Intervista a Huminoida



Dalla Finlandia, Kimmo Karjalainen, alias K-K, è tutt'oggi il proseguo solistico degli originali Huminoida. Ciao Kimmo, Vox Empirea ti da il benvenuto.

> Grazie Max. E' bello che tu mi abbia intervistato.



Huminoida è un'idea originariamente nata nel 2007 dalla collaborazione tra te e AugM. Quali collegamenti vi hanno spinti all'epoca a perfezionare un progetto comune possedendo individualmente orientamenti musicali così diversi? Tu provieni dalle discipline elettroniche tipiche dei Neuroactive, mentre le influenze di AugM erano quelle della sua band This Empty Flow, quindi di tendenza ethereal-gothic/darkwave.

> Siamo amici da circa 20 anni ed entrambi siamo fanatici di musica, con gusti piuttosto versatili che variano dal guitar-driven, indiepop passando attraverso l'oscurità elettronica del krautrock, quindi non c'è stato nessun problema. In realtà, i nostri gusti musicali erano inizialmente così simili da rendere sorprendente il non aver formato una nostra band ancora prima di quell'epoca.



Prima che AugM decidesse di uscire dal progetto gli Huminoida hanno inciso due singoli, l'omonimo 7" "Huminoida" rilasciato nel 2007 e "A/B (Other Side/The Other)" del 2009. Ricordi se c'è stata immediata sintonia tra di voi nella realizzazione dei due lavori? Come avevate suddiviso i vostri rispettivi ruoli nella stesura delle liriche e delle musiche?

> Veramente non abbiamo creato le registrazioni insieme, quindi non è stato un lavoro di squadra in questo senso. Ho realizzato l'A-side del primo singolo, poi abbiamo fatto una "scratching session" per la B-side del vinile. Il nostro approccio verso secondo singolo è stato ancora più semplice: AugM ha fatto la B-side "The Other", mentre io l'A-side "Other Side". Alla fine però abbiamo capito che ambedue stavamo esprimendo stili troppo differenti, come fossero quelli di due band separate. AugM aveva così tante cose in programma, (la sua casa discografica, per esempio), che decise in seguito di lasciare il progetto.



Quali sensazioni provasti nel tuo primo esperimento solistico di tre tracce, l'ep "Huminoida Loves You"? del 2010? In quale direzione è cambiata la tua impronta musicale dopo l'abbandono degli Huminoida da parte di AugM?

> Non credo che la mia direzione sia cambiata molto perché avevamo comunque concepito i brani separatamente. Dopo l'uscita di AugM ho continuato a fare le cose come prima. E' stato importante avere fin dall'inizio un'idea piuttosto chiara riguardo il mio primo album che stilisticamente avrebbe dovuto essere in parte electropop di vecchia scuola e in parte darkwave/sperimentale, con brani liberamente collegati tra loro. Tutto ciò ha contribuito inoltre a concentrarmi su ogni singola traccia, facendomi delineare infine il "grande quadro" che avevo immaginato.



Sei ancora in contatto con AugM?

> Sì certo, ci vediamo ogni tanto.



Dichiari sostanzialmente di non condividere il concetto per il quale ogni episodio di un disco debba corrispondere ad un evento finalizzato all'estetica della "bella traccia" ma, al contrario, ammiri in un artista la sua capacità di osare e di proporre nelle proprie creazioni ciò che davvero sente nella sua anima, indipendentemente da una precisa strategia di vendita. Penso che questo tuo pensiero sia giusto, ma che in un certo senso sia in conflitto con gli interessi delle labels che, tranne poche eccezioni, mirano prevalentemente agli affari piuttosto che al significato dei dischi che promuovono. Sei d'accordo?

> Sì, io ho detto: "non sono un grande sostenitore dell'idea che ogni traccia di un disco debba essere necessariamente bella o facile e pianificata per farne vendere copie a camionate..." Una buona traccia, o meglio una grande traccia, è naturalmente l'obiettivo principale quando si vuole fare musica, indipendentemente dal proprio genere o se realizzandola per una records company. Ciò che intendevo dire è che preferisco dischi in cui la creatività dell'artista non sia filtrata e che passi attraverso una visione senza censure, releases con qualche assunzione di rischio e che offrano una certa varietà di canzoni. Le grandi labels sono nel mercato solo per vendere dischi e fare soldi e ciò costituisce un dato di fatto che comunque condivido perfettamente. E' sempre stato così e ho capito che ad alcune persone piace fare i soldi con la musica. Ma ad un certo punto le grandi compagnie si riducono ad uno stato di degrado, semplificando le loro produzioni e raggiungendo livelli insopportabi li. Sembrerebbe che esse non siano interessate a pubblicare altro che prodotti cinici e schifosi, anche con l'ausilio di TV's. Fortunatamente le etichette più piccole hanno ancora il coraggio di pubblicare materiale privo di compromessi.



E' dunque per questo motivo che ti autoproduci attraverso la label Out Of Range Records? E' la giusta soluzione per sentirti libero di agire musicalmente come meglio credi?

< Esattamente. Non ho mai nemmeno pensato di proporre Huminoida ad una casa discografica, cosa che per qualsiasi grande azienda sarebbe parso accattonaggio. Attualmente per me, il punto principale del creare musica è la libertà di poter fare tutto ciò che mi viene in mente e tutto ciò che ritengo giusto, senza pensare troppo alle tendenze del momento o alla realtà finanziaria. Altro fatto importante è che adoro concentrarmi sull'artwork e sulle le copertine dei dischi. Dubito fortemente che una casa discografica avrebbe accettato di rilasciare "Whiter Album" in versione 2LP più la combo del CD, con i vinili colorati e tutti gli inserti.



