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Amber Teaser - "Human Ritual" - by Maxymox 2020

FOTO Amber Teaser è un virtuoso electro-project italiano fondato nel 2018, la cui line-up è composta da Mimmo Modeo ( vox ) , Antonio Iacca ( synth / programming ) e Teo De Cillis ( synth / programming ) . Ognuno dei tre membri discende da un universo sonico totalmente differente da quello impersonato nell'attuale band: infatti, Antonio ha fatto parte della punk-metal ensemble The Sovran, Mimmo ha militato nella formazione rock chiamata Forks ed in quella alt-rock / funk / psychedelic Bellalingua, mentre Teo ha suonato sia nei menzionati Forks, che nel technical death / thrash metal set Cosmic Heresy. Gli Amber Teaser nascono con l'intento di diffondere un sound che esprima musicalmente in prevalenza il dualismo tra gli aspetti 'tecnici' ed emozionali che caratterizzano Taranto, la città industriale da cui provengono: essi definiscono il loro stile 'industrialpop', ovvero una bilanciata, elegantissima combinazione di synthpop / new wave / krautrock ed italo-disco, elementi aggregati a loro volta a minimali formule post-Kraftwerk. Ne conseguono songs elettronicamente armoniose, spesso ballabili, colme di richiami 80's, talvolta inasprite da sonorità più ruvide, alienanti, in un insieme di ritmiche midtempo / downtempo, simmetrie di sequencing, elettriche distorsioni chitarristiche, melodiose estensioni di tastiere ed un vocalismo limpido, intelligibile, episodicamente malinconico ed oscuro, sempre catturante nelle sue affascinanti intonazioni. Identicamente al sound-system, anche i testi delle songs trattano tematismi contrastanti ma direttamente connessi alla sensibile dimensione umana, contrapposta a quella fredda e speculativa delle fabbriche: drammi esistenziali, visionarietà tormenti interiori e disillusione si intrecciano quindi in una musicalità synthpopish / waver di grande effetto. Il debut-album "Human Ritual" ( 2019 / ScentAir Records ) rappresenta ad oggi la prima ed unica pubblicazione discografica della band; composta da nove tracce - tra le quali la versione 'Hal-O-Ween Mix' della song "Dancing In A Restaurant" remixata dalla piattaforma synthpop / futurepop / EBM tedesca Nova-Spes - la release esteriorizza tutto il talento di una band radicata nel tempo presente ma contemporaneamente discepola dell'indimenticabile decade 80's, meritevole di essere considerata una tra le più interessanti, nuove realtà dell'intera scena underground europea nel suo specifico genere, soprattutto per aver saputo conferire alla propria musica un'indelebile impronta di autenticità, di raffinata decadenza e di comunicatività. Gloriosamente Amber Teaser.

Le migliori tracce di "Human Ritual", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Go Out From This Chaos" : gli estetismi strumentali 'very-waving' / post-punk / synthpop della solenne fase introduttiva preannunciano una song intensamente atmosferica, composta attraverso linee midtempo di drum-programming sincronizzate con i tratteggi del sequencer, sulle quali si innalzano i suggestivi flussi delle tastiere, un eufonico chitarrismo New Order-oriented e vocals colmi di amarezza. Ballabilità, liriche significative ed un irresistibile fascino 80's verticalizzano sonanze di grande effetto tra le quali perdersi, fuggendo dalla confusione per abbandonarsi alla lunga, solitaria contemplazione di un orizzonte rosso fuoco.

- "Here" : disponibile anche in formato video, questo episodio new wave / synthpop è punteggiato armoniosamente dalle fredde luminescenze dei synths e del sequencer, elettrificato dagli stranianti riff della chitarra, ritmato dalle metronomiche cadenze midtempo del drumming e reso ulteriormente avvincente dall'umbratile cantato del vocalist colmo di estatica nostalgia, alle cui strofe si affiancano i seducenti contrappunti della guest-singer Sarah Caprino. Performance di una purezza disarmante. Memorabile.

- "Dancing In A Restaurant" : dalla sapiente interazione tra cromatismi new wave / synthpop ed italo-disco scaturisce una traccia immediatamente assimilabile, congegnata con sentimentalismo ed eccellente percezione della bellezza sonora. Gli armoniosi grooves delle tastiere proiettano note che incantano, mentre il romantico vocalismo del singer - abbellito da quello altrettanto suadente di Sarah Caprino - unitamente alle scansioni midtempo del drum-programming ed alle simmetriche pulsazioni del sequencer, propagano arie vellutate, dolcemente ballabili, permeate di suprema grazia.

- "Human Ritual" : le orchestrazioni elettroniche / wavish / synthpop di questo capitolo rendono omaggio alle più illustri reminescenze 80's, trasportando la fantasia in un Eden sonico da sorvolare con meditativa lentezza e partecipazione. Le due fasi della traccia dispongono inizialmente un canto malinconico attraversato da lunghi pads e da una minimale, sezionata percussività downtempo, la medesima che nel secondo ciclo della song disegna un'essenziale concatenazione di intermittenze, sulle quali fluttuano enfaticamente altisonanti coperture di tastiere, pattern sequenziati, accordi 'heavenly' ed impulsi telegrafici, in un trionfo di sinfonico, industriale tecnologismo.

