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A.I. Zero - "There Will Be Solutions" - by Maxymox 2019

FOTO  Il duo-act tedesco A.I.Zero è nato ufficialmente nel 2014 dal sodalizio artistico tra i musicisti Maikko Advance ( Mind.Area / Sceptica / Human Decay ) e Flesh Wire ( Melting Rust Opera ) , i quali collaborarono inizialmente nel 2013 alla stesura di un remix degli Human Decay, trovando in seguito quelle affinità e quelle intese che permisero la fondazione di un comune progetto. All'interno della line-up essi non svolgono necessariamente ruoli specifici o assegnati; infatti, la creazione delle musiche avviene attraverso una sinergia sempre variabile, senza particolari e rigide collocazioni. Tuttavia, nonostante nel duo emerga una mutevole distribuzione delle rispettive funzioni, possiamo dedurre che Flesh Wire, oltre che il vocalist, è l'autore della totalità dei testi, mentre la realizzazione delle tracce ed il programming sono di competenza di entrambi i membri, così come la pianificazione dei synths ed i refrains sono eseguiti da Maikko. Il sound elaborato dagli A.I.Zero non è di facile catalogazione; esso trascende dalle abituali classificazioni appartenenti alla scena tecnologica alternativa, essendo definito dai due protagonisti come 'cyberpop', ovvero una complessa, multiarticolata combinazione di electro / industrial / futurepop / goth-raggae / indie-noise / EBM / IDM / dubstep. La discografia del progetto menziona innanzitutto l'Extended Play "Obsolete Cyborg" ( 2014 / Hunter Netlabel ) , susseguito dal debut-album "Reality Design" ( 2014 / ScentAir Records ‎) , dai due EP's "Follow" ( 2015 / ScentAir Records ) e "No Pain Forever" ( 2019 / ScentAir Records ) - quest'ultimo realizzato in collaborazione con il leggendario progetto electro-industrial / EBM tedesco Armageddon Dildos - concludendo quindi con questo secondo full-lenght "There Will Be Solutions" ( 2019 / ScentAir Records ) ora analizzato da Vox Empirea. Le quattordici songs contenute nella tracklist denotano una musicalità ricercatamente elettronica, intelligente e polimorfa, colma di dinamismo ritmico e di melodie intriganti, imprevedibili e mai esplicite. Il sound-system di "There Will Be Solutions" è un insieme di percussività prevalentemente midtempo - episodicamente uptempo e downtempo e spesso ballabile - vocals oscuri, talvolta sottilmente crudeli ed enigmatici, pronunciati meccanicamente quasi come 'spoken words' tra le fredde eufonie dei synths, sequencing minimale e distorti riff chitarristici campionati. Tutte le tracce sono caratterizzate da schemi compositivi strutturalmente trasversali, asimmetrici, occasionalmente richiamanti contrappunti da 'obscure cabaret', nei quali l'effimera linearità delle armonie converge verso ampi spazi di alienante vocalismo e formulazioni strumentali melodicamente impegnative. L'unicità di queste musiche esige un ascolto estremamente maturo, audace e psicologicamente partecipe: per questa ragione, chi entrerà in diretto contatto con questa release sarà sottoposto ad un' immediata, radicale selezione. Essa avvicinerà soprattutto l'auditore mentalmente avanzato e musicalmente esperto. Gli A.I. Zero oltrepassano l'ordinarietà, perlustrando modulazioni sofisticate, estetizzate attraverso tecnicismi ed espressioni soniche relativamente assimilabili, le medesime che elevano "There Will Be Solutions" ad una delle proposte electro più originali e coraggiose di quest'anno.

Le migliori tracce di "There Will Be Solutions", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Soon You're Mine" : lineari intermittenze midtempo di drum-programming e sequencer, costituiscono il basamento ritmico di questa elegante dark-electro / industrial / synthpop song, annerita da un canto tonalmente basso, rauco, enigmatico, abbellito da periodiche armonie di synths e da elettriche sezioni di chitarra virtuale. Sarete totalmente sedotti da tanto incanto.

- "End Up All Alone" : monumentale, suggestiva traccia electro / industrial / IDM, un inno tecnologico alla potenza delle macchine generatrici di suono. Essa è composta attraverso poliritmiche ripartizioni break-beat midtempo di drum-machine, avvolgenti pads, melodiche toccate di synth e vocals profondi, pronunciati con solenne freddezza. Il suo sound è qualcosa di indescrivibilmente maestoso e mentalmente soggiogante.

- "Not Afraid" : song dark-synthpop / electropop / futurepop melodicamente impegnativa, cerebrale, edificata mediante un essenziale drumming midtempo sul quale fluttuano grevi accordi di synths, ossessivi cicli di note ed un canto depresso. Piacerà agli ascoltatori particolarmente esperti, i quali sapranno estrapolare da questa traccia elementi post-Kraftwerk intrecciati a geometriche ed oscure sonorità elettronicamente avanzate.

Conclusioni:


Album di grande interesse per chi desidera ampliare la propria cultura sonica, avvicinandosi con partecipazione ad acustiche tecnologiche non ordinarie. La sapiente fusione di stili allestisce una title-track multistratificata, impreziosita da textures che sublimano l'equilibrio tra immediatezza ed intricatezza. Con "There Will Be Solutions" gli A.I.Zero hanno compiuto un notevole progresso, dimostrando esclusive intuizioni, ingegno e talento oltre ogni previsione. Release fondamentale, raccomandata a tutti gli electro-followers in possesso di vedute musicali illimitate.

* B *

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Bragolin - "I Saw Nothing Good So I Left" - by Maxymox 2019

FOTO  Edwin van der Velde ( Zwarte Poëzie ) - vox / bariton / guitar / synths - e Maria Karssenberg - guitar / organ / synths - sono i componenti del duo-act olandese Bragolin. Benchè il front-man Edwin preferisca non svelare l'anno esatto di nascita del progetto, egli accosta questo specifico evento alla pubblicazione del debut album "I Saw Nothing Good So I Left" ( 2018 / Young And Cold Records ) , disco ora analizzato da Vox Empirea ed unica realizzazione fin'ora pubblicata dalla band. L'evoluzione artistica dei Bragolin, prima dell'entrata di Maria nella line-up, è stata caratterizzata da una crescente indagine sonora eseguita da Edwin in vari periodi, anche attraverso pause di riflessione; in quell'epoca fu fondamentale la cooperazione della musicista / fotografa olandese Isolde Woudstra - vocalist nella title-track ed autrice delle immagini impresse sulla cover dell'album - la quale donò maggiore ispirazione alle musiche ed ai testi, favorendo un miglioramento degli arrangiamenti nonchè il consolidamento di uno stile più definitivamente oscuro, quello che oggi trova la sua propria, univoca direzione in modelli post-punk / darkwave / synthpop. A seguito della separazione artistica con Isolde, il protagonista finì l'album individualmente, incominciando successivamente una serie di live-shows con Maria alle chitarre e all'organo. Segnalabile, dal punto di vista discografico, è stata la partecipazione di Edwin come singer e bass VI player nel brano "As Trees Do Fall" ( 2018 / album "Damage" / Unknown Pleasures Records ) dell'one man project post-punk / coldwave / gothic rock inglese Kill Shelter. "I Saw Nothing Good So I Left" è un full-lenght di grande levatura, nelle cui otto tracce si distingue la perfetta sinegia tra il climax tendenzialmente depresso dei vocals e la catturante essenzialità delle strumentazioni: ne consegue un sound waving intrigante, intelligibile, capace di congiungere modernismo e retrospettive 80's. I suoni sono costruiti attraverso un cantato colmo di alienante mestizia, razionali, ballabili ritmiche midtempo / uptempo di drum-programming, rettilinee punteggiature di sequencer, basilari melodie 'shoegazy' di synths, schematici arpeggi di bariton, suggestive chitarre ed affascinanti sezioni d'organo. Un album 'elettrico' ed 'elettronico' che esprime con grande realismo sensazioni di tensione interiore, psicodrammi esistenziali ed immagini incubotiche, coinvolgendo l'ascoltatore dall'inzio alla fine della tracklist. Una perfetta combinazione di elementi che seduce ed emoziona.

Le migliori tracce di "I Saw Nothing Good So I Left", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Into Those Woods" : scattante e nervosa, questa synthpop / post-punk / new wave song congiunge lineari metronomie uptempo di drum-programming, simmetriche ripartizioni di sequencer, armoniose scale di chitarra ed ossessive pulsazioni di synth, tutto ciò completato dai vocals decadenti di Edwin. Da ascoltare e ballare senza pausa.

- "This Grotesque Dance", una traccia darkwave / synthpop nella quale il vocalismo malinconico del singer volteggia sinistramente su un oscuro contesto di scansioni midtempo drum-machine e sequencing, mentre un lugubre organo accompagna le strofe e la chitarra crea ciclicamente stranianti textures. Song ideale come riempipista per gothic-horror parties.

- "In Our Field Of Oaks" : le architetture post-punk / synthpop / darkwave di questa song si arricchiscono - specialmente nel refrain - delle intense e passionali vocalizzazioni del guest musician post-wave / post-punk / synthpop tedesco Adam Usi, la cui presenza aggiunge ulteriore valore ad un sound-system creato attraverso precisi contrappunti midtempo di drum-programming, tratteggi sequenziati ed intermittente chitarrismo wavish.

Conclusioni:


Album carismatico, eloquente, vivido, realizzato con grande determinazione e con il desiderio di proporre una visione differente dei classici teoremi post-punk / darkwave. La release genera tutto ciò che occorre per attrarre l'ascoltatore: corroborante melodismo, ballabilità e testi significativi. Un pensiero di gratitudine va ai Bargolin per aver contribuito con "I Saw Nothing Good So I Left" alla diffusione di una musicalità così straordinariamente preziosa.

* C *

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Cryo - "The Fall Of Man" - by Maxymox 2019

FOTO  Considerato meritatamente tra i migliori nomi electro svedesi di ultima generazione, il progetto Cryo fu fondato nel 2002 da Martin Rudefelt ( musics / vox / lyrics ) , affiancato all'epoca on stage da Andreas Ingefjord ( keyboards / backing-vox ) , quest'ultimo sostituito quindi da Torny Gottberg ( live Keyboards / drums / backing vox ) - alias il mastermind della superlativa label Progress Productions - con il quale Martin ha consolidato l'attuale line-up. Irreprensibile e professionale, il duo è fortemente animato senza compromessi da un dogma: "mai sacrificare l'arte per il profitto". Con questo specifico leitmotiv come garanzia, la musica dei Cryo ha sempre dimostrato una notevole autenticità di intenti ed una qualità tecnica superiore alla media, convertendo parzialmente i classici schemi della Neue Deutsche Welle in futuristiche sonorità EBM / synth-pop / industrial, adattate perfettamente alle moderne tendenze, con una particolare cura rivolta verso l'interazione tra percussività e le bass-lines, la cui sinergia genera un drumming ipnoticamente cadenzato, tenebroso e ballabile, armonizzato ad un suggestivo tastierismo ed a contrappunti vocali variabilmente aggressivi o vellutati. La discografia dei Cryo è stata ufficializzata con il debut-album "Cryogenic" ( 2006 / Progress Productions ) , seguito in ordine di pubblicazione dall'EP "Mixed Emotions" ( 2007 / Progress Productions ) , dal full-lenght "Hidden Aggression" ( 2010 - Progress Producions ) , dalla compilation riservata al mercato russo "Холод" ( 2011 / Razgrom Music ) , dall'EP "Beyond" ( 2011 / Progress Productions ) , dall'EP "In Your Eyes" ( 2013 / Progress Productions ) , succeduto dall'album "Retropia" ( 2014 / Progress Productions ) , fino a giungere ai due Extended Play, "Control" ( 2018 / Progress Productions ) e "Sanitarium" ( 2018 / Progress Productions ) , i quali hanno riscosso un importante successo sia nella Deutsche Alternative Charts che nella German Electronic WebCharts, divenendo entrambi formidabili club-hits nei dancefloors alternativi. La partecipazione ai più risonanti eventi della scena elettronica globale come l'Amphi Festival, NCN Festival, il Wave Gothic Treffen ed il recente supporto ai VNV Nation durante il loro "Noir" tour, hanno incrementato notevolmente la fama dei Cryo, consacrandoli come una band di assoluta e comprovata efficacia. "The Fall Of Man", release analizzata ora da Vox Empirea, è l'album licenziato nel 2019 sempre dall'eccellente brand Progress Productions; ciascuno dei dieci brani inclusi nella tracklist rivela l'alto grado di competenza raggiunto oggi dal duo-act, ulteriormente sviluppato in questi ultimi cinque anni, formulando il sound-system attraverso una reinterpretazione esclusiva e contemporanea delle modulazioni aggrotech / EBM presenti in "Geography", il mitico debut-album capolavoro creato nel 1982 dagli inventori dell'Electronic Body Music, i Front 242, ai quali i Cryo si sono ispirati. Simmetriche replicazioni midtempo / downtempo di drum-programming scandiscono matematicamente i ritmi, mentre vocals tenebrosi pronunciano un canto riverberato e razionale, diffuso tra le precise sincronie del sequencer e le algide fluttuazioni piene d'atmosfera dei synth, tutto ciò concentrato in un climax dance-minded che evidenzia illustrazioni tecnologicamente avanzate del formale concetto EBM.

Le migliori tracce di "The Fall Of Man", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Control", eseguita mediante pulsanti drum-beats midtempo, avvincenti fluorscenze di tastiera ed un fascinoso calligrafismo vocale: questi sono gli elementi racchiusi in questo dark-electro / EBM / dark synthpop 'very clubby' ed estremamente ballabile. Le sue eufonie sprigionano una potente attrazione, combinando il carisma dei vocals ad una strumentalità irresistibilmente magnetica. Questo suono prenderà la totale padronanza del vostro stato cosciente.

- "Remember": l'imperativo è danzare! L'ordine è trasmesso attraverso incisive linee percussive midtempo, ripartizioni di sequencing, un canto freddamente didascalico e sistematici flussi di synths. L'EBM più avanguardistica è ora realtà.

- "Decay Decay Decay": roboticamente sezionata mediante meccaniche procedure downtempo di drum-programming e tratteggi di sequencer, questa song diffonde un sound elettronicamente lisergico, introspettivo, abbellito da un canto seducente e da distensive spirali tastieristiche.

- "When You Cross The Line": straordinariamente penetrante, la musicalità di questa traccia diverge dai paradigmi sonici fin'ora intrapresi, sconfinando in territori dark-electro / synthpop / darkwave, estendendo armonie colme di attrazione emozionale. I vocals diffondono melodie tonalmente oscure ma allo stesso tempo espressive ed affascinanti, esaltate da catturanti accompagnamenti tastieristici, da automatismi percussivi midtempo e dal tratteggio monospaziato del sequencer. Il refrain è un trionfo di incantevole eleganza, che rapisce istantaneamente. Questa song è qualcosa di indescrivibile, un prezioso gioiello di suono tecnologico da ascoltare con partecipazione ed amare per sempre.

Conclusioni:


Ammirevole full-lenght nel quale si intrecciano retrospettive EBM e quella innovazione electro-avveniristica che fa di "The Fall Of Man" un'esperienza immersiva, emozionante. Il suono elettronico dei Cryo non è tuttavia completamente asettico e 'scientifico': esso sa essere anche umanizzato, comunicativo, virtualmente senza tempo ed ornato di grazia suprema. Molto difficilmente potrete ascoltare sulla scena electro una novità più sensazionale di questo album. A really stratospheric release!

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Cyto - "Antimatter" EP - by Maxymox 2019

FOTO Il duo-act berlinese Cyto è stato fondato nel biennio 2017/2018 dal soundtrack composer Christoph Schauer ( instruments ) e dal songwriter Arc Morten ( vocals / lyrics ), con l'intento principale di creare un modello sonoro che interpretasse le tendenze stilistiche, musicali, cinematografiche e culturali degli 80's, caratterizzandole mediante una visione prospetticamente oscura, opposta ai semplicistici concetti di nostalgico rimpianto verso un decennio intellettualmente sempre più distante dal nostro, le cui ideologie collettive furono fondamentali nella liberazione dai precedenti dogmi. Il messaggio diffuso dai Cyto è fortemente focalizzato su quella radicale esigenza di sovvertimento dei convenzionali modelli sociali post-70's, sull'utopica convinzione del vivere intensamente il presente con spensieratezza senza considerare il futuro e sull'impertinente sfrontatezza con la quale una gioventù alternativa affrontava ogni giorno come fosse l'ultimo, senza preoccuparsi delle conseguenze. Nessuna tristezza per quei tempi perduti. Nessun pentimento. Solo la celebrazione dell'anticonformismo, dell'inattaccabile consapevolezza e dei valori così scismatici appartenenti a quella gloriosa, indimenticabile dimensione temporale. Ma non è tutto: la musica dei Cyto è tematicamente incentrata anche sull'analisi personale degli aspetti esistenziali dell'Uomo, come la vita, la morte, argomenti inseriti intelligentemente nei testi e cantati con vivido ardore. I due protagonisti interagiscono musicalmente all'interno di progetti tedeschi dal 2000, anno in cui fecero inizialmente parte della electro-rock band LEM fino al 2006, per orientarsi successivamente in direzione dell'avanguardismo dark-electro dei Morphose ed in seguito producendo la song "Dream Off" contenuta nella soundtrack del thriller pseudo-utopico / sci-fi "S.U.M.1". Il modello sonoro del duo combina elementi darkwave / new wave / synthpop / electropop / industrial, nei quali si percepiscono impliciti viraggi 80's armonizzati a formule tecnologiche di ultima generazione, in un trionfo di percussività prevalentemente midtempo, catturante melodismo strumentale e vocals profondi, passionali, estremamente espressivi, capaci di diffondere luce più accecante o il buio più impenetrabile. La discografia dei Cyto enumera ad oggi due releases: il debut EP "Dark Matter" ( 2018 / Metamorphose ) - dal quale è stata selezionata "Right Now", song contenuta nel film "Abgeschnitten / Cut Off" - e questo nuovo Extended Play "Antimatter" ( 2019 / Infacted Recordings ) ora analizzato da Vox Empirea. I sei capitoli della titletrack riflettono l'evoluzione ulteriormente attualizzata dello schema sonico del progetto, la cui creatività genera un eterogeneo avvicendamento di episodi che incorporano alternativamente lunghi momenti colmi di ombrosa introspezione ed aperture verso un melodismo nitidamente magnetico, esuberante, pur sempre circondato da una tormentata aura di cupezza, ciò suonato attraverso automatismi ritmici midtempo / downtempo, seducenti estensioni di synths, perfette simmetrie di sequencing e da una timbrica vocale considerabile, per le sue nobili intonazioni, tra le migliori nell'odierna scena electro, il cui insieme rapisce immediatamente l'auditore, trasportandolo in uno stato di completo coinvolgimento emotivo. La facilità con la quale canterete assorti oppure a voce alta le songs dei Cyto sarà disarmante: questa è ciò che si definirebbe correttamente 'musica ad elevato potere attrattivo'.

Le migliori tracce di "Antimatter", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Dressed To Creep" : la lineare traiettoria midtempo del drum-programming e le tratteggiate sezioni del sequencer, replicano cicli percussivi sui quali predomina l'affascinante vocalismo di Arc, abbellito da melodiche correnti tastieristiche e policromie tecnologiche, in una synthpop / electropop song polarizzante, ballabile, fortemente carismatica.

- "River Runs Red" : l'impianto ritmico di questa traccia synthpop / electropop processa veloci drum-beats, mentre i freddi bagliori delle tastiere e le rigorose geometrie del sequencing retroilluminano una voce ricca, autorevole, traboccante di tensione. Ballerete fino allo sfinimento, per ricominciare ancora ed ancora. Davvero una performance stratosferica: applaudiamo estasiati.

Conclusioni:


Autentici testimoni della 80's 'new way of thinking', i Cyto, al culmine della loro fase emergente, confermano definitivamente un modulo unitario di grande pregio, nel quale spicca una solida maturità compositiva e leitmotiv che dimostrano l'ineccepibile virtuosismo artistico del binomio Schauer / Morten. La forma sonica del duo-venture, degna di un grande progetto, interiorizza stupende particolarità che solo l'ascolto diretto con "Antimatter" potrà svelare pienamente: se siete veri estimatori di questo specifico genere, sappiate che questo EP rappresenta per voi una release fondamentale. I Cyto sono già entrati a pieno titolo nella mitologia electro.

