Intervista a Stendeck


Vox Empirea intervista oggi Alessandro Zampieri, meglio conosciuto nell'area intelligent-electronics con l'appellativo Stendeck. Benvenuto nella nostra webzine!

> Ciao a tutti!



Come dichiari nei cenni biografici, la tua originaria vocazione proveniva dal genere industrial. Quali sono state le tue esperienze antecedenti il progetto Stendeck?

> Ho lavorato ad alcuni progetti che spaziavano dal metal all’electro dark, si è trattato delle mie prime esperienze, ed infine ho deciso di lavorare da solo e concentrarmi sulla mia musica.



Il primo album "A Crash Into Another World" del 2002 è stato autoprodotto. Lo consideri effettivamente il tuo debutto ufficiale oppure affidi questo ruolo al successivo "Can You Hear My Call" pubblicato nel 2005?

> Considero “A Crash Into Another World” una demo, di conseguenza “Can You Hear My Call” il mio primo album, essendo anche il primo disco uscito sotto un etichetta con una distribuzione.



Focalizzando l'analisi su "Can You Hear My Call", è vero che Mike Wells ha collaborato significativamente alla stesura di questo tuo secondo album edito all'epoca per l'ormai estinta label Geska Records? Benchè lo stile compositivo che riversi nelle tue creazioni scaturisca dalla tua inventiva, quanto credi ci sia stato e ci sia ancora degli statunitensi Gridlock nelle musiche di Stendeck?

> In verità Mike Wells si è occupato semplicemente del master degli album “can you hear my call?” e “faces”, dal punto di vista compositivo e degli arrangiamenti non ci sono stati apporti diretti. Naturalmente la sua musica è stata, e lo è ancora, molto significativa nel mio percorso musicale.



Per la Geska Records è stato licenziato anche il terzo album, "Faces", risalente al 2007, seguito da "Sonnambula" del 2009 e "Scintilla" del 2011, questi ultimi affidati invece alla celebre label statunitense Tympanik Audio. Il passaggio dalla Geska Records alla nuova label ha costituito per Stendeck un'opportunità per rettificare il proprio stile, oppure la tua impronta non ha mai subito sostanziali modifiche nel tempo?

> Non ci sono state pressioni o indicazioni da parte delle etichette durante la realizzazione dei miei album. Si tratta di dischi creati intuitivamente ed emotivamente. Ritengo che si puo’ notare un ben definita evoluzione nelle mie composizioni ripercorrendo le varie uscite discografiche, ma questo avviene in maniera completamente spontanea, non mi pongo mai dei vincoli.



Noto due dettagli: i titoli dei tuoi brani, a parte poche eccezioni, sono particolarmente estesi, quasi tu volessi esprimere in quelle parole la maggior parte del loro intrinseco significato. Il secondo elemento, è che le tue creazioni sono prettamente strumentali. Esiste quindi nelle tue songs una ragione diretta che sostituisce l'assenza di liriche con l'ampiezza delle frasi che nominano le tracce?

> Si’, questo “processo”di comunicazione anche mediante i titoli è nato grazie a mio fratello Andrea. Lui è portato nello scrivere ed esprimere sensazioni con le parole, inoltre è la persona che piu’ mi conosce a fondo, e di conseguenza riesce sempre a capire in pieno quello che voglio comunicare con la mia musica. Durante i processi finali di realizzazione dei mi dischi, mio fratello si rintana per settimane con i miei nuovi brani, interpretandoli, alla ricerca di titoli evocativi ed immaginari!



IDM - Electronica - Industrial - Ambient, sono gli stili inclusi in vari dosaggi nelle tue musiche. In quali proporzioni?

> Non saprei dire, penso che "etichettare" la mia musica sia piu’ facile per chi la ascolta. Comunque alla fin fine il tutto varia dall’ispirazione e da cio’ che ho voglia di esprimere…



Stendeck è soprattutto costante ricerca di formule elettroniche che posseggano come irrinunciabili fondamenti l'eleganza, l'armonia ed una forte carica atmosferica. In alcuni episodi delle tue prime due releases ho rilevato anche l'integrazione di strumenti acustici, come il violino archeggiato da Mattia Colombo e la chitarra di Marcel Ventker, nonchè la voce appartenente a Nicola Poretti. Questi elementi "umani", combinati all'artificialità delle macchine, hanno saputo esaltare all'epoca un sound ibrido al quale pare tu abbia momentaneamente rinunciato a vantaggio di elaborazioni specificatamente sintetiche. Qual'è la tua opinione?