Ho ascoltato e recensito "Whiter Album", la tua ultima creazione. L'ho trovato davvero profondo, accuratamente arrangiato e colmo di ottime intuizioni minimal-synth mescolate ad altre di natura wave. Nonostante sia un eccellente disco, valutandolo a una certa distanza di tempo dalla sua pubblicazione, trovi che in esso ci sia qualcosa che avresti dovuto migliorare, oppure ne sei pienamente soddisfatto?

> E' bello sentirti dire questo, Max. Sono tuttora molto contento di "Whiter Album", del suo ordine dei brani e della sua struttura. Ho spinto me stesso al limite durante le sue fasi di registrazione e mixaggio. Non avrei potuto fare null'altro in più per renderlo migliore e non vorrei modificarlo nemmeno un pò.



In funzione di ciò che noti quotidianamente, come giudichi la musica ascoltata dalle nuove generazioni? Anche tu come me trovi che la maggior parte delle pubblicazioni attualmente disponibili soprattutto ne circuito mainstream siano solo effimeri fenomeni di mercato privi di ogni sostanza?

> Ah sì, la maggior parte della musica attuale sembra essere rivolta alle persone alle quali non piaccia molto la musica ma che abbiano solo bisogno di una sorta di rumore di fondo facilmente digeribile per riempire il silenzio. Ma io non credo che sia una questione generazionale. Sono sempre esistite le grandi, fantasiose ed originali bands e ne esistono ancora, ma forse non sono così ampiamente conosciute e si può impiegare un po di sforzo in più per trovarle.

>

Sembra che tu abbia ufficialmente scelto la via solistica per continuare il percorso di Huminoida. Ti ritieni tuttavia disponibile a possibili integrazioni di altri elementi, oppure la line-up sarà destinata aprioristicamente ad un solo rappresentante?

> E' molto probabile che ci sarà un performer ospite nei successivi dischi di Huminoida e sono sempre disposto a cooperare con altre band. Abbiamo appena registrato tre brani per il prossimo album dell'electro-act finlandese NYX. Ma in fondo credo che Huminoida resterà sempre una "one man band".



Tu hai fatto parte dei Neuroactive negli albums "Fiber Optic Rhythm" e "Transients". Quale ruolo occupavi nel progetto fondato da Jarkko Tuohimaa? Obiettivamente, quanto ha influito nel tuo stile questa importante esperienza?

> Per me quella con i Neuroactive è stata una grande esperienza ed anche molto divertente. Penso che la nostra collaborazione abbia funzionato davvero bene e mi piacciono ancora i dischi realizzati, soprattutto quest'ultimo "Transients" che è un album solido nel suo genere. Originariamente Jarkko mi aveva chiesto di cantare un brano intitolato "Parallel", ma eravamo così contenti del risultato che io mi unii alla band come cantante a tempo pieno e paroliere. Siamo ancora buoni amici ed è proprio Jarkko che ha rimasterizzato l'album Huminoida. Il synthpop è stato il primo genere musicale che mi ha catturato da ragazzo, infatti i primi dischi che ho comprato sono stati "Vienna" degli Ultravox e "Organisation" degli OMD. Oh ragazzi, la piccola mente Kimmo è stata completamente bruciata dai suoni di domani: ho visto la luce e il futuro nello stesso tempo. Quindi credo che fossi completamente influenzato dal pop elettronico prima ancora di unirmi ai Neuroactive.



Ritornando a "Whiter Album" e alla sua track-list, trovo che in esso coesistano contemporaneamente vari stili, il dark-synth, la new wave ed il minimalismo elettronico. In particolare, ho apprezzato la magnificenza di "Part-Time Isolation" e "Time And Space/Whiteout". Puoi descriverci meglio queste due meravigliose tracce?

> Volevo creare una traccia molto lenta e pesante, una pop/synth-song ma che fosse più vicina ai Black Sabbath che agli Erasure. Il risultato è stato "Part-Time Isolation", fondamentalmente una bella canzone che non so se definire completamente pop. Forse è una sorta brano synth-prog. Il drumming nella metà sezione della traccia è molto simile a quello di "Vienna" degli Ultravox, ma senza samples. Il suono mi sembrava perfetto per adattarsi alla traccia facendola sembrare un pò "krautrockish". "Time And Space/Whiteout" è emersa dalla necessità di porre fine al disco con un tono veramente positivo. Si ode sia liricamente che musicalmente un sincero senso di amicizia su base synthpop, con un piacevole tocco di malinconia, anche se stranamente il tutto è costruito sotto uno straziante rumore di sega. Il brano si trasforma quindi in "Whiteout" ed il disco stride svanendo nel rumore bianco.



Quali futuri progressi prevedi per Huminoida?

> Ancora musica. Ancora releases.



E' tempo di saluti. Ti ringrazio a nome dei lettori di Vox Empirea ai quali ti chiedo ora di rivolgere un tuo pensiero: hai libertà di parola, Kimmo!

> Ho già enfatizzato abbastanza, quindi ora è il momento di dire grazie ai grandi appassionati di musica ed ai lettori di Vox Empirea. Keep on electropoppin'!

















* (by Maxymox 2011)