Intervista a Spektralized


Richard Bjørklund, leader dell'electro-set norvegese Spektralized, è con noi oggi nella sezione interviste: Richard, Vox Empirea è onorata di averti come ospite. Benvenuto tra i suoi lettori!

> Grazie per avermi con voi.



Iniziamo con una domanda riguardante il passato: dopo lo scioglimento della band avvenuto nel 1997, quale forza ti ha ispirato a tal punto da continuare il percorso conservando il nome originale e trasformando nel tempo quell'embrionale piattaforma nell'importante progetto Spektralized di oggi?

> I vecchi membri degli Spektralized erano stanchi di fare musica, così continuarono a fare altre cose che ad essi piacevano di più. Ho amato ogni parte di quel processo creativo e quel senso di unità che ho percepito. La musica mi ha dato una mia personalità che mi ha fatto sentire speciale: tutto ciò che è stato creato è scaturito dalla mia mente. Sentivo che tutto quello che possedevo in quel momento della vita aveva qualcosa a che fare con la musica. Se non avessi composto musica ne avrei ascoltata, oppure ne avrei parlato con qualcuno, scritto dei testi...guardato video musicali. Avevo anche una grande passione, quella di andare ai concerti ed ai festivals. In quegli ambiti abbiamo potuto incontrare altre persone con le quali condividevamo gli stessi interessi, ovvero solo ascoltare buona musica e divertirci. Ricordo anche un pensiero ricorrente che mi veniva in mente quando vedevo una band che mi ha ispirava: "un giorno voglio essere quello lì e suonare su quel palco". La prima ragione per la quale ho continuato a comporre musica sotto il nome Spektralized è perché ho sentito che si trattava di un grande nome. Così ho avvertito dentro me che sarebbe stato un vero peccato se il nome e tutto il duro lavoro che avevamo compiuto fosse andato perso! Così promisi ai ragazzi che mi sarei preso nuovamente cura del nome da noi creato. Quando iniziammo il progetto spektralized nel 1993, decidemmo che quella sarebbe stata una band che avrebbe unito svariati stili della musica elettronica: in questo modo ci siamo potuti sentire più liberi di fare ciò che volevamo senza dover seguire alcun suono specifico. Ho sempre cercato di essere più possibile fedele al nostro suono originale, lasciando che il suo sviluppo risultasse naturalmente in a me e negli altri membri della band. Quando si cambia, la musica cambia con noi, e non sto cercando di cambiare il suono solo perché la scena cambia, come fanno molte bands attuali. Forse è questo ciò che rende così interessanti gli Spektralized ad alcune persone?



1994/2013. Diciannove anni di carriera. E' tempo di riflessioni e bilanci: Richard, guardando indietro nel vostro passato artistico e tenendo conto della situazione attuale degli Spektralized, quali sono le tue considerazioni? Qual'è, effettivamente, il tuo grado di soddisfazione e quali sono, se ci sono, le autocritiche che ti rivolgi?

> Sono più che grato anche per i più piccoli frammenti di successo che abbiamo raccolto durante questi anni. Sono altresì orgoglioso di aver lavorato con molti veri talenti. Sono riconoscente a tutti i nostri fans, agli ascoltatori ed a tutti coloro i quali sono stati con noi supportandoci ad ogni occasione, ed inoltre non dimenticheremo mai tutte le persone meravigliose che abbiamo conosciuto. Potrei aggiungere che le esperienze positive vissute in quest'epoca sono state per noi davvero speciali, mentre quelle negative ci hanno semplicemente rafforzati. Ci sono stati molti alti e bassi che possono aver causato qualche problema nello sviluppo della band, tuttavia ognuno di noi è cosciente che esiste sempre una ragione che motiva tutte le cose che sono accadute. Sono certo che chiunque stia leggendo ora abbia sentito dire a volte qualcun'altro che la via per raggiungere la vetta è duramente in salita, mentre quella che scende è sempre facile. Tutto ciò è sicuramente vero! La vita è difficile e lo è anche il music business ed ognuno necessita di un sistema per sopravvivere. Nulla arriva facilmente, è solo il risultato di un duro lavoro. Forse è la ragione per la quale amiamo tutto ciò che riusciamo ad ottenere! In ogni cosa che faccio i miei obiettivi principali sono riconducibili al mio divertimento ed alla gioia che riesco a provare quando li raggiungo, ma penso anche che ogni artista desideri essere ricordato per il talento e la passione dedicati al suo lavoro.