> Non ho rinunciato completamente alla parte “acustica”, visto che in effetti integro ancora diverse parti di pianoforte. Ad ogni modo è anche vero che non ho piu’ avuto collaborazioni. Magari in futuro ce ne saranno ancora, ma fino ad ora non ne ho piu’ sentita la necessità.



Pianificare forme di suono come il tuo non è semplice. L'intricatezza delle textures percussive, le dissonanze ed il complesso sequencing dialogano splendidamente con la maestosità dei pads, così le atmosfere si tramutano puntualmente in lunghi attimi di estasi. Drumming, accordi, programmazione: qual'è, nello specifico, l'elemento tecnico di partenza in una tipica traccia by Stendeck?

> Certe volte parto dalla composizione ritmica, altre dai pads, e altre volte ancora dal pianoforte… Quando mi ritrovo davanti ad un suono, una melodia, una frequenza che in quel momento tocca le mie emozioni, allora il processo compositivo si aziona.



Vivi a Lugano, per cui mi viene spontaneo chiederti quale sensibilità possiede la Svizzera riguardo la scena musicale alternativa in genere e, più in dettaglio, verso quella elettronica. Quali sono le tue sensazioni in merito?

> Purtroppo non c’è un particolare attenzione verso i generi piu’ alternativi e di nicchia, di conseguenza esistono poche manifestazioni e locali dove ci si puo’ esibire…



Giungiamo al presente: un importante evento ha recentemente impreziosito la pubblicazione multimediale di Stendeck, ovvero il contemporaneo caricamento on line sui portali Vimeo e Youtube del video relativo a "Catch The Midnight Girl", splendida traccia proveniente dall'album "Scintilla". Il risultato garantisce un grande effetto visivo: parlaci meglio di questa grandiosa sequenza di immagini, della sua realizzazione tecnica e del motivo per il quale hai selezionato la versione video proprio di questo specifico brano.

> La scelta è ricaduta su “Catch The Midnight Girl” essendo esso uno dei brani piu’ energici e diretti dell'album "Scintilla". Il registra Andre Todaro ha realizzato un magnifico video. La realizzazione è stata una grande sfida, visto anche le grosse difficoltà nelle riprese subacquee. Sono state numerose le persone che hanno partecipato a quest’opera, e tutti hanno fatto veramente un gran lavoro.



Astrattezza o calcolo razionale: quale di questi due elementi ispira maggiormente la strutturazione del tuo suono?

> Principalmente “astrattezza”… poi in fase di arrangiamenti subentra di piu’ il calcolo razionale.



Dopo la pubblicazione del citato video di "Catch The Midnight Girl", quali altri progetti stai architettando per l'immediato e prossimo futuro?

> Sto lavorando prevalentemente ad un nuovo album, per ora ho ancora poche anticipazioni da fornire...



Come molti protagonisti attivi nel panorama musicale underground, sembri più concentrato sulla sostanza di ciò che componi piuttosto che alla sua effettiva quantità o al ritorno economico proveniete da esso. Suonare solo per passione, quindi, si tramuta nell'esternazione materizzata di ciò che percepisci internamente, senza che tutto ciò sia contaminato da alcuna venalità. Tuttavia, ti ritieni completamente e perennemente immune da eventuali richiami commerciali?

> Penso di si’… e se proprio un giorno dovessi decidere di provare a far qualcosa di più lucrativo, sicuramente non sarebbe con il nome “Stendeck”…



Definitivamente, da dove trai l'energia che consente di comporre la tua musica?

> Dalla mia vita, dalle esperienze di tutti i giorni, quello che vedo, quello che sento…in un certo senso le mie canzoni sono il mio diario.



Alessandro, Vox Empirea ti ringrazia per averle donato il tuo tempo: nelle prossime righe potrai rivolgere ai lettori un tuo personale annuncio dedicato a loro!

> Vorrei ringraziare di cuore tutti quelli che mi supportano, e spero di aver la possibilità di potermi esibire anche dalle vostre parti in futuro!







(* by Maxymox 2012 per Vox Empirea webzine )