Intervista a Red Sun Revival


Questa intervista con Rob Leydon, frontman dei londinesi Red Sun Revival, onora le pagine di Vox Empirea. Io e i lettori ti diamo un caloroso benvenuto!

> Grazie Maxymox e grazie anche ai tuoi lettori, sono felice di questa opportunità per poter rispondere alle tue domande e per parlarti dei Red Sun Revival.



Rob, per quanto ti riguarda, quali particolarità contraddistinguono i Red Sun Revival dalle trascorse esperienze che hai vissuto con i gothic-projects Voices Of Masada, Nosferatu e The Eden House?

> Nei Voices of Masada, ho interpretato un ruolo importante nel song-writing e nella la produzione del materiale e quindi ci sono inevitabili analogie tra i Red Sun Revival e quel progetto. Nei Nosferatu e nei The Eden House invece ero semplicemente un musicista di sessione e non avevo alcun coinvolgimento con i processi creativi all'interno di quei gruppi, per cui probabilmente esistono minori analogie. La musica dei Red Sun Revival può essere catalogata in modo leggermente diverso da quello relativo le altre band nelle quali sono stato coinvolto. I brani sono tutti basati sull'orchestralità dei paesaggi sonori che raffiguro utilizzando strumenti virtuali, creando ampie sezioni di violino, strati di violoncelli ed episodiche percussioni. Questi scenari sonici vengono poi decorati con chitarra, basso, pianoforte, violino e live, ad esempio, e ciò per aggiungere crescita all'insieme senza tuttavia oscurare il pezzo iniziale. Infine colloco all'insieme vocals profondi messi a galleggiare sopra le righe. Questo è quindi il melodico interplay tra i classici elementi goth/rock ed una strumentalità orchestrale, in particolare quella del violino suonato dal vivo. E' ciò che distingue il nostro sound.



Identicamente a te, ogni membro della band proviene da differenti esperienze maturate all'interno di vari progetti: come si è instaurata tra voi una sintonia artistica così perfetta, efficace ed entusiasmante?

> Dopo aver terminato lo schema di tutte le canzoni avevo deciso di iniziare la ricerca di collaboratori che avrebbero potuto completare la line-up dal vivo e contribuire attivamente all'album. Ho avuto la fortuna di incontrare musicisti dinamici e di talento in Matt, Panos e Christina. Il chitarrista Matt Helm mi è stato consigliato da Tim Chandler dei "Pretentious Moi?" che ho conosciuto anni fa. Ho incontrato Matt per la prima volta presso il WGW nel 2010 e poi di nuovo nei primi mesi del 2011 per un provino. Ho conosciuto Christina come proveniente dalla scena alternativa alcuni anni prima che il materiale fosse completato: avevamo discusso molte volte l'idea di formare una band. Sapevo che lei era una violinista e per il modo in cui il materiale stava incominciando a svilupparsi mi sembrava un'ottima idea averla appunto come violinista dal vivo, considerando l'importanza di questo strumento in tante mie composizioni. Ho invece contattato Panos attraverso una pubblicità on-line che avevo inoltrato nella prima parte del 2011. Tutti e tre i musicisti posseggono competenze uniche all'interno della band, e nel suono dal vivo ognuno di essi aggiunge il proprio tocco personale alle composizioni.



Il gothic non è esclusivamente un tipo di musica ma anche un modo di interpretare il proprio pensiero, i sentimenti, l'abbigliamento, il comportamento e le ambientazioni della vita quotidiana, uno stile di vita insomma. E' così anche per te?

> Personalmente seguo un vasta gamma di generi musicali e, anche se il goth/rock alternativo è una componente molto importante della musica che mi ispira, non è affatto un genere che mi appartiene esclusivamente. Detto ciò, quando esco nel fine settimana di solito frequento ambienti attigui alla scena alternativa, quindi la maggior parte dei miei amici provengono dal medesimo ambito. Penso che ciò sia probabilmente una diretta conseguenza per essere stati coinvolti tutti insieme per diversi anni nella musica underground, in un modo o l'altro. Considero quindi il goth/rock una sorta di comodo spazio in cui "abitare", benchè credo che esso non sia esattamente un esplicito modo di vivere. Suppongo inoltre di possedere certi gusti che altre persone nella scena goth condividono ugualmente, per questa ragione ho sempre considerato un pò generico il termine con cui viene indicato questo orientamento: infatti esso comprende una serie di aspetti che nelle fasi iniziali di questo stile non erano necessariamente predisposti per essere essere goth. Penso quindi che i goths adeguino la loro musica, la moda, ecc. in base a ciò che meglio si adatta agli aspetti di quel genere.



Dalla sua creazione avvenuta negli 80's, il gothic/rock britannico ha vissuto fin'oggi ascese e declini. Attualmente, qual'è il grado di apprezzamento di questo genere musicale in Europa e nel mondo?