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Dark-O-Matic - "Zugzwang" single - by Maxymox 2019

FOTO  Power duo inglese-belga istituito nel 2017 da Greg Dovas ( musics / sounds ) e Piero Delux ( vox / lyrics ) . L'iniziale direzione stilistica di Greg, tendente verso il progressive-rock ed il metal, si tramutò gradualmente in differenti e più avanzate forme musicali elettroniche, espresse concretamente nel 2014 con la fondazione del suo solo-act Neonskylines - un progetto retrowave integralmente strumentale ispirato dal film thriller / drammatico / noir "Drive" e dal videogame di azione "Hotline Miami" - attraverso cui nel 2016 pubblicò l'EP self-released omonimo intitolato "Neonskylines". A sua volta, la passione di Piero per il suono tecnologico ha consentito la fondazione del suo progetto experimental synth-pop / electro chiamato Elsehow; dall'interazione artistica tra i due protagonisti è scaturita quindi la piattaforma Dark-O-Matic, perfezionata nel tempo in collaborazione con il freelancer sound-engineer / music producer greco George Nerantzis, con il quale Greg e Piero incominciarono un percorso di scrittura e rifinitura delle musiche, finalizzando quelle che divennero in seguito le loro attuali sonorità. La discografia del duo-act, attualmente ancora in fase evolutiva, menziona due tracce: la prima, "Authentic?", è stata inserita nel 2019 all'interno della prestigiosa super compilation "Neonautics V.03" - come i due volumi precedenti pubblicata dalla label tedesca SkyQode - e la seconda, "Zugzwang", rappresenta il digital-single ora analizzato da Vox Empirea. Edita nel 2019 sempre dal brand SkyQode, la song è da considerarsi l'anticipazione strategica di ciò che si ascolterà nei dieci episodi dell'album previsto entro la fine dell'anno in corso. La single release, masterizzata da Alexander 'Rush' Gladky ( Unity One / Alpha Point / Rush AX ) , è costituita dalla 'regular version' del brano, più tre remixes elaborati da illustri nomi della scena elettronica, rispettivamente dal duo futurepop / synthpop russo-moldavo Unity One, dal progetto synth-rock / industrial-metal / gothic russo N-616 e dal duetto electrosoul / new wave / electro / synth-pop francese People Theatre. Strutturalmente circoscrivibili in un poliedrico range, le modulazioni suonate dai Dark-O-Matic incorporano la freschezza melodica del synthpop, gli estetismi retro-futuristici 80's della synthwave, fascinose armonie new waver ed oscure malinconie darkwave, mentre i testi trattano principalmente enigmatiche introspezioni sul concetto di abbandono, tuttavia con speranzose e finali aspettative di luce dopo il buio. Le quattro declinazioni di "Zugzwang" combinano impeccabilmente la solidità di ritmi midtempo generati dal drum-programming, le incantevoli scie delle tastiere e l'avvolgente vocalità del singer, creando un climax fortemente dance-oriented ma anche intensamente malinconico e profondo, capace di dialogare con la mente dell'ascoltatore, liberando nella sua fantasia l'impeto di sentimenti desolati e le immagini di un romanticismo sfiorito.

Le migliori tracce di "Zugzwang", scelte per voi da Vox Empirea:



- La versione originale di "Zugzwang" è indubbiamente il miglior modo per interiorizzarne l'essenza: drumming midtempo ben delineato, impulsi sequenziati, suggestivo tastierismo, il mood oscuro delle atmosfere e, soprattutto, il canto ricolmo di nostalgico sentimento, permettono a questa synth-pop / new waving / darkwave song di suscitare desideri di riflessione, in completa solitudine. Tutto ciò con sorprendente rapidità ed incisività. L'auditore si lascerà rapire consapevolmente da questo suono, incitato dall'urgenza di ascoltarlo all'infinito.

- "Zugzwang ( People Theatre Remix )", riformulato attraverso splendidi arrangiamenti clubby, nei quali la danzabile percussività evidenzia boombastic bass-lines, così come i sobri abbellimenti elettronici ed i rafforzamenti degli schemi tastieristici, si armonizzano perfettamente con il melodioso spleen espresso dalla voce.

Conclusioni:


Preludio di una tracklist altrettanto irresistibile inclusa prossimamente nel debut-album, il singolo "Zugzwang" è un'esecuzione di grande rilievo nel firmamento elettronico. All'interno di essa si percepisce il fremito della passione, il calore delle emozioni, l'invisibile ed invincibile forza di una sound capace di penetrare nella mente, una musica che vorreste non finisse mai. I Dark-O-Matic sono ora al massimo delle loro straordinarie potenzialità.

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Der Klinke - "Decade" - by Maxymox 2019

FOTO  Formazione belga fondata nel 2009, inizialmente animata dalla passione per le classiche sonorità 80's darkwave / new wave, suonate dalla band ieri come oggi con l'intento di riproporle in una chiave assolutamente personalizzata ed efficace. Il progetto è attualmente composto da cinque elementi, rispettivamente: Chesko Geert Vandekerkhof ( lead vox / keyboards ) - il quale ha collaborato come live keyboardplayer nella band punk-rock The Bollock Brothers - Marco Varotta ( guitar ) , Miss Lollirot Deaddoll ( keyboards ) , con i due membri dei Red Zebra Sam Claeys ( bass / vox ) ed Hazy Chris De Neve ( drums / guitar ) , ognuno di essi impegnato nel raggiungimento dell'obiettivo principale, ovvero creare una musica sempre più originale e di notevole livello, che possegga quella straordinarietà indispensabile per distinguersi all'interno della scena globale, perfezionando ad ogni step il processo evolutivo e trasformando i primari archetipi sonori in qualcosa di esclusivo. Le pubblicazioni ufficiali dei Der Klinke enumerano cinque full-lenght: il debut "Square Moon" ( 2011 - Echozone ) , "The Second Sun" ( 2012 - Echozone ) , "The Gathering Of Hopes" ( 2014 - Echozone ) , "The Unexpected" ( 2017 - Wool-E Discs ) ed il nuovo "Decade", edito nel 2019 anch'esso dal brand belga Wool-E Discs, sisterlabel della Wool-E Tapes. L'Extended Play "The Doll" ( Echozone - 2013 ) , il self-released single "Bridges" del 2018 e la raccolta di inediti su cassetta "The Unexpected Bonus Tape" ( Wool-E Tapes - 2017 ) , completano la discografia dell'ensemble. "Decade", album ora analizzato da Vox Empirea, è un'opera celebrativa dedicata ai dieci anni di carriera della band. Concettualmente, essa non è da ritenersi un'ordinaria compilation, piuttosto un'autentica selezione di tracce estratte dal trascorso repertorio ed interpretate mediante schemi innovativi , in aggiunta ad un assortimento di remixes e songs inedite. Strutturalmente solida, perturbante, pianificata con estrema cura e perfettamente in grado di coinvolgere i sensi dell'ascoltatore attraverso un climax polimorfo, la release combina in differenti dosi la tenebrosità della darkwave, la psicotica ossessività del post-punk, visionarie digressioni new waver, malinconica asprezza gothic-rock, fluttuazioni cold-wave e perpetui elementi dark-electro. I vocals, melodicamente profondi ed oscuri, adombrano suggestivamente le musiche, conferendo alle songs un'impronta minacciosa, spettrale ed al medesimo tempo solenne, diffusa fino al più remoto recesso della tracklist. La percussività, generata da un'eccellente varietà ritmca di drum-programming, sequencers e dal batterista, punteggia algidamente il sound-system, conferendogli spesso una formidabile ballabilità, sorreggendo con vigore l'alienante elettricità delle chitarre, granitiche pulsazioni di basso e catturanti estensioni di keyboards, le cui armonie, in alcuni frangenti, proiettano rifrazioni maestosamente orchestrali. Colma di episodi significativi, la tracklist offre un'ampia ed esaustiva panoramica riguardante lo stile composito dei Der Klinke. La release, prodotta dal mastermind John Wolf ( Your Life On Hold / Diskonnekted ) contiene un numero differente di tracce in base al formato: la versione in vinile è composta infatti da nove songs, quella su CD da sedici e quella digitale da diciotto.

Le migliori tracce di "Decade", scelte per voi da Vox Empirea:



- "The Doll", le cui armonie dark-electro / darkwave / gothic mesmerizzano attraverso un cantato superbo, oscure scie tastieristiche e ballabili scansioni midtempo di drum-programming.

- "Clear Mind", riedizionata stupendamente da John Wolf, il quale rielabora il plumbeo sound darkwaver / post-punk / gothic della traccia mediante affascinanti alchimie di synths, evidenziando nel contempo la freddezza midtempo della drum-machine, ed i riverberati arpeggi della chitarra.

- "Our Dance In Darkness", così autorevole nel suo contesto dark-electro / gothic creato da vocals imperiosi, simmetriche procedure midtempo di drumming, impuri flussi di tastiere e marmoree linee di chitarre e basso.

- "The Facts Of Life", remixata dal musicista belga Serge Feys ( J.C.Project / Lala / Ottorongo / TC Matic / The Beast, / War People ) in un danzante insieme di oscurità elettronica, fortificata da vocals risoluti, pulsazioni midtempo di drum-programming, riff di basso e risonanti successioni di tastiere.

- "We Are Here", remake ingegnato da Jan Dewulf del progetto Mildreda, le cui appartenenze dark-electro sono trasmesse integralmente nell'intera traccia, potenziata da regolari cadenze midtempo di drum-programming, dense correnti di tastiere e vocals perentori.

- "Someone Who Smiles ( Decade Version )", le cui sonanze waving / post-punker sono impreziosite dall'oscura severità del canto, il tutto immerso in un aggregato di chitarra riverberata, snelle sezioni di drumming midtempo e tenui filamenti di tastiera.

- "House Of Belief (Decade Version)", una spettacolare darkwave / dark-electro / gothic song edificata mediante declinazioni vocali dalle tonalità drammatiche, unite ad affascinanti congiunture tastieristiche, ipnotici drum-beats midtempo, elettrico background chitarristico e lugubri rintocchi di campana.

Conclusioni:



Emblema di un decennium creativo ed intensamente ispirato, "Decade" interiorizza tutto lo stato d'arte di questa 'work in progress band', consolidando definitivamente i Der Klinke come un progetto di concreto interesse, le cui capacità esecutive possono spingersi molto oltre l'immaginabile. Disco mitico, semplicemente imperdibile, onorerà in eterno la vostra collezione.

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"Drone Islands - Land Raising" Compilation - by Maxymox 2019

FOTO Esplorazione analitica nelle strutture dronanti, focalizzata principalmente sulle poliedriche forme che questo particolare stile riesce ad acquisire nella sua perpetua evoluzione. Il relativo dinamismo, la circoscritta spazialità del dark-ambient ed il rumorismo industrial, benchè presenti in alcuni significativi espisodi della compilation, concedono alla predominanza della drone-based music di esprimersi in modo funzionale, illustrativo, ciò attraverso una successione di dodici tracce generate da visioni musicali prospetticamente oblique. Masterizzata dall'artefice stesso della release, ovvero il solo-act dark ambient / noise / musique concrète / industrial italiano SONOLOGYST - aka Raffaele Pezzella, fondatore della Eighth Tower Records, sub label della Unexplained Sounds Group - "Drone Islands - Land Raising" ( 2019 / Eighth Tower Records ) è un'accurata, razionale selezione di artisti europei dal talento innovativo, dei quali alcuni storicamente noti nella scena sperimentale underground, alternati a nomi emergenti ma altrettanto competitivi per capacità tecnica ed evocativa; i protagonisti inclusi nella title-track sono i seguenti: Ah Cama-Sotz, Satori, Kammarheit, Ashtoreth, Daimon, Stefan Klaverdal, SONOLOGYST, Instinct Primal, Lars Bröndum, Massimo Olla, Nihil Impvlse ed HLER. I contenuti dell'antologia configurano impeccabilmente i concetti del drone-sound, procedimento musicale multietnico di antichissima origine, oggi progredito e convertito in un'avanzatissima comunicazione elettronica, la quale, idealmente, come il colore nero assorbe quasi il cento per cento della luce, assimila nel nucleo del suo lento vortice l'intera scala diatonica, dematerializzandola, estremizzandola, riformulandola ed infine plasmandola in un'unica, simmetrica onda priva di ulteriori accompagnamenti, risultato di un sofisticato processo di scorporamento dalla stessa sostanza musicale. In ognuna delle creazioni predomina l'estesa ripetizione tonalmente flat del bordone, il quale conferisce al suono la tipica fisionomia minimalista e replicata dei dronescapes, propagando nell'etere un'oscura continuità di sospensioni, dilatazioni, correnti abissali, ipnotiche monofonie, estatiche dissonanze, oscillazioni inorganiche, alienanti viraggi ed interlinee di rumore bianco, capaci di sovvertire temporaneamente nell'ascoltatore la percezione oggettiva della realtà. L'intera tracklist emana atmosfere iper-suggestive, totalizzanti, attraverso strumentazioni che trasmettono smisurate quantità di blank-notes, synthetic-noises e clusters dal movimento integralmente orizzontale, flussi sonori progettati per insinuarsi subliminalmente nella psiche, fino a raggiungere i più profondi recessi del sistema neuronale. Questo genere, definibile complessivamente come 'no music', trova la sua perfetta collocazione in questa rappresentativa compilation, la quale costituisce un indispensabile documento riservato ad una specifica, consapevole schiera di estimatori, oppure per chiunque si senta predisposto a compiere un passaggio radicalmente progressistico nella propria comprensione dell'elemento suono, quì ed ora declinato in una delle sue coniugazioni più avanguardistiche.

Le migliori tracce di "Drone Islands - Land Raising", scelte per voi da Vox Empirea:



- Kammarheit - "The Indefinite Vaults" : il solo-project dark-ambient svedese impersonato da Pär Boström combina frequenze letargiche, incantatrici, spettrali, costruite mediante oscillanti curvature timbriche di tastiere color ebano ed oscure proiezioni di diagrammi dronanti, in un insieme di dissolvenze elettroniche e prolungate fluttuazioni sonico-sensoriali che si ampliano progressivamente come nebbia.

- Stefan Klaverdal - "Ambient Earthquakes" : il musicista svedese intreccia contrappunti dark-ambient / drone e cinematiche orchestrazioni modern-classical, conservando stabilmente dall'inizio alla fine un'aura di soprannaturalità. Il tastierismo, spoglio ma elegante, quietamente sospinto da brezze di corde campionate, raggiunge in seguito un'austera intensità, aumentando la volumetria degli accordi sotto i quali persiste sommesso il rombo dei pads. Questa è effettiva aristocrazia sonora.

- SONOLOGYST - "Indostan" : estensioni subsoniche di tastiere inducono ad uno stato di meditazione, mentre le torsioni dimensionali ripartite all'infinito dalle apparecchiature ed un sotterraneo vocalismo mantrico, richiamano riti dell'India ancestrale avvolta dal mistero. Il summenzionato artista finalizza un attraente componimento drone / dark-ambient colmo di energia ultraterrena, ideato per assottigliare i confini che separano il mondo oggettivo da quello irreale. Questo non è solo suono. E' una connessione diretta con la trascendenza.

- Nihil Impvlse - "Malthusian Practices" : il solo-act industrial / power electronics / ambient italiano manipola fredde sequenze che destabilizzano istantaneamente, nelle quali si enfatizzano incubotiche urla di disperazione soffocate da rabbiose raffiche di vento artificiale, cupe deflagrazioni ed emissioni disrtorte. Assisterete atterriti alla trasposizione in chiave sonora di una dottrina economica antidemografica. Preparatevi all'incredibile.

Conclusioni:


Questa compilation è una tra le massime astrazioni tematicamente incentrate sulla modern dronology. I dodici interpreti della tracklist trovano nell'audio-respiro delle macchine una differente espressione musicale, proiettando in un'apparente immobilità sonora, ombrose, inquietanti evanescenze che sembrano ramificazioni delle loro menti. Le eterogenee alchimie ascoltate nella release diffondono segnali che compenetrano nella corteccia cerebrale, armonizzandosi con l'inconscio, deviando il corso di ogni attività cognitiva e sollecitando la produzione di immagini fantastiche, tormentate. Gli autentici seguaci della drone culture saranno conquistati da tanto sibillino fascino: essi interagiranno istintivamente con "Drone Islands - Land Raising", contemplando a lungo le sue spirali di luce così minacciosamente oscura, restandone stregati. E poi tutto sarà oblìo.

* F *

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Frontier Guards - "You" - by Maxymox 2019

FOTO Solo-act proveniente dalla Repubblica Ceca, costituito attualmente da Martin Pavlík - alias Atreid - membro del duo electronic / darkwave Beamship. Il disegno Frontier Guards fu fondato nel 2007 come progredita successione agli originari H.E.E.L. ( Human Existence Exterminate Life ) , band electronic / EBM / ambient, costituita da Martin, Patrik Lev e Tom Galle. Nonostante Frontier Guards possa essere considerato sotto tutti gli aspetti un one-man project, esso è in costante evoluzione: infatti ancora oggi supportato occasionalmente dalla collaborazione come guest musician di Patrik Lev nel ruolo di vocalist e creatore delle musiche, con Martin al vocoder. La particolare importanza data agli aspetti musicali associati ad immagini fortemente evocative, fa di Frontier Guards una piattaforma audiovisiva intelligente e di grande espressività, la cui musica integra in modo sublime svariati stili, quali electronic ambient / ebm / experimental electronic / glitch / idm / downtempo e dark electro. I concetti prevalenti trattati nel sound scandagliano l'interiorità della mente, analizzandone gli elementi più oscuri, ricercando nel contempo la vera essenza dell'Uomo, ponendolo in relazione con le più inesplorate, segrete tematiche della sua esistenza. La discografia del progetto enumera complessivamente cinque albums: "Predestination" ( 2008 / Aliens Production ) , "Interface" ( 2013 / Aliens Production - Signifier ) , "Battleground" ( 2014 / UTSC ) , "Oblivion" ( 2017 / Advoxya ) e questo nuovo "You" ( 2019 / Aliens Production ) ora analizzato da Vox Empirea. Interessante per il suo prestigio è anche l'apparizione del progetto nella release "The 5th Anniversary Compilation" ( 2008 / Monopol Records ) , all'interno della quale partecipa con la rare-track "Insider". Musica interamente strumentale, quella di Frontier Guards combina fin dagli esordi in ogni traccia continue successioni di armonie elettronicamente futuristiche, diafane, estremamente elaborate, nelle quali si innalzano atmosferici pads ed un suggestivo melodismo di synths, con sporadiche, telegrafiche immissioni di campionamenti vocali, il tutto ritmato da sofistcate trame downtempo / midtempo di drum-programming e sequencers. "You" - album masterizzato dal geniale Anatoly Tokee Grinberg ( Massaith / Tokee / UDPWNF ) - è l'episodio discografico culminante della carriera artistica di Frontier Guards, il quale lo dedica ad una persona ad egli sentimentalmente molto vicina chiamata con il nickname "Fox". Il full-lenght precede l'imminente pubblicazione di "ReLoad", raccolta di remixes versions finalizzata in cooperazione con Patrik Lev. In molte delle dieci songs incluse nella tracklist di "You" si percepisce una maggiore presenza di elementi musicalmente emozionali, con la particolare esaltazione di contrappunti pianistici intersecati da malinconiche o limpide formule tastieristiche, placide sospensioni ambient, frammenti di spoken words, dispersioni di microparticelle glitch, patterns ipnotici ed incantevoli dissolvenze di suono tecnologico, ma anche freddi e talvolta aspri segmenti melodici di synths e compatte distorsioni, tutto ciò intrecciato ad una discontinua percussività downtempo IDM / industrial: l'ascolto di questo complesso insieme di modulazioni suscita nell'ascoltatore un'alternanza di stati d'animo contrastanti, enigmatici e profondi come l'amore. Interfacciarsi con "You" significa sondare le dimensioni più introspettive della nostra anima e della vastità universale della Natura, perdendoci nei loro infiniti meandri per poi ritrovarci alla fine di questo lungo viaggio più puri, più autentici, più consapevoli.

Le migliori tracce di "You", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Shelter", introdotta e punteggiata durante la sua intera percorrenza da un romantico, riverberato spartito pianistico, la song sviluppa un crescendo di melodie contemplative, scandite dal movimento perfettamente sincronico del drumming midtempo e dai tratteggi del sequencer. Pads leggeri come l'aria e note celestiali si innalzano sfiorando la superficie delle strutture electronic / ambient / IDM, seguendo il corso dei pensieri dell'ascoltatore. Un'esperienza sonora incredibilmente intensa e mentalmente appagante.

- "You" : le avvolgenti estensioni di tastiera dell'incipt si fondono in seguito con le simmetriche intermittenze del sequencing, unendosi ancora più innanzi con il nostalgico sentimentalismo del piano, con le cadenze downtempo del drum-programming e con le toccanti armonie del synth, generando flussi di suono electronic / ambient / IDM colmi di languido abbandono che inducono la meditazione.

- "Hope" configura uno schema experimental electronic / ambient altamente prospettico ed intimista, nel quale l'elegante solennità dei pads incontra terse sezioni di synth, le cui eufonie mesmerizzano i sensi, mentre ornamenti percussivi downtempo e regolari periodi sequenziati schematizzano metronomicamente il ritmo. Traccia da ascoltare con assoluta partecipazione emotiva.

Conclusioni:


Interiorizzare queste straordinarie alchimie soniche è un privilegio riservato prevalentemente ad auditori dotati di sensibilità superiore e di una cultura musicale oltre la media. "You", oltre a rappresentare un eccezionale documento avanguardista, possiede una bellezza intrinseca che rapisce, un portamento maestoso ed una comunicatività che trascendono dall'ordinario. I dieci capitoli della title-track sono dieci sogni tecnologici che Frontier Guards materializza davanti i nostri occhi stupefatti. Una volta entrati in contatto con questa release non potrete mai più separarvene.

