Intervista a Autoclav 1.1


E' con autentico piacere che Vox Empirea intervista un eccezionale rappresentante della scena IDM / electronics : Tony Young ed il suo solo-project conosciuto internazionalmente con l'appellativo di Autoclav 1.1. Grazie per essere con noi!

> Grazie per avermi invitato amico mio...



Quali particolari sensazioni provi e cosa vuoi comunicare attraverso questa particolare evoluzione della musica elettronica?

> Mediante essa voglio solo misurare la vera reazione dell'ascoltatore: tutte le mie songs si basano sulle emozioni e su punti specifici della mia vita che cerco di tradurre in musica. Le tracce sono state scritte da me personalmente e se qualcuno trae da esse qualcosa di significativo, allora va bene.



Statisticamente sei uno dei più quotati artisti gravitanti nel tuo genere di appartenenza: quali elementi rendono il tuo stile compositivo così catturante?

> Credo che può essere spiegato solo da coloro che amano la mia musica su base individuale. Ad essere davvero onesti non mi importa di ciò che la gente ottiene specificamente dalle mie songs, mi basta esclusivamente che ottenga qualcosa, anche se solo a titolo personale.



Dal 2004, la musica incorpora una vasta gamma di modulazioni che richiamano, a seconda delle singole situazioni, tecnologia ed emozione. Quando programmi un brano, combini sempre tra loro questi due differenti emisferi o concedi a ciascuno di essi un percorso autonomo?

> Molte cose sono cambiate da quando ho iniziato amico mio, la mia vita è passata attraverso molti cambiamenti e quindi mi piace pensare che la mia musica si sia evoluta con questi. Inizialmente, non avevo davvero la minima idea di come scrivere, quindi mi piace pensare che la mia musica sia proseguita migliorando progressivamente. Ero piuttosto amatoriale, quando ho iniziato.



Se la tua musica rappresentasse un pianeta, come lo descriveresti?

> Ummmmm, io direi con un sacco di campi, colline e fiumi. Edifici isolati, senza molte persone. Una sera d'estate permanente con il sole sempre basso appena sopra l'orizzonte.



Sono incuriosito da un dettaglio riguardante la tua prima release pubblicata nel 2005: hai affidato la distribuzione di "No protocol" e.p. alla Diskus Fonografika Mexicana, per cui ti chiedo quali sono stati i motivi per i quali hai scelto una label sudamericana?

> Probabilmente perchè all'epoca ho corso un pò troppo velocemente. Evevo un sacco di demo-tracks e mi era stato offerto un rilascio attraverso Chuiy che è un tizio davvero grande. Accettai anche perché ero un po'ingenuo. Non possedevo ancora abbastanza talento allora e, rivalutando i miei primi due ep's, non mi sento abbastanza soddisfatto riguardo ad essi. Ah bene, così va la vita, suppongo.



Da quel lontano debutto sono succeduti altri albums molto apprezzabili. Tenendo conto dell'importanza e dell'impegno dedicati ad ognuno di essi, qual'è la release che ricordi con maggiore intensità e per quali motivi?

> Davvero una domanda molto complicata a cui rispondere. Il mio album di debutto "You Are My All And More" è stato difficile, perché gravita intorno alla morte del mio gatto ed è interamente dedicato a lui. Non provo alcuna vergogna in tutto ciò. Per me è stato come precipitare in un caos assoluto ed in quel tempo odiavo il mondo, tanto che quella release è stata molto catartica. "Where Once Were Exit Wounds" è stato l'album più divertente da comporre e io ero veramente appassionato alla scrittura cercando di ottenere un suono specifico. Esso rimane ancora il mio preferito e molto probabilmente il mio miglior lavoro, per molte ragioni.



Nella musica IDM le sezioni ritmiche svolgono un ruolo fondamentale e quelle predisposte nelle tue canzoni sono sempre estremamente articolate, nervose. In termini pratici, quanto tempo richiede nelle tue songs la progettazione del drum programming?

> Quando ho un momento libero, mi siedo e scrivere le parti di batteria, sporadicamente e senza vera canzone in mente. Ho una specifica cartella per tutto ciò, quindi dopo aver scritto qualcosa di particolare ho a disposizione una vasta libreria di lavoro per estrapolare materiale quando ne ho bisogno. Ciò velocizza anche il processo compositivo, in particolare quando sono impaziente di verificare il risultato finale fin dal momento in cui lo incomincio.



Indubbiamente, l'essere scritturati dalla Tympanik Audio è una garanzia di prestigio. Credo fermamente che appartenere ad una label così talentuosa sia motivo di orgoglio. Nonostante ciò, dico sostengo inoltre che far parte di questa élite comporti anche un continuo sforzo finalizzato alla sistematica conservazione di standars elevati e produzioni adatte a quella dimensione. Sei d'accordo Tony?