> Credo che in questo momento il gothic/rock britannico stia godendo di un timido rilancio, ma la tendenza generale continua a privilegiare la dance-based e la musica elettronica come ad esempio l'EBM, industrial, ecc. Quelli che come noi tradizionalmente continuano a preferire la musica alternativa tendono a sembrare sempre un pò più vecchi, anche se esistono delle eccezioni. La musica non si ferma mai ed essa sarà sempre in fase di sviluppo mutando continuamente. A volte non ci piace la nuova forma presa dal suono, ma non c'è nulla che noi possiamo fare per alterare questo processo se non continuare a scrivere gli stili che vogliamo ascoltare. Questo è ciò che farò sempre: non per dire che non sperimento nuove idee e non incorporo influenze contemporanee, ma piuttosto per evidenziare che le canzoni da me scritte continueranno a riflettere i miei gusti personali.



Esattamente, quali sensazioni percepisci attraverso genere che componi? Cosa possiede musicalmente il gothic/rock di così magico?

> Credo che il gothic/rock offra l'opportunità di esplorare le idee più introspettive e riflessive, anche se ci sono altri generi in cui ciò è ugualmente possibile. Forse il gothic/rock è uno stile particolarmente adatto per esprimere la malinconia che tutti noi a volte sperimentiamo, oppure per trattare argomentazioni che hanno a che fare con il concetto di mortalità. Esistono però anche molti altri sottogeneri del goth, ciascuno di essi aderente ad una propria interpretazione. Dal mio punto di vista, voglio trasmettere a chi ascolta qualcosa delle mie esperienze piuttosto che tentare di diffondere un messaggio particolare, che sia esso politico, religioso o di altro tipo. Le canzoni che scrivo sono racconti, a volte immaginari, a volte concepiti sulla base di eventi reali. Sono proprio le sensazioni che queste storie provocano in me quelle che voglio comunicare nella mia musica.



Parliamo ora del vostro album d'esordio: ho ascoltato attentamente "Running From The Dawn" recensendolo con entusiasmo. A mio parere, avete finalizzato una release davvero eccellente, tra le migliori che io abbia mai ascoltato nell'area gothic-oriented. Tutte le songs posseggono un'importanza ed una comunicabilità che le rende degli autentici capolavori. Se dovessi selezionare la traccia più catturante, la mia scelta evidenzierebbe "Miracles": trovo che essa riesca a colmare l'anima con la sua profonda intensità, con la sua atmosfera decadente...

> Ti ringrazio molto per le belle parole che hai rivolto all'album, sia nella tua recensione sia in questo apposito spazio! Sono molto soddisfatto della reazione positiva suscitata fin'ora da "Running From The Dawn" ed è stato particolarmente piacevole constatare che lo hanno apprezzato anche ascoltatori provenienti da diverse tendenze musicali. Spesso, quando i dischi vengono rilasciati, nella loro tracklist riescono a spiccare al massimo una o due songs, quindi nel nostro caso è confortante sapere che molti dei brani da noi creati nell'abum si sono resi importanti. "Miracles" è una canzone alla quale sono particolarmente affezionato, è stata scritta nel 2009 e parla degli aspetti riguardanti la mia esperienza nel cristianesimo evangelico vissuta come una persona giovane, due dimensioni che ho trovato molto difficili da conciliare. Ciò non è inteso come una critica nei confronti delle credenze dei popoli ma piuttosto un modo per esprimere miei sentimenti rivolti verso la fede ed il modo in cui essa può essere utilizzata per manipolare le persone vulnerabili.



Steve Carey, Louis DeWray, Andy Jackson...per la pianificazione di "Running From The Dawn" avete radunato un team di tutto rispetto...

> Fortunatamente ho avuto il privilegio di lavorare molto spesso in passato con alcuni artisti di talento e ciò ha favorito la possibilità di conoscere alcune delle migliori figure addette alla registrazione, al mixaggio ed al mastering dell'album. I crediti devono essere rivolti al fantastico lavoro sviluppato dalle persone da te citate. L'album non sarebbe stato ciò che è senza il loro contributo, elemento che reputo di valore incalcolabile. Ho conosciuto Steve per alcuni anni e ho lavorato con lui nei progetti Adoration e The Eden House. Considerando la qualità del lavoro di Steve come mixing engineer, è stata una scelta molto ovvia chiedergli la collaborazione, e questa è stata una delle migliori decisioni che io abbia mai preso. Louis dei Nosfertatu è anch'egli un talentuoso ingegnere e dopo aver ascoltato il suo lavoro ho deciso di registrare la mia voce nel suo studio. Andy Jackson mi è stato consigliato proprio da Steve quando egli suonava nella band The Eden House. Già da tempo ero a conoscenza della professionalità di Andy per i contributi dimostrati nelle sue esperienze con i Pink Floyd e FotN, quindi anche questa è stata un'altra scelta molto lineare. Sono felice di tutto ciò che questi ragazzi hanno fatto.