* H *

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HA[A]RP - "Destroyer" EP - by Maxymox 2019

FOTO Frank Kittelmann ( vox / programming / keyboards ) e Jan Iwanow - Jan Vdoc - ( backings / programming / keyboards ) sono i componenti del duo-act tedesco HA[A]RP, fondato alla fine del 2018. Entrambi provengono musicalmente da trascorse esperienze all'interno di bands appartenenti alla scena electro, nelle quali i due protagonisti hanno sviluppato una conoscenza sempre più ampia delle diverse strumentazioni, migliorando individualmente le proprie competenze fino al raggiungimento di notevoli abilità nei processi di mixing, recording e di come rapportarsi con il pubblico on stage. L'innata predisposizione di Frank e Jan per le modulazioni tecnologiche, accresciuta esponenzialmente durante gli anni, si è quindi concretizzata nella sua massima espressione attraverso un progetto unitario, definito, considerabile come la materializzazione di una passione interiore da diffondere il più possibile nella settore alternativo. Lo stile degli HA[A]RP unisce elementi synthpop / electro / new wave di grande effetto, mediante un'impeccabile sincronia tra drumming prevalentemente midtempo, suggestive melodie tastieristiche e vocals apertamente armoniosi, a volte tendenti verso un'introspettiva malinconia. I testi delle musiche trattano svariati aspetti tratti dalla quotidiana osservazione della vita, lasciando all'ascoltatore la libera possibilità di interpretare il senso delle parole nelle quali identificarsi. La discografia degli HA[A]RP menziona un'importante apparizione nella release "Orkus! Compilation 145" ( 2019 / Orkus ‎– Nr. 10 ) e questo atteso debut-Extended Play "Destroyer" ( 2019 / Sonic-X ) , ora analizzato da Vox Empirea. La tracklist enumera cinque songs, ognuna caratterizzata sistematicamente da gradevoli, moderni melodismi classicamente synthpopish, variabili secondo lo specifico episodio e spazianti da un mood intensamente riflessivo oppure tendente al dinamismo dance-oriented. Nella musica degli HA[A]RP è percepibile una concreta egemonia compositiva, un registro elettronico comunicativo, polarizzante e di pregevole forma che nell'EP "Destroyer" si rivela in tutta la sua avvenenza.

Le migliori tracce di "Destroyer", scelte per voi da Vox Empirea:



- Destroyer ( Radio Edit ) : l'essenziale melodia di tastiera che introduce il brano è replicata periodicamente in un catturante contesto synthpop, creato mediante regolari pulsazioni midtempo di drum-programming, luminosi backgrounds di sequencer e da un canto ben scandito, tutto ciò in questo episodio che illustra esaustivamente l'impronta stilistica e l'elevato livello esecutivo fino ad oggi acquisito dal duo.

- "Sex Isn't Like Love ( Darkness On Demand Mix ) , remixata dalla band EBM / electro berlinese Darkness On Demand, la traccia è un perfetto 'clubby-hit' nel quale convergono tutte le peculiarità di un riempipista: automatica percussività midtempo simmetricamente tratteggiata dal sequencing, estesi flussi di tastiere e vocals trascinanti, incitano alla danza. La vigorosa energia di questa song è una forza inarrestabile. Impossibile rimanere immobili.

Conclusioni:


Lineare, privo di qualsiasi sovrastruttura e perfettamente intelligibile, il sound degli HA[A]RP intriga, vitalizza, seduce. Consequenziale al concetto iconico del fenomeno synthpop, quello del duo-venture riassume i suoi migliori criteri con un tocco di originalità, generando puro piacere d'ascolto e ballabile esuberanza. L'EP "Destroyer" è interpretato con viva ispirazione, rappresentando una delle più interessanti novità dell'attuale panorama elettronico. Amonie incantevoli, ritmi eccitanti e liriche significative. Tutto è pronto per entusiasmarvi. Welcome to the HA[A]RP's world.

* H *

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Halo Effect - "Shout Remixed 1" - by Maxymox 2019

FOTO  L'epopea musicale degli Halo Effect prosegue con l'ennesimo, straordinario evento reinterpretativo delle loro songs, edificato come consuetudine da stimati nomi provenienti dalla scena electro internazionale. Aggiornando la discografia della band, riprendendola cronologicamente dal report di Vox Empirea relativo all'album "Life Is Perfect" - reperibile nella sezione 'recensioni' del 2015, nella quale è descritta esaustivamente anche la biografia del progetto - si segnala la serie di remixed tracks rilasciate dapprima attraverso le due digital compilations intitolate "Code Mixing - Recoding Remix Album" ( 2014 / Space Race Records / EK Product ) - entrambe relative al full-lenght "Recoding" ( 2012 / EK Product ) - seguite dalle tre antologie digitali di "Life Is Remixed" ( 2017 / Space Race Records ) - corrispondenti all'album "Life Is Perfect" ( 2015 / Space Race Records ) - e successivamente dal digital tribute dedicato ai Depeche Mode, The Cure e Kraftwerk, intitolato "A Mode To Cure" ( 2018 / Space Race Records ) , nelle cui quattro tracce appare anche l'ottimo hit "To Have And To Hold ( A-909 / Nocturnal Transmission Acid Remix )" . Gli Halo Effect lanciano ora in orbita la loro nuova digital compilation "Shout Remixed 1", ora analizzata da Vox Empirea; la release costituisce il primo dei tre volumi di remixed versions riguardanti le rivisitazioni delle tracce contenute nel full-lenght "Shout" ( 2018 / Space Race Records / EK Product ): la trilogia sarà pubblicata partendo da Giugno 2019 in regolari cadenze pianificate. Notevole per la loro risonanza è la lista dei protagonisti selezionati dagli Halo Effect in qualità di remixers: Plexøs, FLmm, Delusion & Ballistic, Illnurse, Dazzling Malicious, Time Traveler, Paul Mørk, Weever, Antiflvx, Erotic Anarchy e Unconformist. Essi ripercorrono sistematicamente l'intera tracklist di undici episodi, seguendo l'ordine originale dei brani ed includendo inoltre il dodicesimo atto inedito "Voices=Noises" remixato da Æven, come degno completamento della performance. Le songs vengono destrutturate e quindi riassemblate attraverso sofisticati processi di innovazione sonica, ciascuna permeata di grooves altamente ballabili e di arrangiamenti clubby-oriented, elementi che rendono tutte le tracce inseribili con successo nelle playlist dei D.J.'s più esclusivi ed alternativi. La musicalità della compilation declina varie coniugazioni del concetto elettronico, alternando dark-techno, industrial, synthwave, electro-synthpop, futurepop, darkwave ed electro-wave, predilegendo nella quasi totalità delle tracce intense bass-lines, danzabili traiettorie midtempo-uptempo e configurazioni tastieristiche estremamente atmosferiche, il tutto impreziosito dalle trasfigurate concordanze dei vocals. "Shout Remixed 1" è un vibrante assembramento di modulazioni futuribili e drumming fortemente magnetizzante, un documento sonoro pianificato dalla genialità di dodici illustri progetti, con l'obiettivo comune di conquistare l'ascoltatore nel suo spazio, disegnando attorno ad egli un perimetro invisibile di drum-programming, sequencers, melodie catturanti, trasmissioni elettroniche, effetti cosmici, oscurità ed ampie folate di energia ritmica. L'interazione tra queste sonorità è dirompente: esse faranno convergere l'immaginazione verso dimensioni virtuali suggestive, indimenticabili.

Le migliori tracce di "Shout Remixed 1", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Love Is Black (Paul Mørk Remix)" : l'electro musicista-remixer francese escogita questa gagliarda cavalcata synthpopish / industrial, fortificata da un solido schema di drum-programming midtempo e sequencer che ne esalta le strepitose connotazioni dance, ulteriormente accentuate dalla limpidezza di un canto trascinante, il quale, combinato alle armoniose sezioni delle tastiere, crea sonanze capaci di entusiasmare istantaneamente, deflagrando in un trionfo di dinamismo elettronico ad elevato potere attrattivo.

- The Innocence (Antiflvx Remix)", insuperabile riformulazione della traccia da parte del progetto coldwave / darkwave colombiano: il pulsante drumming midtempo ed i tratteggi sequenziati, frazionano simmetricamente conturbanti eufonie synthpop / synthwave, abbellite da vocals ben scanditi e da seducenti estensioni tastieristiche. Basta un solo ascolto per restarne inebriati.

- " Voices=Noises (Æven Remix)" : il D.J. / producer francese pianifica un set di vigorose squadrature percussive midtempo, le cui pulsazioni incrociano le rettilinee intermittenze del sequencing e gli eterei flussi delle tastiere, in un coinvolgente insieme di suoni sintetici, ballabilità, techno-seduzione ed alterate percezioni della realtà. Da ascoltare al massimo volume.

Conclusioni:


Il primo capitolo della saga "Shout Remixed" si rivela un'opera di grande valore; ogni artista coinvolto nella tracklist ha compiuto un lavoro semplicemente eccelso, scomponendo le originarie delineazioni dei brani per riassemblarle con evidente conoscenza delle più efficaci strategie sonore, donando ad esse un imprint unico ed intrigante. Gli Halo Effect colpiscono nel segno. Come sempre.

* H *

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Halo Effect - "Shout Remixed 2" - by Maxymox 2019

FOTO  Biografia e discografia inerenti gli Halo Effect sono consultabili all'interno di due esaustivi reports: il primo, relativo all'album "Life Is Perfect", è visualizzabile nella sezione di Vox Empirea del 2015, mentre il secondo, riguardante la compilation "Shout Remixed 1", è stato recentemente pubblicato in questo settore recensioni del 2019. Come preannunciato, la band rilascia nella data prestabilita il secondo volume della triade di remixed versions contenenti le tracce incluse nell'album "Shout" ( 2018 / Space Race Records / EK Product ) , affidando nuovamente la rielaborazione delle songs ad una selezione di risonanti artisti, i quali formulano una straordinaria tracklist di dodici episodi, masterizzati, come tutti i brani della trilogia, dal mastermind Rob Early ( Retrogramme ) e caratterizzati - ugualmente al primo volume della serie - dai migliori stilemi dark-techno, industrial, synthwave, electro-synthpop, futurepop, darkwave, rhythmic noise ed electro-wave. Gli interpeti di questa nuova antologia remixata, appartenenti anch'essi alla scena elettronica internazionale, sono nell'ordine: Neuron Spectre, 2+2=5, Avarice In Audio, Blac Kolor, L'Avenir, Stahlschlag, Paradox Obscur, Illnurse, Guilt Trip, Prophän ed A Humanoid Individual. "Shout Remixed 2" è il secondo paragrafo di tre self-released compilations, pianificate appositamente per fornire rinnovata electro-energia alla dimensione musicale tecnologica, ciò mediante un sound quasi integralmente dance-oriented ricostruito seguendo le tendenze più innovative e le strategie di intrattenimento più catturanti. La title-track è un susseguirsi di sorprese, la maggior parte delle quali fortemente dinamizzate da ritmiche super-ballabili; tuttavia, nella traccia "I Never Meant To Hurt - proposta in versione 'Meant To Hurt Mix' dal duo act industrial electro rock svedese Guilt Trip - non manca l'opportunità di un ascolto più riflessivo, malinconico ed atmosfericamente intimista. Anche in "Shout Remixed 2" è inclusa la song inedita "Voices=Noises", per questa specifica occasione remixata dal progetto techno sloveno A Humanoid Individual. Attraverso "Shout Remixed 2", l'auditore sarà convogliato in un ampissimo cosmo saturo di pulsante percussività midtempo-uptempo, avveniristico melodismo sintetico, schemi vocali ri-arrangiati e contrappunti dance massimizzati all'ennesima potenza. Secondo capitolo dell'epopea e secondo capolavoro.

Le migliori tracce di "Shout Remixed 2", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Let The Stars Can Shine Away ( L'Avenir Shine Hard Mix )" : in questo brano dalle sonorità nostalgicamente stranianti, suggestive e ballabili, il solo-act synthpop / darkwave svedese predispone sezioni di drum-programming che processano una lineare percussività midtempo, la cui corsa affianca parallelamente lunghe estensioni di synths e tratteggi di sequencing, mentre armoniosi frammenti di canto punteggiano le musiche. Irresistibile come il Richiamo Astrale.

- "Love Is Black ( Stahlschlag Remix )" : la solida compattezza dell'industrial / rhythmic noise si sviluppa in tutta la sua magnificenza in una traccia di grande fascino tecnologico. Il power-duo tedesco riesce ad esaltare la percezione del 'vigore sonoro', mediante le poderose spinte midtempo del drumming, distorsioni micro-sequenziate, solenni innalzamenti di tastiere e regolari ripartizioni vocali dalle tonalità intorbidite. Clubby remix spettacolare e sicuro riempipista.

- "Just Beyond The Fall From Grace ( Prophän Remix )" : l'inventiva del solo-project dark-techno / D.J. e produttore marocchino, unitamente all'intelligenza artificiale delle macchine, generano suoni deep-modular techno ipnotici, surreali. Le basse intermittenze midtempo del drum-programming, il regolare battito del sequencer ed i siderali flussi dei synths, combinano contemporaneamente elementi da trip psichico e movimento fisico, tutto ciò pervaso da immagini di sconfinati spazi elettronici.

Conclusioni:


Il Colossal di tre atti prosegue il suo completamento, declinando anche con questo "Shout Remixed 2" dodici ulteriori, strepitose reinterpretazioni di un'originaria tracklist altrettanto portentosa. La vastità stilistica dei suoni e l'alto livello professionale dei remixers, conferiscono a questa release una ragguardevole distinzione, aumentandone esponenzialmente il prestigio. Play it loud and continuing without stopping!

* H *

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Halo Effect - "Shout Remixed 3" - by Maxymox 2019

FOTO Informazioni dettagliate riguardanti la band Halo Effect e la loro discografia sono disponibili nei due spazi di Vox Empirea, il primo, relativo all'album "Life Is Perfect", è consultabile nella sezione recensioni del 2015, mentre il secondo, inerente la compilation "Shout Remixed 1", è stato recentemente pubblicato in questo settore reports del 2019. Focalizzandoci ora con attenzione sul terzo ed ultimo capitolo di remakes "Shout Remixed", possiamo dedurre di essere nuovamente al cospetto di una tracklist pianificata con eccellente meticolosità, stilisticamente varia e perfetta come conclusione della trilogia. Come nei due episodi precedenti, anche queste dodici songs incluse nella release comunicano vitalità ritmica, accattivanti melodie e rielaborazioni di gran pregio ideate dal nuovo schieramento di electro-projects internazionali. I nomi degli artisti convocati in quest'ultimo atto sono i seguenti: 80 Strange Robots, Warsaw Pact, Stieglitz, Abyssal Chaos, Negant, The Mark, The Frixion, Formal Method, Croona, Mechatronic, Synths Versus Me e Kiss Of The Whip ; essi ristrutturano magistralmente la musicalità originale delle tracce, edificando atmosfere midtempo iper-danzabili, soluzioni strumentali infallibilmente efficaci e catturanti formule vocali; la sinergia tra questi elementi trascinerà l'ascoltatore in una straordinaria dimensione sonica che alterna synthwave, synthpop, electropop, industrial, techno, EBM, dark-electro, new wave e darkwave. La moderna tecnologia delle macchine si armonizza egregiamente con la rinnovata configurazione delle composizioni, finalizzando così la strategia vincente che fa di "Shout Remixed 3" l'ennesimo, imperdibile capolavoro del repertorio Halo Effect.

Le migliori tracce di "Shout Remixed 3", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Love Is Black (The Frixion Remix)" : il duo-act inglese crea un formidabile insieme di eufonie electropop / dark-electro, adatte invariabilmente sia per l'ascolto individuale che per essere proposte dai d.j's come sicuro riempipista nei dancefloors alternativi. Sonorità evolute, melodismo incisivo, pattern attraenti ed una notevole carica di energia caratterizzano questa song. Il drum-programming ed il sequencer scandiscono sistematicamente cadenze midtempo, mentre il fascino dei vocals incita l'ascoltatore ad unirsi al canto, così come l'ampia copertura delle tastiere avvolge interamente l'intero impianto della traccia. Impossibile non muoversi ritmicamente a tanta avvenenza elettronica.

- "I Never Meant To Hurt (Synths Versus Me Remix)" : song interamente strumentale, impreziosita dal duo-project spagnolo attraverso un'avanzata combinazione di arrangiamenti e da ricercate soluzioni synthwave / electropop che rendono questa traccia un tema sperimentale musicalmente progredito, quasi futuristico, ma con un retrogusto vagamente 80's. La geometrica danzabilità midtempo del drum-programming e del sequencer incrocia le suggestive estensioni dei pads e le pulsanti bass-lines, congiungendosi più innanzi con un secondo, intenso apparato tastieristico dal quale si diffondono maestosi accordi. Sarete sorpresi dal continuo desiderio di cliccare il tasto 'repeat' del vostro dispositivo sonoro..

Conclusioni:


Ultimo segmento di questa monumentale realizzazione in tre volumi, "Shout Remixed 3" è il trionfo del suono tecnologizzato, la conferma definitiva della professionalità artistica degli Halo Effect e dei remixers protagonisti di questa splendida performance. Identicamente ai due antecedenti albums dell'epopea, la title-track è un susseguirsi di meraviglie elettroniche eseguite in molteplici trascrizioni, nei cui nuclei è impresso indelebilmente il segno distintivo della band. Un'autentica, massiva inondazione di suoni sintetici sommergerà l'ascoltatore, coinvolgendolo fisicamente ed emozionalmente. Non è un'impressione, è una certezza inconfutabile: la triade "Shout Remixed" è puro electronic-karma espresso all'ennesima potenza. Grandioso!

* H *

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Hidden By Ivy - "Inner" - by Maxymox 2019

FOTO Il progetto polacco Hidden By Ivy è il risultato dell'unione artistica fondata nel 2014 tra Rafał Tomaszczuk ( vox / lyrics ) ed Andrzej "Andy" Turaj ( guitars / synths / drums / programming / backing vox ) , la cui sinergica collaborazione - interscambio dei suoni e delle liriche, processi di masterizzazione in studio, registrazione dei demos ed ogni altra operazione di stesura delle songs - avviene prevalentemente attraverso il supporto dei moderni strumenti di comunicazione internet, con sporadici incontri 'diretti', vivendo i due protagonisti lontani tra loro in due lati opposti della Polonia. Entrambi provengono da un virtuoso, solido retroterra di esperienze musicali che hanno contribuito all'esemplarità degli Hidden By Ivy: Rafał, infatti, fu membro dell'oggi estinta band new wave / synthpop polacca Agonised By Love, mentre Andrzej è l'interprete del suo solo-project art-rock / darkwave / gothic rock / post-punk / shoegaze God's Own Medicine, con il quale pubblicò un particolare capolavoro rappresentato dall'album "Afar" ( 2018 / Alchera Visions ) . Quello degli Hidden By Ivy è un repertorio stilistico musicalmente colto e trasversale che circoscrive differenti generi, includendo l'avanguardistico non-conformismo del post rock, melodiche reminescenze new waver, sperimentali immersioni nell'ambient-rock, la leggerezza del pop, ricercate coniugazioni jazz-oriented, la distaccata irriverenza della cold wave, l'oscurità intellettualistica della darkwave, sofisticate arie dream pop e l'elettrica spettralità del ghost rock. Dalla sapiente combinazione di questi elementi e grazie alla professionalità nel mixaggio / mastering del mastermind Mariusz Piętka presso l' MP Studio, ha avuto origine la seguente discografia: il digital debut EP "To Abandon", anticipatore del successivo, primo full-lenght "Acedia" ( 2015 / Alchera Visions ) , il susseguente Extended Play "Moments Of The Past" ( 2015 / self-released ) , l'album limited edition "Beyond" ( 2017 / Alchera Visions ) ed il nuovo album "Inner" ( 2019 / self-release ) ora recensito da Vox Empirea. Come in ogni precedente release, anche in questo full-lenght il duo-act si avvale della cooperazione di musicisti ed artisti esterni noti nell'underground polacco, i quali in questa occasione sono: la graphic designer Małgorzata Masłowiecka, la music producer, singer e songwriter post-industrial Natalia Gadzina-Grochowska del progetto Shagreen, l'armonicista Marcin Dyjak, Ryszard Czernecki - chitarrista della band ethereal rock / dream-punk Dziewczęta - , Maciej Sochoń - aka il solo-act prog / post-rock Seasonal - ed il trombettista Michał Michota. Nonostante l'ampia distanza geografica che li separa, essa non costituisce un ostacolo per Rafał ed Andrzej, i quali, uniti dalla grande passione per la musica, riescono sistematicamente a creare un sound unico, concettualmente tendente alla nostalgia, sentimento caratterialmente appartenente ai due artisti ed esteso intensamente in ogni ambito esistenziale, come in amore, nelle relazioni interpersonali e nella visione globale della realtà. "Inner", album intimista ed introspettivo, accresce maggiormente questa astrazione, esaltandola nella sua espressione più vicina alla consapevolezza di chi, analizzandosi nel proprio percorso di vita, percepisce che il lungo sforzo verso la ricerca di sè stesso è ormai giunto al termine, riflettendo sull'impossibilità di un'ulteriore evoluzione individuale che, come diretta conseguenza, genera il rimpianto per la gioventù perduta. I testi - in due episodi cantati in lingua polacca - sono le poetiche estensioni di una musicalità coinvolgente, vibrante, concentrata in otto tracce colme di assoluta purezza emozionale, eseguite prevalentemente mediante drumming midtempo / downtempo, suggestive coperture tastieristiche, morbidi arpeggi di chitarra elettrica, precise bass-lines e da un malinconico foreground vocale che inebria, capace di aumentare esponenzialmente nell'ascoltatore il potere di 'guardare' il volto della propria coscienza, concedendogli di dialogare sinceramente con essa. "Inner" riempie il vuoto dentro di noi, trasformando i tormenti in estatica serenità, la desolazione in una fioritura di beatitudine. Questo non è un semplice album: è qualcosa di molto simile ad un prodigio..

