Intervista !Distain



Sono onorato di ospitare i !Distain nelle pagine di Vox Empirea. Sono con noi Manfred Thomaser ed il fondatore della band Alexander Brown. Benvenuti su Vox Empirea ragazzi! Sono trascorsi ben 19 anni dalla vostra entrata nella scena electro europea, per cui ritengo che sia arrivato il tempo per un'analisi obiettiva sulla vostra carriera passata e presente. Di quale aspetto dei !Distain sei più orgoglioso e quale vorresti correggere?


> Alexander: Prima di tutto sto cercando di non rimpiangere nulla e utilizzare ogni esperienza per imparare e progredire. Sebastian, membro del primo periodo dei Distain, ed io eravamo molto diversi, molto probabilmente tra personaggi più opposti che si possano immaginare. Era prevedibile che ci sarebbero state situazioni di stress, lotte e discussioni. Ma ad essere onesti non so cosa avrei potuto fare per evitare tutto ciò. L'unica cosa che vorrei fare invece oggi è semplicemente godere di tutto e di più ... molto di più. Ero così giovane all'epoca e così insicuro, ma oggi è tutto diverso. Ora mi sto godendo tutto il possibile, e con questo intendo qualsiasi cosa. Ciò di cui sono più orgoglioso è che non ci siamo venduti e che abbiamo sempre fatto quello che ci piaceva fare. Sono orgoglioso della nostra corsa sulla lunga distanza, significa che siamo ancora qui e che abbiamo ancora tanto da creare divertendoci.



Vi ho sempre ammirati per la capacità di accorpare arte elettronica, melodie spesso romantiche e pulite con una fine ballabilità. Ritieni i !Distain una band differente dalle altre oppure reputi il vostro stile analogo a quello appartenente ad altre bands europee?


> Manfred: Certo, è bello sapere che alla gente piace la nostra musica e che essi reputano i nostri suoni come unici. Ma come band non pensiamo in questi termini. Tutto quello che facciamo è comporre canzoni e scrivere testi in modo personale. Non c'è altro motivo che la voglia di "farlo". Tutto il resto, melodia o affinità con altre bands deve essere valutato dai fans, giornalisti e musicisti.


Durante il percorso artistico di una band, soprattutto lungo quanto il vostro, i cambiamenti tecnici sono quasi inevitabili. Dal 1992 al 2002 i !Distain hanno visto la separazione da Oliver Faig e Sebastian von Wyschetzki. In quale misura è cambiato lo stile compositivo della band da quei giorni?


> Alexander: Inizialmente Sebastian è stato il principale compositore, ma io ho contribuito ad alcune canzoni degli album come "Confession". Da quella scissione in poi, Manfred ed io creammo quasi ogni canzone insieme. Ciò è stato molto più divertente ed ora ho il coraggio di rivendicare i nostri risultati migliori che sono stati anche quelli più veloci! La cosa divertente è che con ogni CD-release alcuni giornalisti scrivono "tipicamente !Distain" ("disprezzo").



Ritenete i !Distain una band flessibile, che sa come adeguarsi alle nuove esigenze di mercato, oppure rimanete fedeli ad un unico filo conduttore, indifferenti ai sempre più veloci cambiamenti delle tendenze?


> Manfred: Il tempo scorre veloce. Ciò significa che se si vogliono seguire le richieste del mercato bisogna essere molto veloci per catturarle. E anche se si è veloci bisogna essere anche bravi a cogliere tutti i cambiamenti che il mercato può richiedere. Per noi comporre canzoni è un processo molto personale. E sembra meglio di comporre e scrivere senza farsi troppo condizionare. Dopo tutto, se vuoi sopravvivere devi rimanere credibile.


Nel 2010 avete pubblicato una raccolta di successi e di tracce inedite intitolata "Anthology 1992-2010". Siete soddisfatti di come il pubblico ha accolto questa release? E' stato un risultato che vi aspettavate oppure tutto ciò ha rappresentato per voi una sorpresa?


> Alexander: Ho sperato che il feedback fosse quello in cui io confidavo. Ma ero davvero sorpreso da tante recensioni positive. Ciò ha dimostrato che la gente amava il nostro lavoro e ci rispettava, e questa è una gran bella sensazione.



