Intervista a Ambiguous



E' con noi oggi lo slovacco Igor Senigla, protagonista del progetto Ambiguous. Un caloroso benvenuto a te da parte mia e dei lettori di Vox Empirea.

> Ciao Max. Sono estremamente contento che tu mi abbia dato modo di far conoscere la mia personalità ed il mio lavoro ai tuoi lettori.



Igor, perchè hai scelto di esprimere la tua musica attraverso una forma di suono così incorporea come il dark-ambient?

> Per molti anni ho pensato di fare musica e dopo alcuni esperimenti iniziali ho concluso che questo particolare stile sia quello più vicino a me. Attraverso esso posso riflettere pienamente i miei sentimenti e lo stato d'animo che mi sto provando. Ogni canzone che creo è sempre un pezzo di me.



Parallelamente alla tua piattaforma Ambiguous hai impersonato un'altra identità chiamata Ish. Rapportando tra loro queste due realtà da te interpretate, quali sono le differenze o le affinità che le separano o le accomunano?

> Il mio secondo progetto Ish è in realtà una sorta di continuazione del mio precedente processo di sperimentazione in altri ambiti della musica elettronica. Le tracce sono un mix di ambient e IDM e, come con Ambiguous, cerco di esprimere sempre creatando tracce sonore che abbiano gli identici riferimenti con immagini dei video. Penso comunque che Ish sia musicalmente meno esigente ed attiri a sè gli ascoltatori meno interessati ad Ambiguous, progetto pianificato soprattutto per le persone che preferiscono gli angoli più scuri della musica.



Ish ha rilasciato esclusivamente l'album autoprodotto "Inward Grip" oppure esistono altre releases sotto questo nome?

> Sì, per il momento sole la terra hanno visto una sola edizione di Ish. Come dici, quella era in realtà solo una edizione creata per amici e conoscenti su CD + DVD. Tuttavia, attualmente sto lavorando su del nuovo materiale che sembra essere ancora una volta leggermente orientato in una direzione diversa da quella intrapresa con "Inward Grip". Mentre ora è ancora tutto in fase di sviluppo, aspettiamo e vediamo cosa succederà.



Durante la mia lunga attività di recensore ed intervistatore ho notato un incredibile fermento di artisti Est-europei che si dedicano al genere dark-ambient. Trovi che questo stile rifletta anche una specifica situazione presente nella vostra geografia?

> Questo non lo posso giudicare. La situazione è difficile in tutto il mondo, ma non penso che ciò abbia definitve connessioni con la mia musica. Sono trascorsi felicemente circa 80 anni e personalmente oggi fatico a guardare i media. Il più delle volte cerco di trascorrere il mio tempo con mia moglie nel cuore della natura, ambito dove prendo spunto per le mie creazioni. L'umanità sta inevitabilmente correndo verso la distruzione e nessun riscatto la attende alla fine di questa strada...



Come hai raggiunto la label Aliens Production?

> Conosco Ryby e la Aliens Production da molti anni, attraverso diversi eventi e concerti in cui ci siamo incontrati. Dato che mi ritengo il tipo di persona che preferisce non essere molto visibile, non ho mai dato loro il mio materiale. Attualmente è forse tutto organizzato da mia moglie che lo invia ad essi a mia insaputa?



Dall'analisi della tua discografia ed in particolare del tuo ultimo album "Stone Cross", emergono forti richiami all'obscure-ambient di provenienza Cold Meat Industry. Ciò suggerisce palesemente che sei un cultore di questa storica label...

> Si può dire che ci sono ensembles raggruppate sotto quell'etichetta che continuano ad influenzarmi. Penso che ciò riguardi maggiormente Desiderii Marginis e il suo eccellente album "Deadbeat" che ritengo sia il miglior CD dark ambient. Tuttavia, ovviamente, cerco sempre di apporre la mia personale firma ai miei lavori e non semplicemente copiare i miei arrangiamenti preferiti.



Parlando nuovamente di "Stone Cross", questa release era stata rilasciata nel 2009 da te stesso come produzione indipendente. In seguito essa è stata ripubblicata dalla label fondata dal mastermind Ryby. A tuo giudizio, quali sono state le motivazioni che hanno convinto la Aliens Production ad accogliere e rilanciare il tuo disco?

> Come ho detto, mia moglie ha dato a Ryby del materiale musicale e in seguito abbiamo subito accettato la pubblicazione del CD "Stone Cross" che in realtà ripropone i contenuti di un album risalente alla fine del 2009, per cui possiamo considerarlo relativamente nuovo. Infatti Sono davvero contento di come Ryby fosse entusiasta del mio lavoro e il modo in cui professionalmente ha organizzato tutti gli aspetti della pubblicazione. Sono un grande appassionato di musica e sono molto lieto che tutto si sia sviluppato in questa direzione.



Suoni spesso dal vivo? Percepisci un alto grado di coinvolgimento nel pubblico quando lo avvolgi con il tuo suono? Quali sono le tue locations preferite?

> Beh, ho realizzato un solo spettacolo dal vivo in Slovacchia del quale sono estremamente felice. Tutto è andato come avevo immaginato. Queste impressioni sono inoltre state confermate della reazione del pubblico e dai feedback ricevuti in una serie di e-magazines, tutti molto positivi. Spero di poter organizzare altre serate di fuori dei confini del mio paese e ancor più appaganti.



Quali strumentazioni impieghi per creare le tue musiche?

> Personalmente preferisco l'hardware al software. Uso un computer per comporre e finalizzare le registrazioni. Utilizzo inoltre un paio di altri strumenti, come ad esempio l'Access Virus C, Roland MC808, Roland Juno D, Korg Micro X. Questo è l'approccio che ho cercato di adottare anche durante la performance dal vivo, quindi non avendo un portatile ogni suono è stato prodotto dagli strumenti fisici che sono stati apprezzati da tutti.



Sei soddisfatto della tua visibilità nel circuito delle music webzines alternative, oppure ritieni che esse si occupino troppo poco degli artisti appartenenti al settore dark-ambient?

> Sono contento che nelle webzines siano itrattati i nuovi progetti, perché tra essi stanno emergendo sulla scena molti musicisti interessanti che hanno qualcosa da offrire. Ogni interesse rivolto al mio lavoro mi rende davvero felice e lo apprezzo molto. So bene che questa scena ruoterà sempre attorno ai grandi nomi, tuttavia non credo sia necessario appartenere a tali concetti per i quali solo quei gruppi sono buoni e che tutto ciò che producono è sempre la cosa migliore.



Bene Igor, è stato interessante ospitarti nel mio spazio di Vox Empirea. Ora ti aspetta il rito della dedica rivolta a tutti i lettori di questa intervista!

> Grazie Max per l'interesse e il tempo dedicatomi. Auguro a te e Vox Empirea un sacco di successo con il prossimo lavoro “Do Not Leave Yourself!”. Igor aka Ish.

















* (by Maxymox 2012)