Le migliori tracce di "Inner", scelte per voi da Vox Empirea:



- "The Wonder Years" : delicati apreggi di corde introducono le successive eufonie dream-pop / post-rock / new wave, composte attraverso simmetriche cadenze percussive midtempo, armoniosi accompagnamenti di tastiere, atmosferici contrappunti di chitarra e meravigliose, seducenti intonazioni vocali. Song di nobile calligrafismo, eseguita con ardore. Toccati indelebilmente dalle sue note, cantiamo e ricordiamo.

- "In Front Of Us" : le languide coloriture di chitarre accarezzate da Ryszard Czernecki e tenui vocals, si ampliano in lenti, armoniosi pattern ambient-rock, fino al raggiungimento del refrain, nel quale si verticalizzano melodie shoegazing / dream-rock / traboccanti di penetrante malinconia, accentuate dal rafforzamento dello schema chitarristico-tastieristico, dal drumming downtempo sottostante e da un maestoso cantato che libera tutta la sua disperazione. Una volta entrata nella nostra anima, questa song sarà per sempre parte di noi.

- "Ghost Of The Summer Past" : il duetto vocale tra Rafał Tomaszczuk e Natalia Gadzina-Grochowska innalza un atmosferico melodismo che sa di paesaggio autunnale, di infinita nostalgia, inizialmente adagiato su evanescenze di piano campionato, impalpabili pads e tenue chitarrismo, alle quali fa seguito nello sviluppo una più rafforzata strumentalità downtempo dream-rock / shoegaze, il tutto elegantemente abbellito dalle sezioni di tromba vagamente jazzy suonata da Michał Michota.

Conclusioni:


Vocals caratterizzati strutturalmente da una rara perfezione, affascinanti modulazioni strumentali, copiosi dosaggi di spleen e liriche significative, costituiscono le basi del modello sonoro degli Hidden By Ivy, il quale anche in questo album trova quell'indescrivibile forza comunicativa e quell'immediato, assimilabile feeling che inducono l'auditore alla riflessione, partecipando attivamente al suo stato emotivo, confortandolo, abbracciandolo fisicamente. Pensieri e suoni si intrecciano, diventando una sola, indissolubile materia. La mente indaga nel profondo, sempre di più, per poi volare lontano in luoghi sperduti sulle ali dell'immaginazione. "Inner" è per tutti i privilegiati che sanno ancora sognare ad occhi aperti.

* I *

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Insight - "A New Day" - by Maxymox 2019

FOTO Tutte le informazioni biografiche e discografiche riguardanti il solo-act spagnolo Insight sono consultabili nel report del debut album "A Light In The Darkness" ( 2015 / ScentAir Records ) , visualizzabile nella sezione recensioni del 2016 di Vox Empirea. Incoraggiato dalla grande risonanza ottenuta dal primo full-lenght nel quale spiccavano i digital singles "Damage" ( 2015 / self-released ) , "The Same Mistake" ( 2015 / self-released ) , "Insane" ( 2016 / self-released ) e "Fame" ( 2016 / self-released ) , Raúl Muñoz-Torrero Gálvez pubblica con rinnovato slancio il suo nuovo lavoro, "A New Day" ( 2019 / ScentAir Records ) , anticipato dal digital single "Cruel Life" ( 2019 / self-released ) . Le dieci tracce contenute nell'album confermano l'accrescimento compositivo dell'artista, offrendo uno stile synthpopish ulteriormente evoluto, maturo ed efficace rispetto le già eccellenti sonorità degli esordi. La release - masterizzata dal musicista electronic / synthpop / IDM, nonchè produttore e remixer Cyborgdrive - combina sublimemente la precisa funzionalità delle macchine ed il melodismo vocale del protagonista, diffondendo un'alternanza di episodi durante i quali l'auditore sperimenterà senza pausa istanti di suggestiva malinconia, armonie futuristiche ed un ballabile dinamismo. Le songs sono costruite accuratamente e con lucida conoscenza delle moderne tendenze, attraverso simmetrie percussive di drum-programming prevalentemente midtempo, rettilinee diffrazioni di sequencer, catturanti decorazioni tastieristiche ed un canto limpido, perfettamente armonizzato all'insieme; la sinergia di questi elementi configura un climax elettronico ricolmo di piacevolezza, formulato appositamente per adattarsi ad ogni occasione. La caratteristica vincente di Insight è quella di sapersi identificare nell'ascoltatore, riuscendo a suscitare musicalmente in lui un'immediata intesa ed una durevole empatia, tutto ciò con sorprendente naturalezza. Un atteso rientro sulla scena che manderà in visibilio i fans del synthpop più autentico e sincero.

Le migliori tracce di "A New Day", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Aching Heart" : le pulsazioni midtempo del drumming ed i tratteggi del sequencer disegnano un lineare, ballabile percorso percussivo, mentre eufonici vocals intersecati da essenziali flussi di tastiere completano questo pop sintetico fortemente attrattivo, capace di rigenerare ed energizzare mente e corpo.

- "I Don't Like The Future" : introspezione, coinvolgente melodismo e ritmo, esaltano quì tutto il loro potenziale. Regolari, very-danceable sezioni midtempo di drum-machine, seguite da tratteggi sequenziati, da misurati dosaggi di tastiere e da un canto armoniosamente passionale, caricano il sound di irresistibile avvenenza. Forma e sostanza del moderno synthpop.

- "The Light", un effervescente pop elettronico elaborato mediante ordinate traiettorie midtempo di drum-programming, equidistanti punteggiature di sequencer, vocals melodiosamente nitidi e luminosi irraggiamenti di tastiere, tutto ciò in una synthpop song 'ad alta risoluzione', fortemente ballabile e comunicativa.

Conclusioni:


Album egregio, gradevole nella sua totalità, "A New Day" è la manifestazione tangibile della bravura di un musicista in costante ascesa. Ogni traccia è la rappresentazione iconica di un synthpop tecnicamente progredito, equilibrato e strutturalmente consistente, valutabile in termini di assoluta pregevolezza. Relazionare con questa musica risulterà accessibile a tutti, sia per l'ascoltatore estemporaneo, sia per l'estimatore più esigente. La carriera artistica di Raúl è ora impreziosita da un secondo full-lenght nel quale si evidenziano definitivamente la concreta destrezza esecutiva e lo squisito manierismo di un nuovo, ispirato pioniere dell'attuale panorama elettronico alternativo. Nonostante oggi Insight sia giunto al suo livello top, siamo sicuri che c'è ancora molto da scoprire in questo progetto...

* M *

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Maneuver Maneuver - "Maneuver Maneuver" EP + "Sorry" single - by Maxymox 2019

FOTO Maneuver Maneuver è il nome del duo-act emergente fondato a Budapest nel 2018 da Tamás 'Tonyo' Szabó ( vox / musics ) e Szilágyi Máté ( backing vox / musics ) . Entrambi i protagonisti sono noti per essere attivi in altri progetti della scena alternativa ungherese: Tonyo è infatti il frontman della band indie-rock The Moog e vocalist / tastierista nell'ensemble alternative rock Dope Calypso, così come Máté è il creatore del duo pop / lo-fi / hip art chiamato Dorothy's Legs. La notevole esperienza tecnica acquisita negli anni dai due artisti nei rispettivi ambiti musicali, unitamente all'obiettivo di sviluppare e sinergizzare congiuntamente modulazioni differenti che avessero come prerogativa un'accessibile impronta elettronica, ha consentito l'origine dei Maneuver Maneuver, la cui tendenza incorpora elementi synth pop / dark-synth / synthwave / indietronica. La carriera discografica del duo-venture, attualmente in fase di 'work in progress', elenca ufficialmente ad oggi questo il debut EP omonimo "Maneuver Maneuver" ( 2018 / self-released ) ed il recente singolo "Sorry" ( 2019 / self-released ) , ora recensiti da Vox Empirea. Segnalabile per importanza è inoltre l'apparizione del duo nella compilation "Undead And Open-Minded: Volume 4" ( 2018 / Electrozombies ) con il primo singolo "Locked Out", edito anche in versione video. Le musiche dei Maneuver Maneuver sono caratterizzate da un elegante portamento synthpopish, sempre orientato verso un cristallino calligrafismo canoro sotto il quale si percepiscono note malinconicamente oscure, abbellite da caldi flussi di tastiere, percussività midtempo di drum-programming e rettilinee traiettorie di sequencing: ne risultano irresistibili sonorità colme di passione, di moderno romanticismo, ma anche di vibrante energia dance, stilisticamente ciscoscrivibili in un contesto temporale incluso nelle decadi '80 / '90 / '00. I testi delle songs descrivono l'introspettiva mutevolezza degli stati d'animo, il desiderio di raggiungere condizioni migliori nelle relazioni interpersonali e nella risoluzione dei problemi esistenziali, sondando nel contempo le profondità più intime della mente alla ricerca di sè stessi. I due musicisti trovano quindi una fondamentale, totale convergenza nell'Extended Play "Maneuver Maneuver", le cui cinque tracce posseggono l'intrigante capacità di suscitare nell'ascoltatore durevoli sensazioni di piacevolezza, sintonizzandosi ed armonizzandosi con la sua psiche. La release crea momenti di riflessione ed altri di corroborante dinamismo, combinando aggraziate melodie tecnologiche, colorate in parte di scuro, con la carismatica autenticità delle liriche, sistematicamente cantate con suggestivo perfezionismo e con istantanea comprensibilità.

Le migliori tracce di "Maneuver Maneuver", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Rovers" : la fusione tra seducenti contrappunti vocali, ballabili replicazioni midtempo di drum-programming, lineari tratteggi di sequencers e futuribili schemi di tastiere, genera eufonie synthpopish definibili come 'raffinata estetica del suono'. Una performance tecnicamente impeccabile che vi conquisterà prima di quanto possiate immaginare.

- "Is It Me Or The World" : questa song coniuga un paradigma synthpop in cui prevalgono melodismi predisposti per raggiungere istantaneamente la sensibilità dell'auditore, attraverso ballabili hits midtempo di drum-machine, nitidissime propagazioni di sequencing, terso tastierismo ed un canto che esalta nel refrain tutto il loro charme.

- "Sorry" : - singolo non incluso nell'EP - esso è dotato di grandissime potenzialità, magnificamente orchestrato ed interpretabile come l'emblema dell'impronta identitaria dei Maneuver Maneuver. Le sue sonanze synthpop sono disegnate con estrema precisione, mediante una razionale percussività midtempo, polarizzanti intonazioni vocali ed avvincenti estensioni tastieristiche. Ballatela, ascoltatela, amatela finchè non sarete esausti.

Conclusioni:


Musica degna dei migliori nomi appartenenti al panorama electro alternativo, quello del newcomer duo stupisce per la rapidità con la quale conquista l'ascolto. Eloquente, garbata nelle sue espressioni vocali, solida e policromica nelle sue melodie strumentali, la release merita tutta la visibilità possibile, distinguendosi per la superiorità strutturale dei contenuti; L'EP supera brillantemente ogni ottimistica aspettativa, costituendo di fatto l'incoraggiamento per un prossimo full-lenght. Questo è il suono dei Maneuver Maneuver. Questo è synthpop ad alta funzionalità.

* M *

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MediaData - "Adore" - by Maxymox 2019

FOTO MediaData è il progetto solistico del russo Denis Vasiliev, il quale, iniziando dal 2008, esplora le ramificazioni più cerebrali del criterio musicale tecnologico, fondendo sonorità glitch, IDM, industrial ed ambient. La perpetua ricerca di un equilibrio tra le varie morfologie elettroniche, sempre ispirate dalle molteplici sensazioni provate nella dimensione quotidiana, ha originato stili multiformi, nei quali il protagonista riversa totalmente la propria introspezione, narrandola come in un moderno romanzo attraverso linguaggi composti da elementi sci-fi e vibrazioni psichiche, fondendo la realtà con la fantasia, combinando in modo sublime la fredda tangibilità della logica con proiezioni visionarie, posizionando concettualmente tematiche sull'interpretazione di 'spazio', inteso non solo come il vuoto astronomico che esiste tra i Corpi Celesti nell'Universo, ma come dialogo diretto tra macrocosmo fisico ed interiorità. Il primo capitolo della discografia dell'one-man act è rappresentato dal digital album "Over" ( 2016 / Abstrakt Reflections ) , seguito dal secondo digital full-lenght "Vers" ( 2018 / self-produced ) . Successivamente, MediaData proseguì il suo percorso mediante il digital-album "Submersion" ( 2017 / Abstrakt Reflections ) , pubblicando in seguito nell'ordine: il digital Extended Play "Fifth Element" ( 2018 / Raumklang Music ) , il digital album "Emergent" ( 2018 / self-released ) , il digital-split single "The Black Economy" ( 2019 / self-released ) - creato in collaborazione con il criptico progetto russo Testing Of Sound - il digital EP "Gracefulness" ( 2019 / self-released ) , il digital EP "Impulsiveness" ( 2019 / Aliens Production ) , il digital single "VERS Continuation" ( 2019 / self-released ) ed infine l'album "Adore Resurrect" ( 2019 / Aliens Production ) . Ampliando ulteriormente la vastità dei suoi suoni alla scoperta di orizzonti sempre più originali, in grado di descrivere con vivido phatos e realismo quel mondo intrinseco e favoloso non esprimibile a parole, MediaData propone nel 2019 questo nuovo album limited edition in formato digipak "Adore", ora analizzato da Vox Empirea, licenziato da una label considerabile oggi a pieno titolo come un'autorevole istituzione nella scena elettronica alternativa, la slovacca Aliens Production. La tracklist del full-lenght, masterizzata da Anatoly Tokee Grinberg - aka Massaith e Tokee, membro dei progetti Bouquiniste e Paindonor - enumera dieci songs, nelle quali si percepisce la simultaneità di intuizioni Intelligent Dance Music, mesmerizzanti ritmiche downtempo, suggestive rarefazioni ambient, tenui convergenze glitch ed eleganti ornamenti modern classical. Armonie elettronicamente romantiche e malinconiche colmano il suono di incantevoli atmosfere, stimolando l'immaginazione fino a trasportarla in territori sonici nei quali coesiste il dualismo intelletto sistematico ed astrazione. Il sound di MediaData comunica il senso dell'immensità, attraverso catartici pads, algebriche asimmetrie del drum-programming, micro-particelle sequenziate ed i raffinati abbellimenti delle orchestrazioni neoclassiche, elaborate impeccabilmente da strumenti cordofoni e pianoforte.

Le migliori tracce di "Adore", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Luo And Little Argentina", così nostalgicamente immersiva, introdotta da un placido vortice di accordi tastieristici ambient ed in seguito dinamizzata attraverso frazionamenti percussivi downtempo, tra i quali scintillano e si alternano corpuscoli sequenziati IDM / glitch. Un cosmo artificiale di modulazioni high-tec che conduce all'estasi.

- "French Revolution" : le sue strutture sonore evocano un complesso insieme di futurismo, retrospezione, storiografia e decadente romanticismo, tutto ciò incluso in meccaniche strutture ritmiche IDM-downtempo, struggenti concordanze di tastiere, aristocratiche sezioni di corde e poetiche eufonie di pianoforte, contrappunti che rivelano un nobile calligrafismo modern classical che incrocia coltissime soluzioni elettroniche.

- "Above Everything Part 1", principesca, languidamente sognante, questa traccia propaga infinita serenità e malinconica bellezza, attraverso delicate scale di pianoforte, neoclassiche ripartizioni di violino e pads contemplativi, in un bouquet di note che si stemperano nel breve, risonante downtempo-drumming finale. .

Conclusioni:


Questo album è la coinvolgente osservazione della profondità più emozionale di un uomo; esso rasserena lo spirito, coniugando alla perfezione surrealismo e razionalità, mediante l'incisiva forza di sinfonie minimali, tecnologismo avanguardistico e la purezza dei sentimenti. La sensibilità di Denis Vasiliev è autentica arte e la sua capacità di trasmutare la sensibilità in musica è unica. We 'adore' MediaData.

* M *

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MediaData - "Impulsiveness" EP - by Maxymox 2019

FOTO  L'esaustiva, completa descrizione riguardante la biografia e la discografia del solo-project russo MediaData è disponibile nella sezione dell'anno 2019 di Vox Empirea, precisamente all'interno del report dell'album "Adore". Il percorso musicale intrapreso da Denis Vasiliev prosegue attraverso questa nuova release "Impulsiveness" ( 2019 / Aliens Production ) , un Extended Play traboccante di sonorità tecnologicamente progredite, capaci di generare nell'immaginazione fantascientifiche astrazioni, vibranti emozioni e scenari futuristici. Come in tutti gli episodi precedenti, le sette songs della tracklist sono da considerarsi idealmente lo 'slow motion' ritraente le estensioni mentali originate protagonista, pensieri ispirati, convertiti elettronicamente in modulazioni tridimensionali, proiettate nello spazio circostante sottoforma di sperimentali frequenze IDM /ambient / glitch / downtempo. Musica coinvolgente, intensamente atmosferica, quella di MediaData trova in "Impulsiveness" un ulteriore codice di comunicazione, ciò attraverso suggestioni hi-tech infondenti estatiche sensazioni di abbandono, di riflessione interiore e di suprema estetizzazione sonora. Le intelligenti strategie processate dalle macchine interagiscono attivamente e progressivamente con l'ascoltatore, fino al raggiungimento della totale, indissolubile aggregazione tra la sua sensorialità e l'elemento suono. Masterizzato abilmente da Anatoly Tokee Grinberg ( Massaith / Tokee / UDPWNF ) , l'EP, quasi prevalentemente strumentale, configura una strepitosa ornamentazione braindance, nella quale sinergizzano armoniosamente le ampie, dilatate lumeggiature dei pads, asimmetrie downtempo di drum-programming, micro-frazionamenti sequenziati e razionali dispersioni di materia elettronica. La millimetrica precisione con la quale MediaData abitualmente elabora le sue esecuzioni, congiuntamente ad un'innata espressività emozionale, conferiscono anche ad "Impulsiveness" affascinanti particolarità che ne amplificano notevolmente il potere attrattivo.

Le migliori tracce di "Impulsiveness", scelte per voi da Vox Empirea:



- "AutoCAD" : traccia IDM / ambient caratterizzata da avveniristiche, malinconiche consonanze di tastiere, intersecate ritmicamente da irregolari segmenti downtempo di drum-programming e glitch-sequencers. Dissolvenze elettroniche, armonie irreali e percussività interrotta, diffondono un sound quieto, polarizzante, adatto per chi sa immergersi in profondi stati meditativi.

- "Impulsiveness ( Testing Of Sound Remix )" : il solo-act russo impersonato da Vitaly Chernov riformula le strutture originarie della traccia, configurandole nel suo stile IDM / ambient/ industrial attraverso sistematiche cadenze downtempo di drum-machine, nostalgici substrati di pads, effervescenze sequenziate, nobili sezioni neoclassiche di violino campionato ed arrangiamenti iper-tecnologici.

Conclusioni:


Esploratore sonico, artista sensibile e visionario, Denis Vasiliev riesce come sempre a stupirci con la sua musicalità evoluta, con la quale egli perlustra i meandri più insondabili della psiche, distinguendosi per un'egregia forbitezza compositiva, propendendo per uno stile elettronico squisitamente aulico e sofisticato. All'interno di "Impulsiveness" ardono melodie celestiali, contemplative, sincronizzate con i concetti di avanguardia e di introspezione, predisposte per esporre il suono in modalità figurativa. Immensamente, straordinariamente MediaData.

* M *

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MediaData - "Adore Resurrect" - by Maxymox 2019

FOTO Tutte le informazioni biografiche e discografiche riguardanti il solo-venture russo MediaData sono visualizzabili nella sezione recensioni del 2019 di Vox Empirea, internamente al report sull'album "Adore" ( 2019 / Aliens Production ) . Denis Vasiliev è l'artefice di questo recente "Adore Resurrect" ( 2019 / Aliens Production ) , un album che in alcuni aspetti segue astrattamente l'antecedente full-lenght "Adore", del quale può essere considerata l'estensione ulteriormente evoluta ed introspettiva. Anche nella nuova release MediaData elabora schemi fortemente suggestivi, convergendo la musica verso un'eterogenea fusione downtempo di IDM / ambient / glitch e modern classical, combinando perfettamente i migliori principi dell'avanguardismo sonoro, l'infinita spazialità della mente e le recondite profondità delle emozioni, tutto ciò circoscritto all'interno di un mood sensibile e tendenzialmente malinconico. Le dieci songs contenute nella tracklist - masterizzate da Anatoly Tokee Grinberg ( Massaith / Tokee / Bouquiniste / Paindonor ) - sono contemporaneamente dialoghi subliminali con l'anima, intensa seduzione, sintesi tra realtà ed immaginazione. Le armonie elettroniche sembrano scenari evanescenti, virtuali, eppure così concreti, infiniti, mossi ritmicamente dal lento intercalare del drum-programming, punteggiati da micro-pulsazioni sequenziate, abbelliti da iridescenze tastieristiche e, talvolta, da strumentazioni acustiche, come pianoforte e balalaikas. L'universo parallelo di "Adore" si riflette nella sua consequenziale palingenesi, nel suo progredito ed altrettanto visionario alter-ego "Adore Resurrect", completando così un naturale, equilibrato ciclo di nascita, trasformazione e risveglio, senza mai essere sfiorato dal processo del declino. Una prodigiosa metamorfosi del concetto sonoro.

Le migliori tracce di "Adore Resurrect", scelte per voi da Vox Empirea:



- "You're The Symphony" : atmosferica eleganza e nobili estetismi tecnologici caratterizzano questo brano electronic / IDM / modern classical, ritmato da meccanici drum-beats sottolineati metronomicamente dal sequencer, attorno ai quali si replicano sistematicamente minimali armonie e nostalgiche sezioni cordofone.