Noto con grande piacere che siete ancora uno dei gruppi che nelle pubblicazioni preferiscono il formato CD piuttosto che la soluzione downloading. Qual è il motivo per cui avete scelto questa opzione? Pensi che un giorno anche i !Distain sceglieranno una net-label?


> Manfred: Ci si sente meglio avendo un CD in mano piuttosto di un file su un computer. Ma le abitudini cambiano in continuazione. Finché saremo in grado di vendere CD li realizzeremo. Ma se sempre più persone acquistano i file mp3 bisognerà adattarsi a questo fenomeno.


A proposito di labels: cooperare con una buona azienda discografica è molto utile per raggiungere obiettivi ambiziosi e duraturi. Per supportare il vostro nuovo album "On/Off" avete scelto la Echozone, label specializzata nell'area electro, industrial, gothic e dark-wave: con quali criteri selezionate il gruppo discografico più adatto alle vostre esigenze?


> Alexander: Prima di tutto mi ero reso conto che su questa etichetta erano reclutate molte altre band come bravi Minerve e Moon74. Il secondo punto è stato per la comunicazione: per noi è davvero importante sapere di poter contattare la nostra etichetta ogni volta senza dover aspettare una risposta per settimane. Avevamo fatto brutte esperienze. Con la Echozone c'è stato un buon dialogo fin dall'inizio e siamo molto felici di questa collaborazione.



Di quale male soffre maggiormente l'attuale scena musicale underground? Quale sarebbe la tua proposta per un eventuale miglioramento della situazione?


> Manfred: Sembra che ci sia un enorme divario tra ciò che le persone immaginano sulla vita di un musicista e la realtà. Se una star della musica ha venduto dieci milioni di CD, nel 2000 egli ne può vendere un milione oggi. È ancora possibile vivere dalla vendita di 1 un milione di CD, ma bisogna prendere in considerazione anche quei musicisti che hanno venduto 10,000 CD nel 2000. Si potrebbe dire che la musica ha sempre bisogno di essere apprezzata ma non possiamo obbligare le persone a pagare per essa.


Parlando del titolo riguardante il vostro nuovo album "On/Off": cosa si accende e cosa invece si spegne per i Distain?


> Alexander: Premere il tasto "on" del vostro lettore CD, inserire l'album all'interno e premere "off" solo dopo che l'ultima traccia è terminata.



Oggi per una band è sempre più difficile pianificare sonorità esclusive, qualcosa che non sia già stato ampiamente sfruttato. Di quali nuovi elementi vi siete avvalsi nella realizzazione del nuovo album?


> Alexander: E 'stato un modo molto interessante e comodo di lavorare. Abbiamo scritto le canzoni nei nostri studi, a casa, l'ultimo passo è stato fatto da Remi Janotta (ex-Psiche). In alcune tracce egli ha aggiunto nuovi suoni e perfino la composizione, in altri ha "solo" mixato le basi. Così abbiamo avuto l'input creativo di tre ragazzi e tre posti di lavoro dai suoni diversi. Sono molto soddisfatto del risultato finale. Per citare una cosa in termini di suoni unici: noi amiamo i suoni del Soft Synth/sample Player “Nexus” che abbiamo utilizzato molto per questa nuova produzione. Siamo amici del "Soft-Synth" e siamo aperti ad ogni suo nuovo sviluppo.



Avete in mente di supportare l'uscita del disco con un tour?


> Alexander: Stiamo ancora lavorando su questo progetto. La maggior parte delle richieste provengono da fuori Germania ed ho difficoltà a coordinarle, ma vi faremo sapere.



Anche se la modestia è sempre d'obbligo, quale obiettivo vi siete prefissati di raggiungere con "On/Off"?


> Alexander: L'obiettivo è sempre quello di diventare popstar, ma il problema è quello di lasciare tutte le persone che conosciamo. E si spera soddisfare la nostra label Echozone per continuare con essa una buona collaborazione.



Manfred, è stato un autentico piacere intervistarti su Vox Empirea. I lettori apprezzeranno meglio questa chiacchierata se tu dedicassi loro uno dei tuoipensieri: hai assoluta libertà di parola!


> Manfred: Vogliamo ringraziarvi per il vostro sostegno. Molti di voi sono stati con noi fin dal 1994/95 ed è bello condividere quei ricordi con voi.

* (by Maxymox 2011)