Trovo che la tua voce interiorizzi una grande espressività, specialmente nei suoi accenti così passionali ed adattati con splendida naturalezza alle musiche. Inoltre, l'aura gothic che circonda le tue tonalità fa del tuo canto un elemento integrato alle strutture, ma allo stesso tempo indipendente dal resto delle strumentazioni. Sei d'accordo con questa mia considerazione?

> Grazie ancora, questi sono grandi complimenti! Mi piacerebbe essere d'accordo con te ma credo che ciò potrebbe apparire un pò presuntuoso, quindi mi limiterò a lasciare che siano gli ascoltatori stessi a decidere. Io cerco solo di esprimere sinceramente i miei sentimenti nei testi ed attraverso la mia voce, in modo da trasmettere la gioia, il dolore, la tristezza e la speranza con il tono di ogni singola parola. Un fattore importante da segnalare è che tutti i brani hanno preso inizio da null'altro che una melodia vocale. Ritengo che sia proprio questo il più importante aspetto della canzone. Una volta che la melodia vocale è stabilita, anche senza testo, il resto della canzone può essere costruito attorno ad essa in modo da supportarla interamente.



Anche se di recente pubblicazione, l'album è stato concepito e completato tra il 2008 ed il 2010. Durante la sua lunga realizzazione avete mantenuto invariabilmente un'unica linea ispiratrice oppure ci sono state diverse fasi in questo senso?

> Ogni brano è stato un concetto creativo nel suo pieno diritto e non c'è mai stato intenzionalmente un tentativo di collegarli tra loro. Tuttavia, in modo indiretto, credo che ciò possa essere forse accaduto, poichè in quel tempo ho concepito le songs come una sorta di diario dei miei pensieri per più di tre anni. Ci sono alcuni temi che si manifestano un certo numero di volte ed altri che ricorrono solo in una singola occasione. Le canzoni create riflettono particolari circostanze da me vissute nei momenti in cui esse sono state composte, anche se gli specifici eventi descritti risalgono ad epoche più lontane.



Quale argomento introduci più frequentemente nelle tue liriche? I testi che scrivi hanno un punto di contatto che li unisce, oppure ogni song tratta tematiche differenti l'una dall'altra?

> Sì, molti miei testi affrontano la paura della mortalità e la frustrazione. Un tempo ho preso concreatamente atto della totale assenza di esperienze religiose durante il corso della mia vita, quelle stesse esperienze che avrebbero potuto farmi sperare in una vita ultraterrena. "Miracles", "Forgive Us Now", e "Wide Awake" indirizzano i loro significati in qualche misura verso tali questione, anche se l'obiettivo principale è da considerarsi diverso in ogni rispettivo caso. Ci sono anche altri temi che sono il prodotto di eventi accaduti in questi tre anni: per esempio "Running From The Dawn", (la canzone), è stata composta quando ho incontrato qualcuno che avevo reputato l'amore della mia vita...temo di essere un romantico senza speranza! Quando questo rapporto è giunto alla fine esso mi sembrava insostituibile, e così ho scritto "Last Chance" per descrivere i sentimenti di dolore che ho percepito in quel momento.



Ed ancora, quali sentimenti desideri suscitare nell'ascoltatore con il tuo sound e le parole che lo circondano?

> Voglio evocare gli stessi sentimenti di amore, di speranza, tristezza, disperazione, gioia, esultanza e trionfo che ho sperimentato in quantità diverse nella creazione di ogni song, come se ciascuna di esse fosse un mezzo per trasmettere qualcosa di assente nel normale linguaggio.



L'attività live è senza dubbio uno dei vostri punti di forza: puoi dirci quale concerto ti ha particolarmente soddisfatto per il numero e l'entusiasmo del pubblico?

> L'ultimo concerto che abbiamo fatto a Londra è stato fantastico, e in realtà era la nostra prima apparizione lì. Sono rimasto stupito dal numero di persone che sono venute a vederci e dell'accoglienza estremamente positiva che abbiamo ricevuto. E' stato un concerto breve ma emozionante ed eccitante. E' stata una valida esperienza vedere infine tanti amici ai quali avevo parlato per anni del mio progetto venirci ad ascoltare e guardare tutto quel pubblico.



Rob, Vox Empirea ti ringrazia augurando ai Red Sun Revival un futuro pieno di successo, auspicando di ascoltare presto un prossimo album meraviglioso quanto quello d'esordio. Cosa vuoi dire ai lettori prima di salutarci?...

> Grazie mille per gli auguri e grazie anche ai tuoi lettori, spero che essi abbiano trovato interessanti le mie risposte e che abbiano molto presto l'opportunità di vederci suonare dal vivo. Vi auguro tutto il meglio.



* band images by the photographer: Taya Uddin


* (by Maxymox 2012)