Partendo dall'epoca del vostro esordio fino ad oggi, cos'è cambiato globalmente nella musica elettronica europea e, più in particolare, nel vostro modo di concepirla e di riprodurla?

> Penso davvero che gli Spektralized abbiano sperimentato un naturale processo di sviluppo durante il corso degli anni. Abbiamo cercato molte volte di evolvere il sound conservando però le tipiche peculiarità del nostro stile. Quando realizzammo il debut-album "Elements Of Truth" il futurepop, o technopop, era il genere che dominava la scena elettronica. Ciò accadde sul finire dell'ondata trance/techno arrivata in Europa e durata molto tempo. Quando anche questa tendenza diminuì di intensità, tutto il panorama technopop abbe un declino. Entrarono quindi nuovi generi come il pop e l'RNB, susseguiti poi da altri come il synthpop e l'electronica, ma anche questo periodo non durò molto. Giunsero poi i Mostri del rock conquistando l'intera scena assieme alla musica commerciale e l'underground. In seguito, gradualmente, ci fu il fenomeno della musica rock ispirata a bands come Iron Maiden, AC/DC ecc. finita nel dark e nel grungy metal. Queste mutazioni coinvolsero anche la scena elettronica e così nacque l'aggrotech. La mia opinione è che questo fenomeno abbia solo peggiorato la situazione portandosi via un pezzo di unicità della musica sintetica. Nutro un grande rispetto per alcune bands di questa specifica scena, quelle che fanno le cose da zero cercando di torcere il suono. Ma improvvisamente, una nuova e più urbana tendenza stava emergendo nella scena elettronica e con essa molti rave e club devoti alla new-school techno/industrial. Improvvisamente non fu più cool avere un sintetizzatore sul palco, strumento invece sostituito con un computer portatile o un iPad che sono sì più moderni ma che, come freschezza ed immagine visiva, non rendono nemmeno la metà di una tastiera, se proprio me lo chiedete. Ciò mi ricorda perlopiù quei moderni disc-jockeys trance capaci solo di tagliare e incollare campioni distorti e loops scaricati da internet. Effettivamente, oggi basta una voce distorta per ottenere come risultato una nuova techno- industrial one man band che mi ricorda un D.J. urlante. Non mi resta che chiedere: "è quindi il D.J. la nuova frontiera della musica elettronica? So che sono avvenuti grandi cambiamenti economici all'interno del music business e che la gente deve lottare per i soldi in tutto il mondo. Questo tuttavia non significa che dobbiamo lasciare che altra gente all'interno dello stesso music business decida ciò che è più cool o meno. Ok, è più conveniente prenotare un ragazzo con un computer portatile che far venire a suonare una band. Ma la gente non può affatto dire che ciò sia la degna sostituzione di una buona live- band che esegue il suo show sul palco. Credo che sia giunto il momento per gli ascoltatori là fuori di raccontare ai promotori dei locali e dei clubs chi vorrebbero vedere, invece di lasciare che siano le agenzie di prenotazione a decidere da sole le bands da esibire. Voglio dire che la cosa più giusta da fare è quella di evidenziare e prenotare le bands che posseggano un vero potenziale, le garanzie per un ulteriore successo ed uno sviluppo all'interno della scena, tutto ciò in modo che il pubblico abbia la possibilità di vedere tutte le nuove bands e con esse quello che sta accadendo nel mondo. Invece, al contrario, sono sempre le stesse bands a suonare ripetutamente in tutti i clubs del pianeta immobilizzando la scena synth ripetendosi all'infinito!



