logic a casa. In studio utilizzo Pro-Tools HD System. Lì è tutto software e plug-in. Mi piace molto, è un risparmio di tempo ed anche conveniente. I miei software preferiti sono Omnisphere, Massive, Reaktor e Arturias V-Collection. La tastiera del mio sogni? Le ho avute tutte durante i 90's.



La tua trascorsa produzione discografica come Martin Philip solo-project si riassume sostanzialmente negli albums fisici, "Metime" del 2008 e "Fraudulent" del 2009, più un'altra full-release del 2007 in versione mp3 intitolata "Decline". Esiste una continuità che unisce i tre lavori oppure ognuno di essi segue percorsi stilisticamente indipendenti?

> Non esistono edizioni fisiche di uno qualsiasi dei miei album. Sono tutti rilasciati tramite iTunes. Proprio l'altro giorno qualcuno mi ha detto che aveva trovato la mia musica su Spotify. Così ora sto lavorando a riempire tasche di qualcun altro. Mi piace vedere le mie releases come sorelle. Due coppie di esse: "Decline" e "Metime" è una, mentre Fraudolent" e "Recumbent" sono la seconda. Questi titoli sono leggermente diversi tra loro sia come tipo di approccio sia nei metodi di lavoro. Sto usando lo stesso studio di registrazione e lo stesso team di produzione per tutti i miei dischi. E' soprattutto per gli amici che vogliono partecipare.



Il tuo più recente album "Recumbent" del 2010 è disponibile solo in versione downloading?

> Sì, il più grande iTunes di sempre. Tanto più grande di BMG e Sony. Il più rivoluzionario della Rough Trade che sia mai esistito.



Personalmente amo da impazzire la song "Spoiled Utopia" tratta da "Metime". Questa traccia mi ricorda molto, soprattutto nel refrain, le sonorità ascoltate in "Remembering The Future", un album pubblicato nel 1999 dai Nasa, anch'essi svedesi ed anch'essi all'epoca licenziati dalla Memento Materia. Li conosci? Parlaci di come è nata "Spoiled Utopia" e del suo significato.

> Ti ringrazio molto. Sembra essere una traccia molto apprezzata ed è anche stata rilasciata come extended version per la compilation "Electropop 3" della Conzoom Records. Si tratta di una osservazione di carattere generale che non tiene conto quanto siano grandi le intenzioni in termini di urbanistica e architettura. Pertanto non si può mai prevedere come possano essere utilizzate in futuro. Lascia che ti faccia un esempio: gli urbanisti del 1950 avrebbero potuto pensare ad un sottopassaggio come un modo molto moderno e comodo di risolvere la situazione del traffico. Oggi lo stesso sottopassaggio è il luogo dove molto probabilmente si rischia di essere derubati o aggrediti. Il video di "Spoiled Utopia" è girato in un deposito di vecchi rottami o un cimitero di auto, se volete. Così il canto diventa più un requiem per la British Leyland, in un certo senso. NASA? Sì, quando studiavo alla Scuola di Audio Ingegneria a Stoccolma ho avuto l'opportunità di lavorare in uno studio vicino a Patrik Henzel dei NASA. Aveva una suite di produzione proprio lì ed il nostro reciproco interesse per il synthpop ha davvero scatenato un'amicizia. E 'diventato il mio mentore in molti modi e ho imparato molto da lui. Mi ha aiutato con il mio progetto di esame prestando la voce per una cover di "King's Cross" dei Pet Shop Boys.



Preferisci pubblicare la tua musica sottoforma di CD, oppure anche tu come tanti altri artisti hai scelto di diffonderla esclusivamente attraverso internet? Ci spieghi i motivi della tua scelta?

> Fare un'edizione fisica è costoso, non solo nella produzione ma anche nella distribuzione. Internet non ha tutti questi limiti.



A cosa stai lavorando attualmente? Stai progettando qualche tua nuova release?

> Un nuovo album dal titolo "Linear" è appena finito e sarà online attraverso la mia pagina web entro la fine di Novembre. L'album contiene nove canzoni dai miei album precedenti, versioni dub / strumentali e una nuova traccia. Le canzoni saranno disponibili per il download gratuito in formato .Wav files. Mi piace pensare che questo sia un omaggio ai miei ascoltatori. Il video per la title track è momentaneamente in fase di editing e dovrebbe essere accompagnato da una fantastica illustrazione realizzata da Nils-Petter Ekwall che ricapitola i quattro album precedenti.



Hai molti fans italiani?

> Da poco c'è stato un certo interesse in Italia, sì.



E' stato davvero bello dialogare con te, Martin. Vox Empirea ti invita ora a rilasciare una tua dedica speciale ai suoi lettori. Puoi dire tutto ciò che vuoi, o quasi

> Mi piacerebbe davvero ringraziarvi per l'opportunità di essere sulla tua fantastica pagina web, alzando la mia bombetta e salutando tutti i miei ascoltatori là fuori! Cheers! Martin Philip.







* (by Maxymox 2011)