- "Legend", una splendida esecuzione electronic / IDM / neoclassical, nella cui musicalità si possono captare molteplici sensazioni, in particolare strategie da moderna soundtrack, percezioni favolistiche, raffinato classicismo, aristocratica decadenza ed avanzato progresso del sound-system, tutto ciò mediante una razionale percussività downtempo scandita unitamente dal sequencing, aggraziati, estesi sottofondi di pianoforte, malinconiche eufonie di corde e seducenti patterns tastieristici: l'insieme di questi elementi diffonde l'identico, struggente climax percepibile camminando in Autunno con passo solenne nei meandri di un giardino sfiorito, immersi nei ricordi di un lontano passato mitologico colmo di romanticismo. Amsvartnir, Camelot, Avalon...non importa dove.

Conclusioni:


Visionari hi-tech soundscapes, passionali fragranze elettroniche ed una penetrante energia spirituale, distinguono anche questo nuovo viaggio sonico-mentale di Denis Vasiliev. L'inconfondibile musica del protagonista non costituisce esclusivamente la consueta ibridazione tra molteplici stili, bensì la loro più espressiva personalizzazione. Album dalle forme scultoree, "Adore Resurrect" varca i confini dell'impossibile, trasportando l'ascoltatore in una dimensione psichica distante migliaia di mondi, nella quale il Tempo e la consistenza materica sono solo pure illusioni. Questo full-lenght, come ogni release di MediaData, riempie la vita di suprema grazia.

* M *

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My Love Kills - "Glitch" - by Maxymox 2019

FOTO  Per meglio inquadrare la personalità, i concetti e le caratteristiche musicali dei My Love Kills, è necessario estrapolare i significati da queste due emblematiche, esaustive frasi impresse nelle pagine della sleeve del CD: "Here come the ghosts every day, they're haunting me, all I have done I can't forget it, I can't forgive me" e " My heart is full of pain. You know I can't find the right words to make you smile. My heart is cold as ice, I can see the tears in your eyes. Let it go and come in my arms. My love kills all around". Fondato nel 2014 dallo svedese Fredrik Sigeback ( Erotic Elk / Vaylon / State Of The Nation ) - musics - e dal francese V.V. Arkames ( Ad Inferna ) - vox - , il progetto è nato con l'ambizioso intento di astrarre, elaborare ed esprimere individualmente la parte più emozionale dei due protagonisti, riproducendola musicamente con sosprendente realismo in un'ibridazione sensoriale che coinvolge al cento per cento l'ascoltatore, il quale sarà proiettato in una vivida dimensione di paura, tristezza, straniante malinconia, senso di difficoltà esistenziale ed apprensione, rendendolo attivamente partecipe di ogni avvenimento descritto nelle tracce, eseguite attraverso armonie eccitanti e testi trattanti situazioni di vita quotidiana, la cui sinergia colpisce sempre ragione e spirito con la massima intensità. Il sound creato dai My Love Kills è un' efficace combinazione di elementi electro / EBM / synthpop / futurepop, resi fortemente atmosferici da una strumentalità oscura e dalla magnetica cupezza dei vocals - talvolta freddamente aggressivi - , mentre alcuni episodi risultano ritmicamente dinamici e perfettamente adatti ai dancefloors. Il primo atto della discografia dei My Love Kills è l'apprezzabile singolo "Love Undone" ( 2014 / self-released ), seguito cinque anni dopo da un secondo singolo, "Love Is Suffering" ( 2019 / self-released ) , anticipatorio del successivo debut album "Glitch" ( 2019 / ScentAir Records ) , la release ora analizzata da Vox Empirea. Le dodici tracce del full-lenght sono il risultato di una sperimentazione sonora protratta per un quinquennio, durante il quale il power duo ha caparbiamente ricercato la formula più incisiva tra modulazioni elettroniche hi-tech e liriche d'effetto, ottenendo infine un prodotto di grande successo, un capolavoro che rende onore al genere musicale tecnologico. Abissali estensioni tastieristiche colme di vibrante suggestione, catturanti melodie di synths, arrangiamenti elettronici d'avanguardia, percussività midtempo / downtempo ed un cantato capace di imprimersi definitivamente nel sistema uditivo, costituiscono la vera, significativa sostanza della release.

Le migliori tracce di "Glitch", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Just For One Kiss" : ballabilità e seducente melodismo innervano questa traccia electro / synthpop, elevandola ad una performance ad alto potenziale, nella quale il pulsante drum-programming midtempo, le linee del sequencer, l'avvincente tastierismo e lo charme oscuro dei vocals, edificano un energizzante insieme di ritmo e melodia, culminando in un refrain di formidabile presa.

- "2 As 1", affascinante, visionaria e tecnologicamente arcana, questa electro / futurepop song è eseguita attraverso una rarefatta percussività downtempo, incantevoli pads, sezioni echeggiate di synth, ipnotici cicli di sequencing ed un vocalismo rocamente tenebroso che genera immagini surreali. Assolutamente evocativa.

- "Slaves Of Joy": ballabili contrappunti industrial-oriented interagiscono con melodie dark-synthpop, soggiogando, energizzando. La compattezza e la ballabilità del sound formano una sincronia di tensione ed efficienza, composta mediante un geometrico drumming midtempo, vocals minacciosamente caustici e solide muraglie re-campionate di chitarra elettrica suonata dal guest musician Tomas Gustafsson ( Erotic Elk ) , sulle quali svettano sistematicamente incantevoli armonie di synth. Tentare di resisterle è impossibile.

Conclusioni:


Flussi di sonorità 'mind-expanding' e moderni tecnicismi si fondono, convergendo in un unico core nel quale i sentimenti dialogano in perfetta sintonia con l'intelligenza artificiale delle macchine, attraverso un univoco linguaggio elettronico ed umano. "Glitch" si erge con fierezza sulla scena, certificando eloquentemente la grande capacità compositiva dei My Love Kills, una promettente ed ispirata newcomer band che sa come trascinarci nel suo universo. Possedere questo album è un atto dovuto.

* N *

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Nermi - "In The Creation" - EP - by Maxymox 2019

FOTO  Nermi è la proiezione artistica del musicista russo Max Ignatev, il quale può ragionevolmente essere considerato una nuova rivelazione nell'intera scena tecnologica alternativa. Fondato nel 2019, questo 'outsider' solo-project si è evoluto combinando classicismo, cultura filmica ed avanguardismo, alla ricerca di un proporzionato equilibrio tra i tre movimenti; l'obiettivo è stato quindi raggiunto attraverso un lungo, continuo processo di individuale esplorazione sonora e di sviluppo verso una propria autenticità. Da questi solidi fondamenti risulta una musicalità particolarmente evocativa, pianificata facendo interagire il portamento scultoreo dello stile neo-classical, coinvolgenti atmosfere soundtrack-oriented, le eteree sospensioni dell'ambient, l'energia elettronica dell' industrial ed una marziale ritmica downtempo, spesso avvicendate a lente progressioni di drum-programming dalla forma più lineare. Il debut-EP "In The Creation" ( 2019 / Aliens Production ) , ora analizzato da Vox Empirea ed unica pubblicazione discografica di Nermi, trasporta la fantasia attorno orizzonti soprannaturali e fantasy, nei quali passato remoto ed astratto futurismo si intersecano generando un flusso ininterrotto di mondi immaginari, antiche battaglie, glorie immortali, personaggi angelici ed emozionanti avventure, tutto ciò mediante un'elegante scrittura sonora che agisce con naturale efficacia sulla mente dell'ascoltatore. Le cinque songs della tracklist - esclusivamente strumentali e masterizzate da Anatoly Tokee Grinberg ( Massaith / Tokee / UDPWNF ) - esaltano magnificamente l'astrazione di 'sound design', ovvero il concetto basilare su cui è costruito l'intero Extended Play, documentando in modo ineccepibile l'accuratezza e l'espressività di questo ispirato alchimista sonico. La principale impressione scaturita dall'ascolto di "In The Creation" è quella di una prospettiva estetizzata del suono, sempre colma di phatos cinematico, di potenti orchestrazioni modern-classical e sinfonismo industrial, in un'intrigante successione di sonorità dinamicamente contemplative fuse ad un raffinato post-modernismo. Potenti esecuzioni di tastiere, rigorosi contrappunti di drum-machine e sequencing, momenti di estatica sospensione, suggestive eufonie traboccanti di drammaticità e nobile melodismo, costituiscono la struttura di questa release: basta un solo ascolto per giudicarla un elemento indispensabile da aggiungere con orgoglio alla vostra collezione.

Le migliori tracce di "In The Creation", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Last Battle" : il suo incipt diffonde inizialmente calde estensioni di pads e malinconiche armonie di tastiere, mentre una crescente orchestralità neoclassica riversa successivamente nelle musiche tutta la sua autorevolezza, ciò attraverso guerresche consonanze, femminei cori artificiali e possenti sezioni downtempo di drumming militaresco. L'incontro ideale tra disciplina sonora e l'estrinsecazione più vivida dell'eroismo. Una performance superlativa.

- "To The Stars" : austera cavalcata introdotta da una prolungata, ipnotica espansione di modulazioni sequenziate dark-ambient, a cui fanno seguito le epiche arie da soundtrack generate dalle tastiere, il tonante tambureggiare downtempo ed una fascinosa coralità da sirena.

Conclusioni:


Solennità compositiva e vastità emozionale aumentano esponenzialmente il livello di entertainment. La configurazione musicale di Nermi è estremamente meticolosa, cavalleresca, persuasiva, finalizzata alla concretizzazione mentale di paesaggi leggendari. "In The Creation" accompagna l'auditore in un viaggio senza tempo, in cui egli percepirà solo il desiderio di abbandonanarsi a tanta, profonda intensità. Ora sapete cosa ascoltare nei prossimi cento anni.

* N *

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Netherworld - "Algida Bellezza" - by Maxymox 2019

FOTO Impersonato dal musicista italiano Alessandro Tedeschi - titolare della prestigiosa label Glacial Movements Records - il solo-act Netherworld è stato fondato nel 2004 con il principale obiettivo di estrinsecare musicalmente tutta la dimensione introspettiva del protagonista, attraverso un efficiente insieme di tecnicismi elettronici che inglobano, elaborano e plasmano vibranti emozioni, tramutandole infine in un suono capace di dissociare l'ascoltatore dalla propria percezione della realtà, amplificando ogni energia direttamente connessa alla sua attività extrasensoriale. La funzione evocativa di Netherworld, variabilmente orientata verso tematiche ispirate dagli elementi della Natura, oppure tendente verso la stimolazione della sfera psichica, si propone inoltre di esplorare le più recondite profondità della mente, decriptando i molteplici segnali risalenti dal sottosuolo cerebrale subconscio-inconscio, ma anche di trascrivere in forma sonora i più significativi eventi accaduti nella vita dell'artista, ciò mediante la trasmissione di specifiche frequenze ambient / drone / dark-ambient / minimal / field-recordings in grado di ridestare sensazioni inedite, straordinariamente intense. Il percorso musicale di Alessandro Tedeschi è stato caratterizzato in passato da una costruttiva militanza all'interno dei Liquid Ghosts, creatori dell'album "La Camera Obscura" ( 2004 / Umbra ) , il quale costituisce anche oggi un documento fondamentale nell'intero panorama drone / ambient italiano. La produzione discografica di Netherworld, particolarmente prolifica, elenca inizialmente l'album "Eternal Frost" ( 2004 / Umbra ) , seguito dai full-lenght "Hermetic Thoughts" ( 2004 / Umbra ) , "Otherworldly Abyss" ( 2005 / Umbra ) , "Firmament In Obscurity" ( 2005 / Umbra ) , "Six Impending Clouds" ( 2005 / Gears Of Sand ) , "Kall - The Abyss Where Dreams Fall" ( 2007 / Mondes Elliptiques ) , "Mørketid" ( 2007 / Glacial Movements Records ) , dallo split "Magma To Ice" ( 2008 / Fario ‎) , condiviso con il progetto ambient / drone / metal tedesco-canadese Nadja, succeduto quindi dagli albums "Over The Summit" ( 2011 / Glacial Movements Records ) , "Alchemy Of Ice" ( 2013 / Glacial Movements Records ) , "Zastrugi" ( 2015 / Glacial Movements Records ) , "Himuro" ( 2017 / Glacial Movements Records ) - realizzato in collaborazione con il musicista / produttore / sound-designer italiano Eraldo Bernocchi - e da questo nuovo "Algida Bellezza" ( 2019 / Glacial Movements Records ) , ora recensito da Vox Empirea. Menzionabili per la loro autorevolezza sono anche i tre Extended Plays "Lost" ( 2005 / Penumbra ) - ideato in cooperazione con l'artista / communication and management consultant italiana Fiorenza Gherardi de Candei - , "Postcards From The Void" ( 2005 / Penumbra ) - eseguito con il contributo del solo-venture ambient / drone / minimal italiano Oophoi - ed "EP Collection Vol.7" ( 2006 / Penumbra ) - inciso con la partecipazione di Oophoi e Liquid Ghosts. Concludono l'elenco delle pubblicazioni il mini "Hallucinations" ( 2007 / Taâlem ) e le apparizioni nelle compilations "Lágrimas De Miedo N°13 - Parhélie ( 2007 / Fear Drop ) / "Lágrimas De Miedo 17 - Polar Twist" ( 2014 / Fear Drop ) . Le cinque tracce incluse nell'album "Algida Bellezza", arrangiate, masterizzate e mixate dal sound engineer Matteo Spinazzè, antologizzano globalmente lo stile compositivo di Netherworld, proiettando soundscapes incantati, capaci di raffigurare mentalmente la più vivida cognizione del territorio artico e della sua fauna autoctona, quest'ultima alla base di ogni episodio della tracklist, i cui soggetti sono animali boreali nominati scientificamente ed illustrati mediante ampie, incorporee emissioni di pads, percussività sotterranea, riverberate strutture dronanti e dissolvenze elettroniche simili a gelidi respiri. I suoni aleggiano diafani, brumosi, lentissimi, trasportati nell'aria come masse cumuliformi dalla densità mutevole, oppure emananti spettrali dilatazioni che si innalzano raggiungendo volta celeste, per poi svanire gradualmente nell'oblìo come osservate in slow motion. Modulazioni eteree come le visioni di un sogno, catturano, soggiogano, ipnotizzano, inducono alla riflessione, espandono all'infinito l'interlinea dell'orizzonte che si prospetta davanti al terzo occhio, in un'evanescenza sempre più rarefatta e distante, fino alla sua progressiva, torpida disgregazione. Con Netherworld le note diventano una rappresentazione astratta che oltrepassa incommensurabilmente il tradizionale concetto di "melodia", interpretando unicamente l'ambient music come strumento per suscitare nell'auditore viscerali suggestioni. Il suono interagisce con la chimica encefalica.

Le migliori tracce di "Algida Bellezza", scelte per voi da Vox Empirea::



- "Orcinus Orca" : accordi dalla musicalità annientata si ergono in placide ondate di vapore nero, generando rallentate sospensioni tra le quali fluttuare, mentre sinfonie di buio cosmico e dronescapes affondano placidamente negli abissi con movimenti spiralizzati. Il dark-ambient è la forza misteriosa che vi spingerà virtualmente sotto la superficie ghiacciata dell'Oceano Polare.

- "Ursus Maritimus" : song dinamizzata nella sua prima fase da asincronici loops ritmici, essa diffonde narcotiche estensioni tastieristiche e correnti ascensionali-discensionali di suono a temperatura subzero, nelle quali spiccano le affascinanti evoluzioni dei drones, in un insieme di apparente immobilità figurativa, di senso di estraniazione, di solennità e di totale abbandono. Sperimenterete tutte le gradazioni del freddo sulla pelle.

Conclusioni:


Atmosfericamente 'mind expanding', essenziali e di incomparabile livello qualitativo, le formule di Netherworld costituiscono la massima espressione dell'evoluzione sonica conseguibile dall'ingegno umano. Esse condizionano le facoltà percettive dell'ascoltatore, il quale verrà armonizzato psichicamente in un mondo artificiale, oscillando tra voli su parabole di semioscurità ed affondamenti in voragini assolutamente prive di luce. "Algida Bellezza": oltre quarantaquattro minuti in apnea nell'iperspazio dark-ambient.

* P *

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Plastikstrom - "Beton Gegen Angst" - by Maxymox 2019

FOTO  Le premesse storiche riguardanti la progettazione di questo duo-act tedesco risalgono esattamente nel 1991, anno in cui Matthias Günzler militò come vocalist in una underground new wave / gothic band chiamata The Last Curtain, estinta nel medesimo 1991 e riedificata nel 1992 con il nome di Darc Entries, stilisticamente orientata verso il gothic-rock, nonchè completata poco dopo con l'introduzione del tastierista / drum-programmer Jürgen Schips. Successivamente seguì un lungo periodo durante il quale, parallelamente ai Darc Entries, l'interesse dei due protagonisti trovò nuove espressioni nella dimensione elettronica alternativa; la sperimentazione avvenne utilizzando come sala prove una vecchia fabbrica dismessa edificata nel 1909, nella quale Matthias, Jürgen e Wimp, un loro amico comune, perfezionarono dietro lo pseudonimo Plastiktrom modulazioni del tutto inedite, create attraverso l'impiego di synths e rumorismo proveniente da un'ampia gamma di oggetti. Questo sound riscosse un certo successo presso le live sessions, incoraggiando la band a continuare la ricerca verso soluzioni elettroniche sempre più avanguardistiche. Nel contempo, l'ingresso nei Darc Entries di Stah, tastierista ai tempi dei primi e dissolti The Last Curtain, introdusse in questa band un orientamento fortemente new waver / electro. Egli tuttavia uscì in seguito con Wimp dal progetto, lasciando a Jürgen e Matthias i risultati delle avanzate esplorazioni soniche fino a quel momento compiute, finchè, nel 1995, essi fondarono ufficialmente i Plastikstrom, registrando una soddisfacente quantità di tracce demo ma concentrando comunque la maggior parte dell'attenzione ai Darc Entries, accantonando temporaneamente così il loro progetto elettronico trasversale. Ciò fino al 2001, anno in cui i Darc Entries si dissolsero, concedendo così la possibilità a Jürgen e Matthias di ridare vita ai Plastikstrom, ad un'intensa attività live ed a partecipazioni su compilations. I ruoli all'interno della line-up sono attualmente i seguenti: Jürgen Schips ( synths / Keyboards / drums ) , Matthias Günzler, ( vox ) , mentre il genere musicale del duo può essere oggi inquadrato in un eterogeneo contesto in cui si distinguono principalmente elementi minimal electro / EBM, ai quali si fondono strutture darkwave, new wave e synthwave. Elencando cronologicamente discografia compessiva dei Plastikstrom - prevalentemente self-released - si disponde il seguente ordine: "Die Kunst Des Unbeschädigten Öffnen's" ( 1995 - self-released demo-tape ) , "Projekt Emil Adolff" (1996 - self-released demo-tape ) , "Nichts Ist Heilig" ( 2001- self-released demo-CD ) , "Gesammelte Werke" ( 2002 self-released demo-CD ) , "Gipfelstürmer" ( 2002 - self-released demo-CD ) , "Plastikstrom" ( 2015 - self-released mini album ) . Come citato precedentemente, sono presenti inoltre nove adesioni alle seguenti, importanti compilations: "9.Wave/Gothic-Treffen“ ( 2000 - UpScene / as Darc Entries ) , "New Dark Age Vol. 2" ( 2004 - Strobelight Records / as Plastikstrom ) , "Goth Is What You Make It Vol. 4" ( 2004 - Batbeliever Releases / as Plastikstrom ) , "Darkness Before Dawn Vol. 1" ( 2009 - UpScene / as Plastikstrom ) , "Abby Compilation 4.1" ( 2014 - UpScene / as Plastikstrom ) , "Gothic File 15/1" ( 2015 - Batbeliever Releases / as Plastikstrom ) , "Minimal Baby X" ( 2017 - SkullLine / as Plastikstrom ) , "Gothic File 18/1 - Gothic Magazine 87" ( 2018 - Batbeliever Releases / as Plastikstrom ) , "Young & Cold Festival VI" ( 2018 - Young And Cold Records / as Plastikstrom ) . L'ambizioso traguardo di un debut-album è stato finalmente raggiunto nel 2019 con "Beton Gegen Angst", release contenente tredici tracce mixate da Daniel Hallhuber, sound engineer, produttore, musicista tedesco e fondatore della Young And Cold Records, la label responsabile della pubblicazione di questo primo, strepitoso full-lenght dei Plastikstrom, ora analizzato da Vox Empirea. Concettualmente, l'album tratta argomemti esistenziali, spaziando dalle paure individuali per le sorti del mondo, al declino sociale e politico in atto, toccando anche tematiche riguardanti la preoccupazione vissuta da molti negli anno '90 per una nuova guerra fredda. Ognuna delle tredici song della tracklist suscita differenti sensazioni, esercitando una potente attrazione che incatena l'ascoltatore, in un trionfo di tensione emotiva, razionale tecnologia sonora e forte ballabilità, tutto ciò creato soprattutto attraverso nevrotici, essenziali estetismi electro. Vocals telegrafici, dalle tonalità spesso schizofreniche e disperate, incitano imperiosamente, propulsi da ipnotici groove uptempo / midtempo di drum-programming, sequencers, replicate bass-lines e minimali armonie di synths. L'eccitamento e la seduzione sono assicurati.