> Assolutamente! L'aspetto più difficile è consevare la qualità ma ciò rappreseta sempre una sfida per creare qualcosa di nuovo e di alto livello. Questa è una buona cosa, naturalmente, anche se guardando indietro vorrei cambiare alcune cose. Se Paul della Tympanik Audio è felice di ciò che creo io sono contento, egli è un buon giudice di ciò che è buono da pubblicare e di ciò che non lo è.



Il tuo ultimo e sesto studio album intitolato "Embark On Departure" propone dodici nuovi grintosi brani densi di suoni industrial, strategie elettroniche IDM e strutture di pianoforte che lasciano intravedere atmosfere che trasportano verso paesaggi sentimentali. Per questo album hai conservato il tuo tipico stile compositivo oppure per esso hai elaborato qualche nuova impronta? Quali altre caratteristiche hai introdotto in questa nuova tracklist?

> La nuova release conclude una quadrilogia di albums che possono essere considerati uniti. Io lavoro in sezioni, i primi due ep's vanno di pari passo, poi mi sono reinventato pubblicando due albums per la Crunch Pod, concludendo poi con l'album di remix su Hive Records. Gli ultimi quattro lavori sono un altro capitolo caratterizzato da momenti in cui, se si dovesse ascoltarli back to back, ciascun album si collega all'altro. Per ognuna delle ultime quattro release ho pianificato cambiamenti sottili introducendo elementi diversi nelle progressive fasi. Probabilmente "All Standing Room In The Goodnight Saloon" è stato un pò più arretrato, troppo generico e pigro nella ricerca, e questo è l'unico album su cui ho qualcosa da rimuginare, quindi in quest'ultima release ho dovuto cancellare alcuni di quegli errori.



Nel tuo ultimo full-lenght, come in altri precedenti capitoli della tua discografia, noto nuovamente la partecipazione di Claus Larsen, alias Leaether Strip e Michael Morton del progetto Displacer. Quali speciali affinità convergono nel tuo stile?

> Claus e Mike sono miei amici, mi piacciono molto come individui e rispetto quello che fanno nei loro generi individuali. Talvolta mi piace lavorare con la gente. Se ho avuto un'idea riguardo la stesura di una traccia particolare, ha senso chiedere un parere agli amici che consideri professionali ed affidabili.



Durante le tue esibizioni dal vivo suoni individualmente oppure conti sulla collaborazione di altri operatori? La tua musica richiede il supporto di equipaggiamenti particolarmente vasti oppure i laptops svolgono la maggior parte del lavoro?

> Nel mio home-studio ho il desktop dell'iMac ed un software come Logic applicato ad esso, con chitarra e tastiera. Per i live uso un Macbook ed il midi controller con Ableton. Posso essere considerato un pò un maniacale riguardo il controllo della musica, così suono i miei live da solo. Ho avuto il mio amico Kev come assistente un paio di volte e Jamie della ESA, entrambi i quali sono ragazzi fantastici. E' stato divertente ciò che abbiamo fatto. Anni fa usavo reclutare un ragazzo sul palco per i miei visuals e per riempire lo stage, ma quando egli ha iniziato a prendere falsi crediti riguardo la mia musica, piuttosto che riprodurre in modo sbagliato le immagini, la situazione è andata costantemente peggiorando. Ho quindi smesso di chiedergli di assistermi. Alcuni luoghi mi hanno fornito un visual artist. Ingaggiarmi è piuttosto a buon mercato, soprattutto all'estero.



Artisticamente parlando, qual'è il desiderio più ardente di Autoclav 1.1 ?

> Non ho nulla di particolarmente diverso da quello delle idee che continuano a venirmi in mente. Ne ho qualcuno per il prossimo album che è l'inizio di una fase completamente nuova nello stile di scrittura cosidetta "sapiente", quindi sono molto emozionato. Voglio anche alcune cose su vinile, quindi auspico che ci siano al più presto e su altre etichette alcune realizzazioni limitate.



Tony, è giunto il momento di salutarci: grazie per la tua presenza su Vox Empirea. E' stato molto importante per noi conoscere Autoclaw 1.1. ed il suo mondo. Quì ed ora puoi lasciare un importante messaggio per farti ricordare dai nostri lettori!

> Grazie per l'intervista e l'interesse dimostrato compagno. Non tentate mai di catturare uno scoiattolo vivo, siete stati avvertiti!




(* by Maxymox 2012 per Vox Empirea webzine )