Il vostro cammino artistico è sempre stato caratterizzato da importanti collaborazioni tenute in studio nonchè da molte co-partecipazioni alle live sessions di illustri progetti appartenenti alla scena electro come, ad esempio, Icon Of Coil, Sebastian Komor, Diary Of Dreams, Assemblage 23, Psyche...in quale misura questi artisti hanno contribuito alla crescita ed all'affermazione degli Spektralized?

> Io e Sebastian Komor eravamo molto amici da quasi dieci anni prima che egli si trasferisse in Canada cinque anni fa. Eravamo come fratelli che facevano tutto insieme. Così la collaborazione data ai Monofader e la produzione del nostro esordio "Elements Of Truth", oltre ad altri progetti, furono per noi eventi naturali in quei tempi. Quando gli Spektralized ed Hard Drive pianificarono l'uscita del nostro primo singolo "Allied", dissi a Sebastian che Spektralized avrebbero potuto allearsi con gli Icon of Coil e Assemblage 23 alla fine del loro tour in Europa nel 2002. Giungemmo ad un accordo con entrambe le band e decidemmo di partecipare agli ultimi dieci concerti che si stavano svolgendo in Germania e Svizzera! Durante il tour conoscemmo Adrian dei Diary of Dreams che è anche il proprietario della Accession Records: egli volle vederci suonare dal vivo e magari discutere in seguito un contratto discografico tra Spektralized e la sua label. Quando tornammo a casa firmammo il contratto con la Acession e subito dopo un nuovo tour fu organizzato, questa volta insieme ai Diary of Dreams, Lights Of Euphoria e Psyche. E fu per merito di quei concerti che potemmo suonare con grandi nomi dando un senso al successo che abbiamo avuto così tariffa. Ecco come funziona il music business: bands più piccole si agganciano alle grandi formando una catena, ottenendo così la possibilità di mostrarsi ad un vasto pubblico in tempi brevi.



Il genere elettronico che create funziona magnificamente da anni non solo in Scandinavia ma in tutta l'Europa. Fin dove si spinge la fama degli Spektralized? La vostra musica ha ottenuto un buon apprezzamento anche in altre parti del mondo?

> Da ciò che so stiamo incominciando a farci conoscere bene nella scena synth europea. Ci sono inoltre paesi presso i quali siamo meglio conosciuti che in altri, come il Nord e Sud America, Messico, Canada, Russia...



Il vostro ultimo album "In Between The Opposite", edito per la Space Race Records, sub-label della EK Product, esce tre anni dopo il full-lenght "The Puzzle". Esistono differenze sostanziali tra questi due titoli oppure essi sono collegati in qualche modo? Richard, parlaci dettagliatamente di questa nuova release...

> Tutti i nostri album relalizzati conservano in essi un particolare significato senza essere necessariamente collegati tra loro. Con il "In Between The Opposite" abbiamo voluto significare idealmente i tempi durante i quali ci sentivamo indecisi tra diversi stili attraverso i quali progettare l'album. All'epoca avevamo pronti molti brani, per cui il grande dilemma era sostanzialmente: "utilizziamo tutte le tracce energiche e creiamo un album clubby, oppure selezioniamo quelle più soft concependo così un disco synthpopish?". A seguito di molti ascolti del materiale completato e di parecchie discussioni, abbiamo finalmente preso una decisione che ci ha condotti ad un album in equilibrio tra ballabilità e relax. Nella scena musicale alternativa possiamo trovare una grande quantità di hard-EBM/industrial bands e di progetti synthpop, tuttavia io sento che il nostro sound trovi la propria collocazione in qualche modo all'interno di questi generi. Non amo parlare delle storie che stanno dietro ogni nostra traccia, e ciò perchè desidero che l'ascoltatore relazioni personalmente con i singoli brani traendo da essi i significati che meglio percepisce ed infine, magari, affezionarsi all'album. Quali specifici obiettivi vi siete prefissati di raggiungere con in nuovo album? Quale particolare strategia mediatica state adottando per ottenere un'adeguata risonanza sulla scena? > Il mio scopo è sempre quello di avvicinare più pubblico possibile alla nostra musica. Credo che chiunque faccia musicalmente qualcosa di cui si sente orgoglioso desideri molto che gli altri vengano a vederlo e ad ascoltarlo. La label EK ha pianificato sia la promozione che la distribuzione di "In Between The Opposite": la sua azione mediatica è focalizzata in particolare sulle radio, music magazines e su internet. Io stesso ho promosso l'album attraverso i canali di Facebook, Mix Cloud, MySpace e Twitter. Contatterò anche D.J's con i quali organizzeremo interviste, ed ho anche promosso gli Spektralized attraverso i nostri amici cercando di mantenere aggiornati essi ed i fans. Ci auguriamo di poter realizzare entro quest'anno un mini-tour in Germania, auspicando inoltre di riuscire a pianificare più gigs possibili in altri paesi. Abbiamo bisogno di aiuto per quanto riguarda il booking, per cui se qualcuno conoscesse persone che collaborano con le agenzie preposte possono contattarci presso il nostro Facebook, oppure attraverso le labels Space Race e EK.