Le migliori tracce di "Beton Gegen Angst", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Großstadtalarm", una minimal-electro / EBM / new waving song frenetica come una corsa, sospinta da un basilare drumming uptempo, le cui scarne e veloci battute conferiscono alla traccia una notevole incisività, mentre il canto psicotico di Mattias si divincola convulsamente tra fredde luminescenze di synth e ripetizioni sequenziate.

- "Tote Stadt", così autorevole nella sua livrea minimal-electro / EBM, costruita mediante vigorose esortazioni vocali che non concedono tregua, inserite sistematicamente tra il meccanismo uptempo del drum-programming, fitte punteggiature di sequencer e freddi flussi di tastiere. Impossibile resistere al suo impeto ed alla sua azione dinamizzante.

- "Amok", le cui austere architetture minimal-electro / darkwave sono composte attraverso un uso sapientemente trascinante dei vocals, come sempre tenebrosamente drammatici ed atmosferici, impreziositi dal suggestivo forcing delle tastiere e della drum-machine midtempo, una combinazione di oscurità elettronica e ritmo che inghiotte in un vortice senza fine.

Conclusioni:


Il primo album del duo è contraddistinto da inondazioni di vocalità gagliarde, scattanti automatismi percussivi, concise melodie tastieristiche e virtù che solo l'approccio diretto con la release potrà rivelare pienamente. La perfetta sinergia tra strumentazioni e canto genera una configurazione di sonorità morfologicamente squadrate e mentalmente stimolanti, che saranno gradite a tutti i followers di questo specifico genere muiscale, i quali troveranno contemporaneamente in questa relase innovazioni e retrospettive. Le indubbie capacità artistiche e la prorompente volontà di emergere, garantiscono al progetto la meritata affermazione, così come la pubblicazione ufficiale di "Beton Gegen Angst" è da considerarsi un evento di eccezionale importanza: questo full-lenght scolpisce indelebilmente il nome Plastickstrom sulla scena musicale alternative electro, aprendo futuri, sconfinanti orizzonti di gloria. Un debutto stellare, senza alcun compromesso.

* P *

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Polygon - "Einzelheiten" - by Maxymox 2019

FOTO  Il sound-engineer / designer / visual-creator tedesco Ingo Lindmeier rappresenta dal 1993 il solo-act Polygon. Ingegnoso, mediaticamente schivo ed artisticamente multiforme, il protagonista è caratterizzato da una spiccata attitudine alla ricerca di suoni tecnologici sempre più originali e comunicativi, attraverso i quali stimolare le fuzioni sensoriali e quindi la formazione nella mente individuale di fascinosi paesaggi musicali. Intuizione, creatività, coraggio di spingersi oltre le convenzioni, costituiscono le basi principali di questo progetto, la cui priorità è l'elaborazione di modulazioni suggestive, intelligenti ed efficaci, in grado di scuotere l'immaginazione, trasportando l'ascoltatore in un Universo immateriale composto da suoni elettronicamente atmosferici, meditativi, formulati con rigore scientifico e sensibilità. Nello stile musicale di Polygon convergono svariati elementi, i quali, intersecandosi e sinergizzando tra essi, generano a loro volta una particolare, astratta combinazione IDM / downtempo / dark-ambient / ambient / industrial / electro / glitch, trasmettendo nella psiche ipnotici impulsi spiraliformi, stati di alterazione percettiva, visioni surreali, intense emozioni e, soprattutto, un'immensa, indescrivibile spazialità. La discografia di Polygon, pubblicata negli anni ad intervalli irregolari ed in limited edition, elenca cronologicamente dapprima l'album "Refuge" ( 1995 / Glasnost Records ), seguito dal 7" single "Beyond Nothing" ( 1998 / White Head Records ) e dai successivi full-lenght "Images" ( 2001 / Polymorph Records ) , "Traveller" ( 2003 / Polymorph Records ) - realizzato in collaborazione con il progetto tribal-ambient tedesco Arbre Noir - , "Infinity" ( 2005 / self-released ) , "Sein Lernen" ( 2015 / Aliens Production ) , "Sein Lernen Remixes" ( 2015 / Aliens Production ) ed infine "Einzelheiten" ( 2016 / Aliens Production ) l'album ora analizzato da Vox Empirea. E' inoltre d'obbligo segnalare l'interessante split "Kalt" ( 2002 / Polymorph Records ) , il quale include songs di Polygon e del progetto Halbschlaf - aka Jürgen Fahrner ( Ambit / Loss Of Centre ) . Le dodici tracce di "Einzelheiten", considerabili come una raccolta di prime stesure, sono una corsa al rallentatore e ad occhi chiusi verso le profondità del subsconscio, nei cui inesplorati recessi la realtà viene modificata in utopia, la tangibilità in strutture incorporee, lasciando l'ascoltatore in una condizione di totalizzante, continua estasi. Armonie rarefatte, minimali, così vibranti e luminescenti tra l'oscurità dei suoni, microparticelle sequenziate, essenziali / meccanici ritmi downtempo, eteree sospensioni, trasparenze / dissolvenze elettroniche, digital-creaks, intricate textures colme di seduzione, pads disgregati, cicli di melodie interrotte, misteriosi sussurri ed alienanti riverberi, originano un sound-system di grande effetto che si espande lentamente come nebbia cosmica.

Le migliori tracce di "Einzelheiten", scelte per voi da Vox Empirea::



- "Unterhaltung" : song IDM / electro / glitch edificata attraverso una metronomica alternanza di asciutte cadenze percussive downtempo, seguite ritmicamente da una musicalità tecnologicamente scheletrica, con perpetue ripetizioni di sequencing, gravitanti corpuscoli glitch, dissonanti sezioni melodiche ed episodiche spoken words. L'auditore cadrà istantaneamente in una sorta di trance psico-elettronica.

- "Sattigungsgrad" : capitolo IDM / electro / industrial / ambient nel quale una fredda percussività downtempo fraziona sistematicamente e roboticamente millimetriche sezioni glitch di sequencer, mentre diafane nebule di pads malinconici abbelliscono le sue elegantissime, distensive architetture.

- "Zeiterfassung / Neu Erfasst" : la traccia, scritta dal progetto dark-ambient / drone / industrial-ambient tedesco Nerthus, configura rilassanti traiettorie IDM / electro-ambient / industrial, predisposte all'interno di raffinati schemi sonori sorretti da discontinue intermittenze di drumming downtempo, circondate da onirici pads, vocalizzi sussurrati e punteggiature glitch. Ciò che si definirebbe la sintesi di un sogno.

Conclusioni:


La complessità di questo full-lenght è solo apparente. Le sue criptiche, evocative geometrie si impossessano di noi con straordinaria immediatezza, infondendo sensazioni di contemplativa ed a volte tormentata introspezione, le quali superano i limiti del concetto di fisicità. L'avvicendamento di minuscole sinfonie numeriche di laptop sviluppa sonanze sintetiche contemporaneamente perturbate e nitide, adatte esclusivamente ad ascoltatori musicalmente progrediti, dotati di naturali capacità riflessive. Il talento di Polygon è sconfinato ed "Einzelheiten" è un album indimenticabile.

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Polygon - "Mental Border" - by Maxymox 2019

FOTO Tutte le informazioni biografiche e discografiche riguardanti il solo-act tedesco Polygon sono disponibili nella sezione recensioni del 2019 di Vox Empirea, precisamente all'interno dell'esaustivo report dedicato all'album "Einzelheiten" ( 2016 / Aliens Production ) . Dopo un prolungato periodo di immobilità, l'eclettico musicista Ingo Lindmeier ritorna sulla scena proponendo la sua musicalità finemente elaborata, evocativa, esplorando orizzonti sonori nei quali sono inclusi sperimentali elementi electronic / ambient / dark-ambient / downtempo-midtempo / EBM / IDM / industrial. L'album "Mental Border" ( 2019 / Aliens Production ) costituisce di fatto una straordinaria 'reissued publication' contenente materiale inedito, nelle cui quattordici tracce si percepisce tutta la potente ispirazione interiore del protagonista, unita ad un'assoluta perfezione compositiva e ad una capacità interattiva estremamente polarizzante. Le strutture di questo full-lenght - interamente strumentali e masterizzate dal musicista moscovita Anatoly Tokee Grinberg ( Massaith / Tokee / UDPWNF ) - si addentrano nel minimalismo tecnologico più avanguardistico, orientando il suono verso combinazioni luce-ombra azionate meccanicamente attraverso fredde sezioni downtempo post-Kraftwerk di drum-machine, gocciolature di sequencer, severe orchestrazioni di synths, effetti liquidi, incessanti scie di rumori micronizzati, ipnotiche dilatazioni, torbidi contrappunti, sporadico vocal-looping e cristalline dissonanze di carillon. Nella fantasia dell'ascoltatore, lo spazio prospettico si amplia smisuratamente, totalmente soggiogato da un coinvolgimento psichico in grado di sconfinare anche nella dimensione fisica, tutto ciò in un'algida alternanza di riverberi e zone buie, di immersioni nell'astrattismo ed emersioni nella realtà, di turbolenze intervallate a momenti statici. Polygon manovra le macchine con grande perizia, trasmettendo flussi di ondate emozionali che oltrepassano la superficie della mente, diffondendosi rapidamente nei circuiti neurali come una forma di vita extraterrestre, prendendo il totale controllo dei pensieri. Straniante, logico e fortemente intenso, il sound-system dell'album disegna cerchi concentrici all'interno dei quali orbiterà incantata l'immaginazione dell'auditore.

Le migliori tracce di "Mental Border", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Semi Conscious State" : suggestivamente obscure-ambient ed atmosferiche, le sue sonorità propagano alienanti evanescenze, le quali, replicandosi ciclicamente, si evolvono in cupe trasmissioni di pads, sinistri rintocchi di campana, torbidi soffi di materia elettronica, interferenze ed abissali rifrazioni, tutto ciò ininterrottamente punteggiato dalle elementari luminescenze del carillon. Se volete cononoscere il significato di 'alterazione sensoriale e dell'autocoscienza', ascoltate questa esecuzione soli, nottetempo, in una stanza buia.

- "Restless Brainwaves" : le tre fasi della traccia experimental-electronics / dark-ambient si evolvono inizialmente da nevrotiche effervescenze sequenziate e dalle centinaia di asincrone intermittenze dei pixel sonori, alle quali segue una breve sospensione di placidità artificiale, succeduta da atoni segmenti sistematicamente attraversati da pattern simili ad aquosi flutti, glaciali ventate d'aria di ignota provenienza e da deflagrazioni sotterranee downtempo.

- "Confrontation" : le macchine processano robotiche modulazioni electro-ambient / IDM / industrial, mediante lineari scansioni midtempo, pads tenebrosamente solenni, pulsazioni sequenziate, rumorismo da cabina di pilotaggio aliena ed elementari melodie echeggiate di tastiera. Il concetto della fascinazione diventa suono sintetico.

Conclusioni:


Razionalmente tecnologizzata, la musica di Polygon si svolge all'interno di perpetuo dualismo tra essenzialità e complessità, attivando immediatamente la chimica encefalica adibita alla produzione di visioni utopiche. Gli schemi multiarticolati creati dall'artista sono manifestazioni di una funzionale ricercatezza, ma soprattutto di un'efficace forma di comunicazione generata da un'intelligenza fuori dall'ordinario, la quale trova in questo specifico stile elettronico la sua massima espressione. Se desiderate intraprendere un intricato trip sonico da ricordare per sempre, "Mental Border" è il veicolo imprescindibile per viaggiare oltre tutto ciò che fin'ora avete apparentemente considerato come reale.

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RecFrag - "Recovered Fragments" - by Maxymox 2019

FOTO  RecFrag è la solo-platform del bielorusso Dmitry Nikolaenko, outsider dotato di smisurate capacità compositive e di una profonda conoscenza delle più sofisticate sonorità high-tec. Dopo passate esperienze nell'universo drum and bass / breakbeat, con effimeri sconfinamenti come chitarrista, Dmitry fondò il progetto RecFrag tra il 2010 ed il 2011, ispirandosi alla musica cerebralmente ed atmosfericamente IDM / ambient / glitch / electronic dei californiani Gridlock, i quali anche oggi rappresentano per il protagonista una sorta di riferimento orientativo, sebbene non speculare o del tutto identitario. Infatti, durante lunghi anni di continua sperimentazione, RecFrag ha perfezionato uno proprio stile, trasformando le modulazioni artificiali del laptop in autentiche trasmissioni di energia che raggiungono fisicamente la rete neurale umana, generando onde tecnologicghe di grande attrattiva, nelle quali possiamo distinguere in svariate proporzioni elementi avant-garde electronics / IDM / noise-ambient / dark-ambient / EBM / glitch / rhythmic noise, con particolare cura nell'esaltazione del dialogo tra percussività, ballabilità, armonie malinconiche e sensazioni di oscura tensione emotiva. La discografia di RecFrag iniziò con i due digital EP's "Membrane" ( 2011 / Solanic ) e "12-41" ( 2011 / Otium ) , seguiti dal primo album ufficiale "Burning Rime" ( 2015 / Solanic ) e dal full-lenght "Recovered Fragments" ( 2016 / Aliens Production ) , release ora analizzata da Vox Empirea. Da segnalare inoltre le significative apparizioni di RecFrag all'interno delle seguenti compilations: "Solum1 - Inception" ( 2011 / Solanic ) , "Solum 2 - Our Time" ( 2013 / Solanic ) e "CRL Studios Presents: Reconnection 2" ( 2013 / CRL Studios ) , nonchè la pubblicazione del digital split "RecFrag & Letzte Ausfahrt Leben ‎– Premonition Before And After" ( 2014 / Format Noise ) . "Recovered Fragments" - nome completo della sigla 'RecFrag' - interiorizza e consolida tutta l'evoluzione artistica di Dmitry, attraverso trasversali vortici di materia elettronica, suggestive textures tastieristiche e dirompenti asimmetrie ritmiche, intrecciando sapientemente i placidi interludi dei pads alle curve ascensionali del drum-programming downtempo / midtempo ed alle piogge dei segnali iper-processati dei sequencers. L'ascolto dell'album è l'esplorazione di un mondo immaginario ma allo stesso tempo incredibilmente concreto, dominato dall'equilibrio perpetuo tra la potenza del suono, la finezza degli estetismi futuristici ed una forte spazialità emozionale. La tracklist nella versione digital enumera nove episodi, mentre in quella del CD limited edition sono inclusi quattro spettacolari remixes elaborati dai progetti Xsodect, The Opposer Divine, Tokee ed Ish. Rilevante è anche la partecipazione di Taelih ( Diffuzion ) nella traccia "Temeraire". Una successione di alchimie elettronicamente coinvolgenti oltrepassano le membrane timpaniche, penetrando definitivamente nell'encefalo, edificando un numero incalcolabile di sensazioni uniche, indelebili. Questo, e non solo, è l'effetto RecFrag.

Le migliori tracce di "Recovered Fragments", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Proto-D", introdotta da lineari segmenti di sequencer, i quali si ampliano nelle forme di suono cosmico dei pads ed in ballabili sezioni di drumming midtempo, un insieme di frequenze capaci di evocare stereogrammi psichici, aprendo nella mente dimensioni parallele. Questo stentoreo sound rhythmical-electronic / IDM / ambient attiva il concetto di movimento, soggiogando l'ascoltatore attraverso eufonie solenni dai colori metallizzati. Ipnotiche sospensioni tastieristiche si fondono con le pulsazioni midtempo dei break beats e con algidi flussi sintetizzati. il risultato è semplicemente inebriante.

- "New Point Of Loneliness" : caratterizzata da trasognanti registri electronic / IDM / ambient, questa traccia disegna scenari malinconicamente e dolcemente introspettivi. Contrappunti pianistici colmi di nostalgico mood risvegliano sentimenti di nobile romanticismo, mentre classicheggianti orchestrazioni di tastiere ed un cadenzato drumming downtempo abbelliscono superbamente le strutture. In essa, l'ascoltatore potrà dialogare internamente con sè stesso.

- "Magnetic Spheres ( Xsodect Remix )" : il solo-act IDM / ambient russo riformula la traccia attraverso un diagramma inizialmente costituito da flemmatiche estensioni di pads ed essenziale percussionismo, il quale successivamente sviluppa sistematici cicli downtempo e catturanti metronomie, tutto ciò in un crescendo di raffinate sinergie ritmiche, intensi accordi di tastiere ed ornamenti elettronici. Un'esecuzione superlativa. .

Conclusioni:


Rappresentazione sonora ultra-moderna, contraddistinta da una musicalità culturalmente avanzata che comunica mediante linguaggi funzionalmente ricercati ma pianificati per essere decrittati con naturalezza. La suprema grazia delle configurazioni tastieristiche, gli intricati tecnicismi del sequencing e le poliedriche geometrie percussive, coniugano scientifico rigore sonico, strumentalità automatizzata ed alta ricettività sensoriale, amplificando esponenzialmente il livello di partecipazione emotiva. La bellezza statuaria di "Recovered Fragments" seduce, sconcerta. RecFrag è fieramente parte di quella schiera di musicisti dall'intelligenza straordinaria che hanno anticipato il futuro.

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Re.Mind - "Unique" EP - by Maxymox 2019

FOTO  Re.Mind è il nome di un promettente duo di Lipsia, pronto nel prossimo futuro all'emersione sul panorama elettronico alternativo. Gli orientamenti ispirativi tendenti verso le classiche formule 80's synthpopish hanno creato la matrice primaria dalla quale si è evoluto l'attuale stile di questo act, costantemente alla ricerca di una propria autenticità e di armonie sempre più seducenti. La line-up è oggi composta da Reminder M ( vox / lyrics / songwriter / programming ) - aka Marko Bonew, ex singer della synth-pop band Strange Indications, mente creativa dell'intero music planning dei Re.Mind - e da Reminder U ( vox / keyboards ) - aka Uwe Dörr, electronic drummer negli Spalter East, band dark-electro / wave tedesca dissoltasi nel 2010 - . La fondazione del progetto risale al 2014, anno in cui Marko decise di concretizzare una sinergia artistica con il musicista Reminder O alla voce ed alle tastiere - aka Oli Haas ( vox / lyrics / programming ) - con l'obiettivo di formare una band attraverso la quale esprimere un sound che potesse conquistare un gran numero di electro-fans e distinguersi per un'impronta distintiva. Seguì un intenso e produttivo periodo di attività sperimentale, durante cui Marko ed Oli perfezionarono la loro musica, scrivendo ed archiviando molto materiale sonoro. Nel 2017 Oli abbandonò però i Re.Mind per dedicarsi interamente al suo iniziale progetto electropop / EBM chiamato Audiotherapie - da lui istituito nel 2008 - finchè, nei primi mesi del 2018, entrò in scena Uwe, il quale contribuì da subito all'ottimizzazione delle musiche, le quali divennero strutturalmente più definite ed evolute. Le numerose live sessions organizzate dal power-duo sul territorio germanico si sono rivelate particolarmente utili per l'accrescimento ed il consolidamento della loro reputazione, così come la realizzazione di video promozionali ha diffuso oltreconfine il nome ed il sound dei Re.Mind. La discografia della band menziona un'apparizione nella prestigiosa "Orkus Compilation 138" datata 2019 con la traccia "I Promise" ed un'altra partecipazione alla stessa saga di Orkus Compilation prevista per Giugno 2019 con la song "My Face". I Re.Mind, giunti oggi ad un elevato livello di preparazione tecnica, presentano finalmente al pubblico il loro debutto ufficiale del 2019, l'Extended Play "Unique" ora analizzato da Vox Empirea, risultato di un lungo processo di selezione delle tracce e di avanzamento qualitativo del suono. La release, le cui fasi preliminari risalgono al 2016, è licenziata dalla label tedesca Sonic-X ; le otto songs in essa contenute rivelano pienamente lo stilema musicale del progetto, definibile come un'armoniosa, ballabile combinazione di synth-wave, electro e synthpop. Il concept di "Unique" possiede significati indistinti, trattando una varietà di argomenti come le relazioni umane, l'amore e l'avversione per la guerra, tutto ciò suonato attraverso melodie fortemente e piacevolmente catchy, vocalizzate con eufonie dalle tonalità limpide, ritmate da precise sezioni di drum-programming / sequencers ed abbellite da suadenti flussi di tastiere. L'immediatezza d'ascolto è l'elemento preminente che caratterizza il Re.Mind's sound: ogni traccia emana un indefinibile magnetismo elettronico che affascina istantaneamente, intrattenendo con garbo, inebriando i sensi ed esortando alla danza.

Le migliori tracce di "Unique", scelte per voi da Vox Empirea:



- "I Promise", in assoluto la song più rappresentativa del Re.Mind e, potenzialmente, la più quotabile per incisività. Le sua trascinante musicalità è una rilettura ammodernata dei tradizionali schemi 80's synthpop, ora magnificati attraverso l'aggiunta di gradevoli soluzioni electro. Il solido e terso canto del singer si impone suggestivamente sulle simmetrie midtempo del drumming e sulle melodiche coperture tastieristiche, polarizzando l'attenzione dell'ascoltatore, specialmente nel primo minuto introduttivo, per poi culminare in un refrain di grande effetto. La traccia è inoltre presente in altre due interpretazioni: una 'Red Wine Version', malinconicamente downtempo e colma di moderno romanticismo, più una versione 'Club Shot', un vero capolavoro di energia synthpopish ed efficace riempipista nei dancefloors alternativi, grazie ad arrangiamenti di ultima generazione ed un sapiente potenziamento delle bass-lines.