Conclusioni:


Nell'album di esordio dei newcomers Amber Teaser convergono schemi musicali di egregia pregevolezza, nei quali si denotano intuizioni degne di un'inventiva altamente ispirata. I concetti tematici, le alchimie soniche e la vocalità di questa release sono prodigiose, sottili energie in grado di coinvolgere l'ascoltatore durante ogni singolo atto della tracklist. "Human Ritual" è una creazione mentalmente penetrante, eseguita ampliando la capacità di 'suonare le emozioni', arte della quale la band dimostra un'estrema conoscenza. Full-lenght da possedere senza indugi. Nemmeno con tutta l'immaginazione ci saremmo aspettati tanto splendore.

* A *

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Agregat - "Left Behind" single - by Maxymox 2020

FOTO Il norvegese Eirik Askerøi ( vox / guitars / synths / programming / recording / production ) ed il tedesco Kyrre Tromm Lindvig - aka 'Tromm' - ( vox / drums /synths / programming / co-producer ) sono i creatori del duo-act Agregat, fondato nel 2003, perfezionato nel corso degli anni ed oggi sinonimo di una perfetta interazione artistica. Entrambi appassionati delle scene alternative synthpop / new wave / post-punk degli 80's e dei loro maggiori esponenti, i due protagonisti, dopo un'iniziale fase di adattamento, decisero in comune accordo di istituire un disegno sonoro che traesse ispirazione dalle reminescenze di quella indimenticabile decade, ma che possedesse nel contempo una propria autentica identità attraverso la quale diffondere uno stile musicale tecnologicamente avanzato, comunicativo, spiccatamente melodico e fortemente attrattivo. La line-up degli Agregat ha integrato nel corso del tempo i seguenti musicisti esterni, i quali collaborano occasionalmente come live performers: Sigrun Gomnæs ( drums / maletKat ) - componente della band contemporary music norvegese Pinquins - Kristoffer Carlsen ( drums ) , Oyvind Mjelve Strandem ( additional keyboards / noises ) e Andreas 'Ljudkarl' Moe ( sound engineer ) , ancora presente negli Agregat nel ruolo di responsabile del mixaggio e nella predisposizione delle luci nei numerosi concerti. Eclettici e notevolmente intraprendenti, l'abile chitarrista Eirik con l'eccellente percussionista Tromm provengono da esperienze maturate in differenti progetti norvegesi, nei quali hanno accresciuto una solida professionalità e la precisa conoscenza di ciò che occorre per conquistare il pubblico: infatti Eirik è stato componente della band jazz / pop chiamata Falleba ed è presente sia nella children music platform nota con il nome Pling che nella band afrobeat / reggae / pop-soul Queendom, mentre Tromm è stato il batterista della jazz-ensemble Quarter Past. Tuttavia, nonostante spazino separatamente in un ampio range concedendosi lunghe interpause, i due interpreti rispondono sempre fedelmente al richiamo del progetto Agregat, attraverso il quale essi esprimono al massimo il loro talento compositivo in studio ed un coinvolgente contatto con i fans nelle live sessions. Formulata mediante le migliori strumentazioni ed illustrata eloquentemente, la musica Agregat ha raggiunto un elevato livello qualitativo: essa è la combinazione vincente di elementi synthpopish / electro / futurepop / EBM e vagamente waving, suonata con l'intento di trasmettere pienamente all'ascoltatore il senso del melodismo avanguardistico e della danza, intrattenendolo ininterrottamente dal primo istante delle songs fino alla fine, mediante sonorità post-Depeche Mode / post-New Order, post-Kraftwerk limpide, fresche, essenziali, costituite da ritmiche midtempo, simmentriche linee di sequencing, armonioso tastierismo, decorativi contrappunti di chitarra e da vocals catturanti intonati con estrema chiarezza; questi sono connotati che caratterizzano l'intero repertorio discografico del power-duo, il quale menziona cronologicamente il debut album "Agregat Salutes You" ( 2009 / Jejune Productions ) , seguito dapprima dal remix degli Agregat in versione 'Perversion For Profit Mix By Agregat' di "Red Rain", song del duo EBM / industrial norvegese Kant Kino, inclusa nell'antologia "We Are Kant Kino : You Are Too" ( 2010 / Alfa Matrix ) e più tardi dal mitico singolo "The Runners" ( 2018 / self-released ) - masterizzato dal mastermind Morgan Nicolaysen e mixato dal sound engineer svedese Stefan Sundström - succeduto dal singolo "Funkhaus" ( 2019 / self-released ) - masterizzato da Morgan Nicolaysen e mixato dal musicista IDM / techno / downtempo Knut Petter Sævik - concludendo la lista delle releases con un'importante partecipazione nella compilation "Neonautics V​​.​​03" ( 2019 / SkyQode ) con "The Runners" ed infine con questo nuovo singolo "Left Behind" ( 2020 / self-released ) ora recensito da Vox Empirea. I testi degli Agregat, colti, metaforici e spesso attuali, analizzano in modo astratto o realistico gli aspetti interiori dell'esistenza, i comportamenti individuali e la sfera socio-politica globale, trattando parallelamente anche riferimenti a tematismi romanzeschi, i cui significati vengono tramutati in strofe colme di vivido simbolismo. La traccia "Left Behind", anticipatrice del prossimo, atteso album, è la sostanza distillata, evoluta e più che mai efficace di ciò che si potrebbe definire ragionevolmente l''Agregat sound': essa propaga splendide sonanze synthpop / futurepop / new wave / electro nelle quali si percepiscono indirettamente lontane memorie 80's, ciò attraverso scattanti, ballabili cadenze midtempo di drum-programming, precise sezioni di sequencer, luminosi abbellimenti tastieristici ed un cantato irresistibilmente melodico, trascinante. Valutazione 10 su 10 da ogni punto di vista: la sinergia Eirik / Tromm possiede la capacità di convertire ogni singola nota in un trionfo di piacere d'ascolto.