Avete affrontato particolari difficoltà nella realizzazione di "In Between The Opposite"? Ha funzionato tutto secondo i piani?

> E 'sempre difficile trovare le giuste vibrazioni per portare in studio il processo creativo di un album. Spesso, un problema che devo affrontare è quando incomincio a chiedermi quali tracce siano più adatte e quali no. Dopo aver preso la decisione finale a riguardo, ciò dovrebbe quindi rappresentare la parte effettiva del disco, tuttavia non è strano per me modificare l'elenco il giorno dopo, ma molto spesso le tracce ritornano nuovamente nell'iniziale tracklist. Ciò accade soprattutto quando prendo una pausa restando del tempo lontano da questo ciclo. E' facile a stancarsi del suono e della musica quando ci si trova nella fase finale di un album.



Nella nuova tracklist, quali sono i brani di spicco sui quali deponi particolari speranze? E quali tra essi sono quelli che avete destinato specificamente ai dancefloors?

> Credo fortemente in tutti i brani dell'album, non li avrei concessi alla tracklist se non fosse così. Ci sono comunque alcuni brani che mi piacciono più di altri e, se dovessi sceglierne alcuni tra essi la scelta ricadrebbe su due soft-tracks, "Unite Us All" e "Changes". Ma, ad essere onesti, non so quale tra le due mi piace di più. Ci sono un sacco di brani nell'album che gli ascoltatori troveranno interessanti dopo averle ascoltate un paio di volte. I brani synthpop dell'album "Reflecting Memories", "Looking Forward", la stessa "Changes" e "Different People", sono rivolte ad un'ampia sezione di pubblico adattandosi esse alle radio commerciali ed agli ascoltatori di fascia media. Gli episodi EBM, futurepop ed experimental sono invece più difficili da assimilare per cui sono indirizzati ai club. Ma anche se lo fanno, hanno anche un piccolo tocco di stili diversi, in modo che tutti coloro che ascoltare può riguardare in qualche modo.



Ok Richard, grazie per la tua gentile disponibilità. Hai qualcosa da dire ai lettori di Vox Empirea prima di concludere questa intervista?

> Vogliamo ringraziare tutti voi per aver dedicato del tempo leggendo questa intervista. Grazie per aver scelto la nostra musica e ci auguriamo che vi sia piaciuto il nostro nuovo album. Grazie per stare con noi e per sostenere gli spektralized. Speriamo di vedervi tutti quando suoneremo la vostra canzone preferita sul palco o nel vostro club preferito. Attenzione! Vi amiamo tutti! Ho sentito una sensazione mai avvertita prima che quasi mi ha fatto impazzire. Forse perché ho dovuto stare seduto in studio tutto il giorno ed il percorso delle tracce si è concluso bene, per cui sono molto soddisfatto, finalmente. Grazie anche a te Max per avermi dedicato del tempo e per avermi introdotto presso i tuoi lettori.




* (by Maxymox 2013)