- "In My Face", le cui geometriche cadenze midtempo di drum-programming e spaziali partiture di tastiere, disegnano un futuristico percorso synthpop / electro altamente ballabile, sul quale si sovrappone un canto intrigante che attira fatalmente.

- "The Killing Fields", un funzionale synthpop / electro con sedimenti new waving, ben scandito da veloci impulsi midtempo di drum-programming tratteggiati dal sequencer, sopra i quali il singer intona vocals fluidamente risoluti ed allo stesso tempo estremamente armoniosi, mentre tutt'intorno si propaga un microcosmo di avvincenti estensioni tastieristiche.

Conclusioni:


Avanzate metriche elettroniche incontrano retrovisioni 80's synthpopish: questa unione genera un formidabile aggregato sonico di tecnicalità e melodia, sublimato dall'entusiasmo che solo un progetto desideroso di risaltare sa proporre. Questo EP è un prezioso documento attestante genialità e tenacia, amplificate fino al conseguimento di musica di range superiore. Le sensazioni che percepirete dall'ascolto saranno 'uniche'. Uniche come i Re.Mind.

* S *

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Sea Of Sin - "Love Won't Wait" single - by Maxymox 2019

FOTO Storica band tedesca fondata intorno al 1991 inizialmente con il nome Black Eight, successivamente cambiato in Covent Garden ed infine, sempre nella decade 90's, nel definitivo in Sea Of Sin. Anche la line-up, seppure parzialmente, ha subito una trasormazione nel corso del tempo: infatti agli esordi della carriera essa era composta da tre membri, rispettivamente Frank, Klaus e Dirk, quest'ultimo uscito dall'ensemble prima della fine degli anni 90's. L'attuale formazione è rappresentata ufficialmente dal duo-act Klaus Schill ( synths / guitars / production ) e Frank Zwicker ( vox / words) . Lo stile dei Sea Of Sin presenta un'inconfondibile impronta synthpopish / indie pop elettronicamente gradevole, sempre colma di raffinatezza melodica e di profondi significati concettuali, caratteristiche vincenti che hanno consentito al progetto un'ascesa graduale ma costante nella scena alternativa, fino al raggiungimento nel 2018 di prestigiosi traguardi come l'entrata nella Top 10 della Deutsche Alternative Charts ( DAC ) e della German Electronic WebCharts ( GEWC ) . La discografia completa dei Sea Of Sin menziona cronologicamente le seguenti releases: il debut-album " Watch Out!" ( 1995 / Subtronic Records ) , seguito dall'EP "Illuminate" ( 1997 / Subtronic Records ) , dal full-lenght "Urban Chemistry" ( 2000 / Synthphony Records ‎) , dai digital singles "I Live My Life ( Twilight Version )" ( 2017 / Oceansight Records ) e "Twilight ( 2017 / Oceansight Records ) , proseguendo con la serie di digital singles "Beyond Sadness ( Radio Edit )" ( 2018 / self-released ) , " I Live My Life ( NEO Remix )" ( 2018 / self-released ) , "Star ( Stockholm Nights Remix )" ( 2018 / self-released ) , "Closer To Sin" ( 2018 / Oceansight Records ) , "Hold On To Your Dreams" ( 2018 / Oceansight Records ) e " Beyond Sadness" ( 2018 / Oceansight Records ) , continuando quindi con l'album "Future Pulse" ( 2018 / self-released ) , con il digital single "Contamination" ( 2019 / self-released ) , con l'album "Unbroken" ( 2019 / self-released ) , i digital-singles "You“ ( 2019 / 7Music ) , "What Are You Waiting For?" ( 2019 / 7Music ) , "What Are You Waiting For?“ Remixes V2" ( 2019 / 7Music ) , con l'EP "The Love Trilogy“ ( 2019 / 7Music ) e con l'imminente "The Remixes“ ( 2019 / 7Music ) . La lista delle pubblicazioni si chiude con gli ulteriori digital-singles: "Demo Versions 2015" ( 2019 / self released ) e "You ( Periodic Table Of Synthpop Remix )" ( 2019 / self-released ) . "Love Won't Wait" - il digital-single ora recensito da Vox Empirea - è incluso nel soprammenzionato Extended Play "The Love Trilogy“: le sonorità delle sue tre songs sono l'incantevole combinazione tra una molteplicità elementi risultanti dalla grande esperienza tecnica maturata dai due protagonisti, i quali con questa release dimostrano ancora una volta la loro innata capacità nel saper raggiungere infallibilmente la sensibilità dell'ascoltatore. Le strutture delle tracce riflettono in modo evidente il moderno romanticismo, la malinconica passionalità, la ricercatezza armonica ed il potere comunicativo che fanno dei Sea Of Sin una vera istituzione nell'emotional-synthpop, ciò attraverso accurati processi strumentali e canori che si imprimono indelebilmente nella memoria. Ritmiche midtempo di drum-programming, sottili tratteggi di sequencers, caldi flussi di tastiere ed una catturante finezza vocale, sono le prerogative di questa creazione orchestrata con rara maestria. Con il suono dei Sea Of Sin la percezione dell'amore è assolutamente intensa, infinita.

Le migliori tracce di "Love Won't Wait", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Love Won't Wait" : il morbido vocalismo di Frank, traboccante di suggestiva nostalgia, specialmente nell'indimenticabile refrain, è accompagnato da splendide eufonie di synths, mentre il drum-programming ed il sequencer cadenzano metriche midtempo, in una synthpop song elegante, di bellezza quasi angelica, dalla quale si diffondono le medesime sensazioni dell'infatuazione. L'amore esiste ed è tutt'intorno. Questa traccia non è solo musica: è un catalizzatore di sogni.

- "Substitute" : armoniosi accordi di keyboards abbelliscono l'aggraziato canto del singer, le cui strofe accarezzano malinconicamente una tenue percussività midtempo e luminose sezioni di sequencing. Le parole del testo sono poesia. Le note sono frammenti di vivido sentimento. Innamorarsene è inevitabile.

Conclusioni:


Formule intelligentemente estetizzate, unite ad espressivi significati contenutistici, fanno dei Sea Of Sin una tra le migliori synthpop bands di questi ultimi trent'anni. Le atmosfere delle tre songs traspirano purezza sonica, attività mentale tendente verso l'introspezione ed ardente desiderio di coinvolgere l'ascoltatore nel turbine emozionale generato da un melodismo ammaliatore, sincero. Quella di "Love Won't Wait" è una musicalità tecnologica dimensionalmente perfetta, di smisurato valore, da proiettare nel proprio, personale teatro dei ricordi.

* S *

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She Pleasures Herself - "XXX" - by Maxymox 2019

FOTO L'esauriente, approfondita descrizione biografica della band lisbonese e della sua discografia è consultabile nell'area recensioni di Vox Empirea relativa all'anno 2017, precisamente all'interno del report sul debut-album "Fetish" ( 2017 / Manic Depression ) . L'ensemble ritorna finalmente sulla scena, riproponendo con questo nuovo full-lenght "XXX" ( 2019 / Manic Depression ) il sound stupefacente che l'ha resa ormai celebre, sempre tendente verso orizzonti post-punk / darkwave / coldwave / 80's gothic-rock, perpetuamente e fortemente caratterizzato da impliciti-espliciti riferimenti al sesso, al feticismo, in questo specifico caso ancor più incentrati sulla figura della donna, soggetto principale espresso idealmente attraverso evocazioni di torbida sensualità, di baci stimolanti, di sfrenato erotismo, di sottintese pratiche BDSM, combinando magistralmente questi elementi in un'ulteriore spazialità di interpretazioni ad essi tematicamente intrecciate, come la moda, le relazioni interpersonali dei protagonisti e gli aspetti generali della quotidianità osservati in un'ottica prospettivamente apocalittica; immagini, decadenza e libidinose fantasie sono convertite in musica ed esternate visualmente al pubblico mediante l'eccitante ricercatezza degli artworks delle sleeves e con il supporto dei video proiettati durante le esibizioni live. Le sonorità percepibili in "XXX", ugualmente a quelle della precedente release, trascinano l'ascoltatore in una dimensione immersiva di tormentata carnalità, di sensualità hard, estrapolando senza compromessi i suoi pensieri più devianti, lasciandolo contemporaneamente in una condizione di arrendevole abbandono e di inebriante piacere fisico-mentale. Le undici songs della tracklist evidenziano ancora una volta la smisurata capacità dei She Pleasures Herself nel richiamare inquiete e conturbanti emozioni, generate attraverso strutture simultanealemnte elettriche ed elettroniche, basate su lineari ritmiche midtempo/uptempo di drum-programming, minimali punteggiature di sequencers, catturanti estensioni di synths, ipnotiche bass-lines, graffianti riff di chitarra ed eufonie vocali pronunciate con oscura passionalità, in un insieme di energia dance-oriented, tensione post-punker, desolate reminescenze gothic, nuances dark ed incessante lussuria. L'album è impreziosito inoltre dalle partecipazioni in tre distinti brani dai progetti Ash Code, Crying Vessel e Bestial Mouths, le cui performances conferiscono un notevole valore aggiunto alla release. "XXX" è l'amplesso disinibito tra peccaminosa intimità e musica, un'esperienza sonora che ogni auditore deve assolutamente vivere in tutta la sua spregiudicata intensità.

Le migliori tracce di "XXX", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Private Hell" ( Featuring Ash Code ) : dal sodalizio perfetto tra i She Pleasures Herself e la band post-punk / darkwave / coldwave / synth-pop italiana, ha origine questa song altamente suggestiva e melodica, composta attraverso un veloce drumming uptempo, fascinoso chitarrismo 'waving', armoniosi accompagnamenti tastieristici, simmetriche pulsazioni di basso e, soprattutto, attraverso l'atmosferico duetto canoro dei singers Nuno Varudo ed Alessandro Belluccio. Strumentalità dancing e vocalismo al top: un raro capolavoro di magnificenza. Difficile trovare superlativi per definire tanto splendore.

- "Darkroom" : le sonanze vagamente malinconiche delle tastiere e delle chitarre replicano fascinose textures, plasmandosi con la tetra risolutezza del canto, mentre il drum-programming ed il sequencer cadenzano regolari hits midtempo. Ne risulta una traccia darkwave / coldwave / gothic dal melodismo depresso, soggiogante, predisposto per essere ricordato ed in grado di conquistare al primo ascolto.

- "Disposable" : il suo schema è eseguito attraverso classiche metriche coldwaving / 80's darkwave, con sistematici impulsi di basso, replicati, nervosi pattern di chitarra elettrica, asciutti drum-beats midtempo, tastiere alienanti e foreground vocale teso che diffonde un'aura di malinconica inquietudine. Questa song possiede il medesimo fascino opprimente, nero e perturbante di una ventosa notte autunnale senza luna nè stelle.

Conclusioni:


Musica subliminalmente afrodisiaca, formulata con spiccato sex appeal, quella dei She Pleasures Herself estremizza l'accezione dell'erotismo, trasformandolo in modalità figurativa mediante un efficace, dinamico processo di incupimento e di corporale materialità. "XXX" è un rifugio per peccatori, un esercizio sensoriale unico; questo sound significa desideri proibiti, attrazione per l'inconfessabile, lascivo phatos. Le undici tracce scorrono superbamente, esortando alla danza e suscitando trasgressive emozioni che attraverseranno fisicamente l'ascoltatore, appagandolo totalmente ed intorbidendo la capacità di controllo su sè stesso. Non dimenticherete mai questo album.

* S *

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Sjöblom - "A Victory Of Love EP" - by Maxymox 2019

FOTO Tutte le informazioni biografiche e discografiche riguardanti il solo-act svedese impersonato da Johan Sjöblom sono disponibili nella sezione recensioni del 2016, precisamente all'interno del report di "6" ( 2016 - Manic Depression / Ad Inexplorata ) , il debut album che ha permesso al progetto di entrare a pieno titolo tra le migliori rivelazioni underground di quell'anno. Il protagonista si ripresenta oggi ancora più determinato, soddisfatto di proporre ai fans un Extended Play di grande interesse, con l'obiettivo di incrementare ulteriormente la sua fama e consolidare definitivamente il proprio stile. "A Victory Of Love" ( 2019 / Reptile Music ) è stato creato ispirando concettualmente il suo titolo e l'opening cover-track alla celebre song degli Alphaville contenuta nel loro primo full-lenght "Forever Young" ( 1984 / WEA ) , includendo versioni remixate di brani tratti dal suo trascorso repertorio, oltre ad un brano inedito. I contenuti di questo nuovo capitolo antologizzano pienamente ancora una volta la perfetta combinazione di new wave / post-punk/ indie rock / synthpop e darkwave che caratterizza inconfondibilmente la musica di Sjöblom, offrendo all'auditore un alto livello di entertainment. Nella stesura della release - sia come strumentisti che remixers - hanno partecipato attivamente prestigiosi nomi di singoli artisti e bands appartenenti alla scena alternativa europea, incominciando la lista con i seguenti primi quattro svedesi: il drummer Richard Ankers ( Consequences / Strip Music / IAMX / Melody Club ) , il tastierista-produttore Jon Bordon ( Melody Club / Nicole Sabouné / Agent Side Grinder ) , Daniel Kaufeldt ( Alien Waveform ) - autore del mastering dell'intero EP - , la vocalist-chitarrista Emina Pavlovic Svensson, l'ensemble post-punk / darkwave / coldwave / synthpop italiana Ash Code, la band rock-wave / post punk tedesca Luc Stargazer ed il duo electro / pop-rock belga Vive La Fête! Ogni traccia di "A Victory Of Love" riesce a trarre il massimo profitto dalle risorse in essa applicate, diffondendo sonorità midtempo / downtempo colme di vocals seducenti, solide bass-lines, preciso chitarrismo, sapienti dosaggi di sequencing, ampi flussi di tastiere ed irresistibili melodie adatte per essere ascoltate individualmente o per essere ballate nei clubs. La vibrante elettricità e le nevrastenie del sodalizio post-punk / wave si intrecciano armoniosamente ad essenziali strategie elettroniche, generando strutture sonore dai connotati moderni tipiche degli anni 2000, ma nello stesso tempo intrise di nostalgiche reminescenze 80's, le quali mettono a confronto due differenti generazioni di listeners, trovando sistematicamente un punto convergenza tra esse. Un ritorno trionfale!

Le migliori tracce di "A Victory Of Love", scelte per voi da Vox Empirea::



- "A Victory Of Love" : questa trasposizione post-punk / wave della song degli Alphaville fa riemergere nella memoria sonorità che sembravano dimenticate. Una schematica sequenza di accordi chitarristici introduce la song, replicandosi ed unendosi gradualmente al tambureggiare midtempo del drumming di Richard Ankers, all'elettrica consistenza delle corde ed all'avvolgente intensità delle tastiere, mentre il canto fascinoso di Johan ricalca le strofe propagando pura magia.

- "Not A Man For You ( Shameless3030 )" : song di immenso valore, impeccabilmente proporzionata in ogni sua angolazione, remixata magistralmente da Daniel Kaufeldt, impreziosita dall'educato melodismo canoro di Johan sinergizzato con gli additional vocals di Emma Pavlovic Svensson, singer già presente nella versione originale della traccia. La congiuntura di melodici elementi new wave / synthpop conferiscono al sound una trascinante prorompenza da dancefloor: simmetrie percussive midtempo di drum-programming seguite ritmicamente dai patterns del sequencer, vocals armoniosi, refrain ultra-catturante ed un avvincente tastierismo vi conquisteranno totalmente fin dal primo ascolto. Una grande performance. Ascoltarla e riascoltarla senza pausa è un autentico piacere per i sensi. Impossibile resistere a tanto splendore.

Conclusioni:


Formidabile rentrée, l'EP "A Victory Of Love" rilancia il meglio della musica di Sjöblom, in cui spiccano i colori primari della sua eccellente arte; la squadra di remixers ha saputo estrapolare dalle songs la loro sostanziale centralità, reinterpretandola e personalizzandola attraverso tecnicismi di prim'ordine. Questa release prosegue entusiasticamente il percorso musicale di Johan, costituendo, unitamente al resto della sua discografia, un oggetto irrinunciabile che onorerà e completerà la collezione di ogni rispettabile ed autentico post-punker.

* S *

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Spark! - "Chaos" - by Maxymox 2019

FOTO Spark! è il nome del formidabile duo-act svedese originariamente istituito nel 2007 da Mattias Ziessow ( musics / programming ) e Stefan Brorsson ( vox / lyrics ) , quest'ultimo sostituito successivamente nel 2013 dal musicista e produttore Christer Hermodsson - Biomekkanik / Biomekkanoid / S.P.O.C.K / The Last Man On Earth - ( vocals / lyrics / producing ) . Prima dell'attuale piattaforma, Mattias - proveniente dalla demo-scene Amiga nonchè da un passato come D. J. e drummer presso altre bands - con l'ottimo vocalist Stefan fondarono un progetto synthpop pre-Spark! chiamato Les Digital, con il quale pubblicarono l'EP "Untitled" ( 2007 / self-released ) , sviluppando quell'embrionale modello sonico che si sarebbe trasformato in seguito in un brand distintivo, facendo emergere parrallelamente differenti melodismi armonizzabili tra essi, fino al raggiungimento dell'attuale, ibrida musicalità, durante gli anni divenuta gradualmente meno "hard EBM", definibile come una rivisitazione personalizzata dei classici schemi Neue Deutsche Welle intrecciati a melodici elementi synthpopish. Ne risulta un'irresistibile ed ultra-ballabile combinazione dalla quale erompono kiloton di energia tecnologica, oltre ad un altissimo livello di intrattenimento che supera largamente il concetto di oldschool Electronic Body Music, conferendo a questo stile un'impronta innovativa, originale e rendendo inconfondibile il sound di questo duo. La discografia degli Spark! menziona cronologicamente ad oggi le seguenti releases: il debut-album "65 Ton Stål" ( 2007 / self-released ) , succeduto dal mini EP "Tiden Är Vår" ( 2008 / Electric Tremor Dessau ) , dal full-lenght "Ett Lejon I Dig" ( 2009 / self-released ) , dall'Extended Play "Genom Stormen / Tankens Mirakel" ( 2010 / Progress Productions ) , dal super-single "Popkomplex" ( 2011 / Progress Productions ) , dall'album "Hela Din Värld" ( 2012 / Progress Productions ) , dai singoli "Man Överbord" ( 2013 / Progress Productions ) e "Stå Emot!" ( 2015 / Progress Productions ) , quindi dagli albums "Spektrum" ( 2015 / Progress Productions ) e "Maskiner" ( 2016 / Progress Productions ) , dai singoli "Två Mot En" ( 2018 / Progress Productions ) e "Cause And Effect" ( 2019 / Progress Productions ) , concludendo la lista delle pubblicazioni con questo nuovo full-lenght "Chaos" ( 2019 / Progress Productions ) ora recensito da Vox Empirea. I testi cantati dagli Spark! non sono incentrati sulle consuete tematiche trattate nel genere EBM, ispirandosi invece spesso ad una sarcastica, umoristica visione di ciò che accade nel mondo e ad esperienze individuali vissute dai due protagonisti in ogni ambito della loro quotidianità. Le strutture sonore degli Spark! , sistematicamente caratterizzate da un coinvolgente dinamismo ritmico e vocale, rivelano anche nelle nove tracce di "Chaos" paradigmi Electronic Body Music eseguiti attraverso schematici riffs percussivi midtempo-uptempo uniti a simmetriche replicazioni di sequencing, in un'irresistibile, vigorosa congiuntura di incisività strumentale, irrobustita dal ruvido ed altisonante vocalismo di Christer pronunciato prevalentemente in lingua svedese, il quale incita e trascina l'ascoltatore in un prorompente vortice di danze infuocate. Molto spettacolari nelle loro live sessions - durante le quali Mattias svolge il ruolo di drummer mentre Christer suona i synths - gli Spark! riescono a trasmettere pienamente on stage tutta la loro carica di entusiasmo, galvanizzando ad ogni esibizione un numero in costante aumento di fans internazionali, grazie ad una predisposizione sonora incentrata su un avvincente percussionismo acustico, riduzione delle basi elettroniche, canto 'via vocoder' e synths sapientemente manovrati. "Chaos" - masterizzato dal producer / musician / mixing and mastering techniques svedese Hans Olsson Brookes, proprietario del Svenska Grammofonstudion studio - è la conferma definitiva di un'alleanza artistica in costante evoluzione, nella quale si percepiscono geometrie compositive più emancipate e perfette, valutabili come l'ennesimo concreto step degli Spark! verso forme ulteriormente progredite di cultura EBM. High performance 'techno-dance' testing passed.

Le migliori tracce di "Chaos", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Släpp In Mig" : quoziente di ballabilità ai massimi livelli in una EBM / synthpop song eseguita attraverso una lineare percussività midtempo di drum-programming, regolari pulsazioni sequenziate ed essenziali lumeggiature di synth, in un insieme di modulazioni elettronicamente catturanti concepite per infrangere l'immobilità, sopra le quali dominano avvincenti e risolute le strofe del canto.

- "DNA" : scandite sezioni midtempo di drum-machine e sequencing generano un'irresistibile traiettoria ritmica, mentre i melodici complementi tastieristici ed il foreground vocale, nitidamente e solidamente cantato, intensificano l'autorevolezza di questa strepitosa traccia EBM / synthpop che vi conquisterà istantaneamente. Grandiosa.

- "Klara Färdiga Gå" : song che infrange la stereotipata prassi Electronic Body Music, proponendo un'alternativa e più avanguardistica creazione costituita maggiormente da volitive soluzioni EBM fuse con vaghi richiami synthpop-oriented. Squadrati grooves uptempo di drum-programming, cicliche punteggiature di sequencer, minimali contrappunti di tastiera ed impetuosi vocalizzi, diffondono un mood disciplinato, razionale. Alzatevi e muovete freneticamente le vostre gambe senza pausa!

Conclusioni:


Album memorabile, "Chaos" è un'iniezione di pura forza elettronica disconnessa dalle convenzioni, una potenza sonora in grado di attivare senza compromessi ed imperativamente nell'ascoltatore l'esigenza di ballare. L'interpretazione modernizzata e trasversale del retro-formulario EBM, consacra il duo Ziessow / Hermodsson come un'istituzione senza paragoni, proiettata sempre più velocemente negli alti vertici dell'intera scena electro planetaria. L'automatica elementarità del drumming, l'intermittenza del sequencer, l'eccitante carisma della voce e le sintetiche configurazioni delle tastiere, propagano un'accelerata massa di frequenze ricolme di infiammabile propellente e gli Spark! sono il detonatore che innesca l'esplosione del piacere. Questa release è un autentico capolavoro nel suo genere che deve obbligatoriamente far parte delle vostra collezione. Preparatevi ancora all'incredibile. Gli Spark! sono tornati.

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Stairway Maze - "Kelevra" - by Maxymox 2019

FOTO Il russo Denis Tverdokhleb è l'interprete del suo solo-act Stairway Maze. Fondato nel 2017, il progetto si è evoluto dalle forme musicali dapprima embionali create anni addietro, in seguito gradualmente e sostanzialmente perfezionate fino al raggiungimento di uno stile originale, caratterizzato da modulazioni elettroniche ricercate, nel contempo labirintiche e lineari, ispirate ad una moderna visione spietatamente metropolitana, ma allo stesso tempo affascinata dalle bellezze dei paesaggi careliani e dall'oscura complessità della natura umana, tutto ciò racchiuso ed espresso nel fondamentale concetto di Vita. Esortate dallo slogan "organic life will not survive!", le sonorità di Stairway Maze possono essere descritte come l'emozionale combinazione tra elementi industrial / ambient / IDM / downtempo / EBM / electro / experimental, nei quali predominano suggestività cinematica, tribalismo ritmico, malinconiche suggestioni, isolazionismo, sfumature gotiche e strutture analogiche. La discografia ufficiale del protagonista, interamente in edizione limitata, menziona ad oggi nel seguente ordine il digital EP "Aries" ( 2017 / Aliens Production ) , il debut album limited edition "Hollow Spaces" ( 2017 / Aliens Production ) - contenente come bonus anche l'EP "Aries" - ed il nuovo full-lenght "Kelevra" ( 2019 / Aliens Production ) ora recensito da Vox Empirea. Tutte e tre le releases sono state masterizzate individualmente da due illustri nomi provenienti dalla scena tecnologica: Anatoly Tokee Grinberg ( aka Massaith / Tokee / UDPWNF ) è infatti il responsabile del processamento degli albums "Hollow Spaces" e "Kelevra", mentre ad Headdreamer ( aka Robert Gajdos ) è stato affidato il mastering dell'Extended Play "Aries". Le dieci tracce di "Kelevra" riflettono policromie estremamente atmosferiche, suadenti, formulate tecnicamente con cartesiana razionalità e con quello che in effetti potrebbe essere definito "sentimentalismo logico", ovvero un flusso di intime, istintive sensazioni controllate dal lato più funzionale della mente. Il sound-system dell'album disegna quindi un elaborato, melodico e spesso ballabile diagramma di frequenze sintetiche integralmente strumentali, sorrette da percussività downtempo / midtempo di drum-programming, sezionate da millimetrici tratteggi di sequencers e abbelliti da futuristiche armonie di tastiere, il cui insieme trasporta differentemente in mondi avveniristici, oppure in fantastiche proiezioni dal sottofondo squisitamente mistico, posizionate a ritroso nel tempo, queste ultime propagate in modo sublime mediante brevi fraseggi campionati 'male-female' e da visionarie sonanze arabeggianti-orientaleggianti, quasi sciamaniche, profondamente riflessive, capaci di trasportare l'ascoltatore in luoghi lontani, misteriosi. Anima e corpo si perderanno inesorabilmente in questo dedalo sonoro. Ritenetelo inevitabile.

Le migliori tracce di "Kelevra", scelte per voi da Vox Empirea:



- "X" : veloci note di synth, evanescenti pads sottostanti, meccaniche cadenze di drumming downtempo / midtempo e melodiche simmetrie di sequencers, formano lo schema di questa IDM / electro / industrial song, nella quale risaltano le luminose eufonie delle tastiere e le fitte, armoniose trasmissioni algoritmiche calcolate dalle apparecchiature, in un catturante aggregato di percussioni robotiche e sonanze avanguardistiche. Episodio da ascoltare all'infinito.

- "Follow The Blind" : ritmiche ancestrali downtempo ed arcane procedure sonore si intrecciano in un lento, mesmerizzante, elettronico vortice di accordi dark- ethnic ambient / industrial, incantando i sensi. Le essenziali estensioni delle tastiere prolungano un basso segnale attraversato discontinuamente dal sampling dell'autorevole voce maschile in modalità filmica, sul quale volteggiano un femmineo, contemplativo canto da sirena e contrappunti sequenziati che richiamano arcaiche strumentazioni. Trascendenza, solennità e neo-tribalismo incontrano l'avanzata tecnologia della musica.

- "Phantoms Of Tiergarten" : il nostalgico melodismo del synth e le meditative interpause del piano si fondono con la freddezza ritmica downtempo del drum-programming e del sequencer, plasmando magiche textures attraverso le quali l'ascoltatore immaginerà scenari di futurismo e primordialità, tutto ciò in una ambient / industrial / tribal-electro song colma di grazia suprema.

Conclusioni:


I sofisticati registri orchestrati dall'artista costituiscono la diretta, esplicita connessione tra suono e psiche; nella fantasia dell'auditore l'artificialità delle macchine si tramuta in potenza evocatrice, materializzando in sostanza concreta ciò che è puramente virtuale, astratto. "Kelevra" travalica i principi del cerebralismo sonoro, manifestando quella rara, penetrante sensibilità che relaziona immediatamente con il subconscio. Per quanto considerabile come attuale metafora della nostra epoca, quella di Stairway Maze sarà definita come una straordinaria musica senza tempo. Album imprescindibile sotto ogni punto di vista: davvero un'eccellente release, Mr. Tverdokhleb.

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Stars Crusaders - "Army Of Impostors" - single - by Maxymox 2019

FOTO Tutte le esaustive notizie biografiche e discografiche riguardanti l'ensemble italiana Stars Crusaders sono disponibili nella sezione recensioni del 2017 di Vox Empirea, precisamente all'interno del report sull'album "Welcome To Hydra". L'atteso ritorno della band avviene attraverso questo nuovo digital-single "Army Of Impostors" ( 2019 / skyQode ) , il quale intreccia le eccezionali specificità stilistiche del progetto, manifestando pienamente l'avanzato stato d'arte raggiunto oggi dai quattro membri della line-up. La release, precursore dell'imminente album "M.A.T.E.R." previsto per il 2020, declina nelle sei songs della tracklist un'equilibrata pluralità di elementi: catturanti melodie futurepopish, ballabili schemi synthpop, frammenti di synthwave e sonanze EBM, combinando le strategie fortemente tecnologiche del debut full-lenght "New Horizons" ( 2014 / WTII Records ) con lo sperimentalismo analogico del sopramenzionato "Welcome To Hydra" ( 2017 / WTII Records ) . Profondo nei suoi significati anti-guerra, "Army Of Impostors" ripropone nell'immaginazione dell'ascoltatore le futuribili ambientazioni che rappresentano da sempre lo scenario ideale delle musiche degli Stars Crusaders; in questa specifica occasione le tematiche trattate nei testi sondano le mendaci giustificazioni che si celano dietro le evidenti crudeltà dei conflitti, discolpate, motivate ed infine accettate massivamente da una società intimamente falsa, miserabile, le cui colpe ed omissioni sono camuffate da vuote, effimere esternazioni di piacevolezza, nel cui nucleo l'osservatore attento può tuttavia percepire un'immensa ipocrisia. Tutto ciò nell'eterno dualismo tra la vera natura umana, caratterizzata da una contorta falsità, contro l'estensione simulata dell'immagine di sè che ognuno desidera mostrare. La vittoria, infine, è spesso della finzione, dell''impostore', la cui seducente maschera affascina più dell'autenticità. Mixato da Nick - B-vocalist / songwriter e tastierista delle electro band tedesche Absurd Minds e Legacy Of Music - il singolo include, oltre la versione originale della song e l'inedito remake di "Convex Vision" - traccia apparsa nell'album "New Horizons" - i grandiosi remixes formulati dal duo-act futurepop / synthpop russo Unity One, dall'electro-rock band italiana Esplosioni Controllate, dal solo-venture electro wave / coldwave / dark wave / synthwave / post-punk francese Egoprisme e dal progetto dark cyberpunk / electro russo c0r3 c1ty. Strutturalmente basato su danzabili traiettorie midtempo di e-drumming, simmetrici contrappunti di sequencers, armoniosi flussi di synths e vocals melodiosamente risoluti, "Army Of Impostors" rappresenta il documento che attesta in modo eloquente ed inappuntabile la supremazia degli Stars Crusaders, una band lanciata a velocità ipersonica nelle più alte dimensioni dell'Universo electro.

Le migliori tracce di "Army Of Impostors", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Army Of Impostors" : il drum-programming ed il sequencer tratteggiano lineari sezioni midtempo scandite dalla voce cadenzata di Yeda Furyan, mentre le coinvolgenti eufonie delle tastiere abbelliscono questa futurepop / synthpop song che oltrepassa trionfalmente anche gli standard qualitativi più esigenti nel suo genere. Piacere tecnologico garantito al cento per cento.

- "Army Of Impostors (Egoprisme Version)" : il registro originale della traccia è complessivamente trasfigurato attraverso oscure bass lines di sequencing, schematiche sincronie midtempo di drum-machine, alienante tastierismo, elettrici riff di chitarra ed un ombroso cantato, tutto ciò fino al raggiungimento del refrain, nel quale la luminosità delle tastiere e, parzialmente, della voce, prevalgono sulle precedenti arie marcatamente darkwaving / electrowave / synthpop.

Conclusioni:


Avveniristici soundscapes, danzabilità clubby, melodismi 'very catchy' e liriche di grande attualità, costituiscono questa superba release, mediante la quale gli Stars Crusaders anticipano le avvincenti modulazioni proposte nel prossimo full-lenght. Esecuzione sonora di alto modernismo, "Army Of Impostors" renderà un'esperienza memorabile l'ascolto di ogni sua traccia, incrementando ulteriormente nell'auditore l'ammirazione per questa valida, talentuosa band. Lo specchio del tempo presente ed il concetto del futuro entrambi musicalmente interpretati: la Crociata tra le stelle continua.

* T *

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The Violent Youth ‎– "Distant" - by Maxymox 2019

FOTO  Virtuoso power duo russo-tedesco, sviluppatosi nel 2014 dall'originario solo-act del 2013 Arthur Tsymbal, chiamato esattamente come il nome del protagonista suo fondatore ed attuale leader della band. Durante il suo sviluppo artistico, il progetto ha mutato radicalmente la propria line-up, presentandosi attualmente con il seguente schema: Arthur Tsymbal ( vox / songwriting / lyrics / synths / programming ) ed Egor Ivakhnenko ( synths / guitar / musics ) , dal 2017 membro del progetto. La biografia dei The Violent Youth documenta infatti trascorse ed effimere cooperazioni con altri musicisti, i quali per un breve periodo hanno fatto parte dell'ensemble, come nella realizzazione del debut EP "Loud" ( 2014 / self-produced ) , nei cui credits si menzionano i nomi di Maxim Mehanikov ( guitar / music ) , Eugene Kukareko ( guitar / music ) , Daniil Shif ( keyboards / music ) e Arthur Matskevich ( drums ) . Il successivo rinnovamento della formazione avvenuta nel 2015, disponeva uno schieramento completamente trasformato, con Arthur Tsymbal sempre nel ruolo del front man, affiancato da Pete Fedichev ( guitar ) e da Pavel Lyakhnovich ( bass ) . La discografia dei The Violent Youth enumera ad oggi tredici creazioni, incominciando dal citato digital Extended Play "Loud", proseguendo quindi con i digital singles "Universe" ( 2015 / self-released ) , "The Dead of Night - prod. by Pulse 80 ​/ ​E​. ​Delta" - ( 2015 / self-released ) , "Through The Night" ( 2016 / self-released ) , "Pure" ( 2016 / self-released ) , "Pure - Radiomix​ / ​Z​.​H​.​E​.​Remix" - ( 2016 / self released ) , "Pure - E​.​ Delta Remix" - ( 2016 / self-released ) , il digital full-lenght "Discotheque" ( 2016 / self released ) , seguito dai digital singles "So They Say ​/​ Shine" ( 2017 / self-released ) , "Fade Away" ( 2017 / self-released ) , "Rabota - My Life Is My Job" - ( 2018 / self-released ) e "Space" ( 2019 / Young And Cold Records ) . "Distant" ( 2019 / Young And Cold Records ) è il nuovo album limited edition dei The Violent Youth, ora analizzato da Vox Empirea; mixato dal sound engineer e producer Daniel Hallhuber ( Der Lustige Kerl / G.B.S. / Nacht Analyse / Tränen Der Sehnsucht ) - assieme a Marcel Leidenroth fondatori della label tedesca Young And Cold Records - questa release evidenzia un considerevole avanzamento qualitativo delle musiche, oltre ad una percepibile trasformazione dell'originario cliché. Ispirato fin dalle sue origini ai 'big' mainstream ed underground dalla musica 80's, il sound dei The Violent Youth, inizialmente orientato verso elementi synthpop / dreampop / synthwave / indie-rock, con testi concettualmente intrecciati all'amore, al divertimento ed al pericolo, ha variato quasi radicalmente le propie caratteristiche dopo il secondo album "Discotheque", oscurando gradualmente la strumentalità, rendendo sempre più malinconici sia le timbriche vocali che le liriche, fino al raggiungimento delle odierne architetture synthpop / new wave / indie pop di "Distant", nelle cui dieci tracce si percepisce un vibrante flusso di sentimenti depressi. I testi parlano di dolore, di politica, di conflitti interiori, di bugie e, naturalmente, di amore, ma con una spiccata tendenza alla nostalgia ed ai tormenti scaturiti nel presente e nel passato di Arthur ed Egor. La musicalità del full-lenght diffonde modulazioni elettroniche / waving poco più che minimali, abbellite da armoniose sezioni di synths, ritmate da essenziali linee di drum-programming midtempo / downtempo, decorate da atmosferici groove di chitarra e da forme di canto semplici quanto espressive, alte quanto profonde, sempre in grado di catturare attraverso una forza emozionale sotterranea.

Le migliori tracce di "Distant", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Lies", ombreggiata dal mood rattristato dei vocals, questa synthpop / new wave song predispone staccate cadenze midtempo di drum-machine, pads oscuri e tenui luminescenze tastieristiche, in un coinvolgente insieme di cupa introspezione e melodia decadente.

- "Rabota", disponibile sul web anche nel formato video ufficiale, questa traccia combina la tensione del post-punk, nervosismo synth-waver e testi pronunciati in lingua russa amaramente disillusi, sfiduciati. Scattante drumming midtempo-uptempo, regolari pulsazioni di basso ed incisivi inserti tastieristici sorreggono un canto irrequieto. La fotografia sonico-realistica di una generazione frustrata, delusa dalla quotidianità.

- "Blame", vocalmente intensa, malinconica ed incantevole nella sua livrea new wave / synthpop, la song è una successione di armoniose replicazioni di sequencing, drum-beats midtempo, simmetriche punteggiature di basso e romantico tastierismo, tra cui si innalzano ardenti e passionali le intonazioni del vocalist. Un episodio di rara bellezza sonora, davvero significativo, memorabile.

Conclusioni:


Nessuna sovrastruttura, nessuna esuberanza, solo onestà di intenti e proiezioni mentali dai recessi più sensibili dell'anima. The Violent Youth riescono con soprendente efficacia a trasfondere la loro coscienza direttamente in quella dell'ascoltatore, formando con egli un unico, indiscindibile corpo. L'interplay tra la comunicatività del canto ed il suggestivo registro delle musiche, genera un'istintiva, immediata attrazione che si rinnoverà ogni qualvolta sentirete l'esigenza di riascoltare questo album. "Distant" vi sarà sempre vicino.

* V *

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Vesperal - "Wasteland" - by Maxymox 2019

FOTO Ensemble francese fondata nel 2016, quella dei Vesperal è nata dalla sinergica coordinazione artistica tra una compagine di arpisti, i cui nomi, per volontà degli stessi protagonisti, non possono essere svelati; tra le poche notizie biografiche riguardanti questo progetto, sappiamo che alcuni dei suoi membri fecero parte della band post punk / new wave / shoegaze transalpina chiamata Holy Machine. Ispirato fin dal primo album dallo slogan 'la Distruzione conduce alla Creazione', il suono dei Vesperal è stilisticamente collocabile in un trasversale contesto dark-neofolk / apocalyptic folk / post-punk / cold wave, concettualmente predisposto per evocare nell'ascoltatore la consapevolezza dell'inarrestabile trasformazione tecnologica che sta cambiando la realtà del vivere umano, la quale tuttavia, dietro un'effimera facciata di vantaggioso progresso, annienta sistematicamente ciò che resta della nostra originaria purezza e veridicità. Estremamente interessante sotto ogni punto di vista contenutistico, la discografia della band elenca ad oggi le seguenti tre releases: il debut album "Conqueror Of Emptiness" ( 2017 / Le Recours aux Forêts ) , il digital-single" Conqueror Of Emptiness B​-​Side" ( 2018 / Le Recours aux Forêts) ed il nuovo album "Wasteland" ( 2019 / Steelwork Maschine ) ora analizzato da Vox Empirea. Le musiche formulate dai Vesperal sono caratterizzate anche in questo full-lenght innanzitutto da un'intensa, penetrante componente emotiva, una forza sonora che oltrepassa infinitamente la semplice astrazione dell''ascoltare', un richiamo appassionato, quasi spirituale, potente, al quale non possiamo opporci. Nelle dodici songs della tracklist si percepiscono sonanze colme di malinconico fascino, composte attraverso classicismi neofolkish tendenzialmente orientati verso una svolta più modernista ed esclusiva, incentrati soprattutto sull'atmosferica, introduttiva combinazione tra lentezza ritmica, armoniosi arpeggi di corde acustiche, estese dissolvenze tastieristiche e vocals suggestivamente profondi, oscuri, elementi alternati in alcuni episodi da eufonie completate nel loro sviluppo da un chitarrismo elettricamente post-punker / shoegazing e da misurati dosaggi di sampling: ogni traccia della release è sottoposta all'annullamento quasi totale di tecnicismi elettronici, a vantaggio dell'enfatizzazione di una musicalità essenziale, contemplativa, priva di sovrastrutture, concentrata esclusivamente nell'obiettivo di sprigionare tutta la sua energia seduttiva che sfiora sempre il sublime. Modulazioni visionarie e significativo simbolismo si imprimono indelebilmente nella memoria, formando un diorama sonico di incalcolabile valore. Una delle esperienze neofolker-sensoriali più totalizzanti che avrete mai vissuto.

Le migliori tracce di "Wasteland", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Wasteland" : chitarre arpeggiate con placidità, evanescenze tastieristiche ed un elegiaco vocalismo, riverberano catarticamente, epiche, diffondendo nello spazio policromie incorporee leggere come l'aria. La limpidezza delle corde e l'oscuro registro del canto emanano armomiosi chiaroscuri e grooves nostalgici che sommergono l'auditore, trasportandolo psichicamente in dimensioni inesplorate, soprannaturali. In questa song straordinariamente incantevole predomimina un neofolk-appeal in grado di magnetizzare per sempre ogni istante con il suo melodismo crepuscolare, arcano. Quantificare tanta bellezza è umanamente impossibile.

- "Crawl And Suffocate" : gli accordi chitarristici scorrono fluidi, distensivi, mentre vocals tenebrosi si articolano tra le foschie generate dai lontani echi shoegazing e dai contrappunti di una seconda sezione di chitarra elettrica, tutto ciò fino al raggiungimento di un più accelerato trionfo di corde e di immateriali estensioni tastieristiche. Pura magnificenza neofolker.

- "Can You Hear The Ghosts?" : soundscapes dark-neofolk circondati da una quieta, malinconica solennità, eseguiti mediante morbidi accordi di chitarra, austeri sottofondi di tastiera, sistematico drumming downtempo e da un canto adombrato, sonorità sopra le quali aleggia un alone di mistero. Yes. Now we can hear the ghosts.

Conclusioni:


Colto, prospettivamente ineccepibile e mistico, il sound-system dei Vesperal rappresenta l'evoluzione del tradizionale schema 'folk noir'. La cupezza del cantato e le catturanti strategie strumentali si plasmano in un ininterrotto flusso di sensazioni introspettive che rimarranno impresse nell'anima. Nessuna lode superlativa, nemmeno mille ulteriori espressioni di elogio, sapranno mai descrivere pienamente la bellezza intrinseca e la capacità emozionale di "Wasteland". Questo album è più prezioso di un fiore apparso improvvisamente sul suolo di una terra desolata.

Recensioni 2019 ita
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