Conclusioni:


Atmosfere moderniste, danzabile dinamismo, strumentalità elettronicamente eufonica ed eleganza vocale, sono le super credenziali di "Left Behind", una song intelligente e rappresentativa che conferma ancora una volta l'elevatezza musicalmente superiore di questo duo. Le strutture della traccia, sapientemente tecnologizzate, codificano un sound-system che riassume in sè il distintivo registro di un progetto in progressiva crescita, lanciato sempre più velocemente verso il suo definitivo, meritato successo. Eccezionali, come solo pochi artisti sanno essere. We love Agregat, we follow Agregat, we believe in Agregat.

* E *

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Egoist - "Breaking Moment" - by Maxymox 2020

FOTO Proveniente dalla Polonia, terra dalla quale discendono molti tra i migliori nomi europei della scena industrial electronics, il D.J. e remixer Kuba Wlo interpreta dal 2002 il solo-act Egoist. Da sempre appassionato alla musica in ogni sua espressione, dal post-punk alla classica, il protagonista percepì fin dall'adolescenza una spiccata predilezione per il suono avanguardistico elettronico, passione sviluppata successivamente nel corso degli anni attraverso vari esperimenti individuali, influenzato dalle sconfinate potenzialità dei computers e da quelle di nuove ultra-avanzate apparecchiature. Libero dalle convenzioni descrittive e refrattario ai cliché, l'artista manifesta una speciale abilità nel convertire le proprie emozioni ed i propri istinti in vibranti sonanze, iniettando nella sua musica alti dosaggi di ingegnosa originalità, intrecciando progrediti schemi strumentali midtempo, ritmati da una sofisticata percussività di drum-programming, tratteggiata da pulsanti segmenti di sequencer e da profonde bass-lines, vocalizzando forme di canto androidi, aspramente distorte, rese suggestive da polarizzanti melodie tastieristiche e decorate dai massicci inserti del vox-sampling. Le sonorità di Egoist sono circoscrivibili in un disegno definito 'biomechanical electro industrial' nel quale, secondo i differenti episodi delle title-tracks, si distinguono principalmente la ballabile risolutezza dell'Electronic Body Music dei canadesi Front Line Assembly, le eteree sospensioni dell'ambient e la complessità strutturale dell'IDM, tutto ciò in un coinvolgente insieme di ricercatezza sonica ispirata dalla concettuale simbiosi fra umani e tecnologia che caratterizza la sottocultura cyber. La discografia del solo-venture menziona unicamente la fase demo di "Breaking Moment" ( 2004 / self-release ) , evolutasi oggi nell'album "Breaking Moment" ( 2020 / Aliens Production ) ora recensito da Vox Empirea. Il progetto Egoist è inoltre l'artefice di apprezzate esibizioni dal vivo, durante le quali è supportato da tre artisti appartenenti al panorama elettronico alternativo polacco, quali Wojtek - aka Król / kr-lik - fondatore della electro-industrial band Controlled Collapse, Marek Smolski - aka Smola - del duo electro-darkwave Monstergod ed il il musicista / D.J. / produttore Tomasz Krawiec - aka TomTylor - . Masterizzato da Anatoly Tokee Grinberg ( Massaith / UDPWNF ) , il full-lenght è un'accurata selezione di tracce inedite composte tra il 2004 ed il 2010, le quali inglobano significati di paura, di tristezza e di rabbia, esaltando l'avversione di Kuba Wlo nei confronti dell'Umanità in generale ed i suo disappunto verso la desolante realtà del mondo post-moderno. Release visionaria ed ancora estremamente attuale, "Breaking Moment" dimostra come un musicista riesca a combinare in modo così funzionale reminescenze elettroniche appartenenti al passato e frequenze emancipate, proiettandole attraverso una configurazione di modulazioni che oltrepassano la barriera spazio-tempo. Questa è la perfetta fusione di tre elementi: la materiale fisicità umana, il dinamismo psichico e la fredda logica delle macchine.

Le migliori tracce di "Breaking Moment", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Century Of Sorrow" : l'incedere midtempo del drum-programming scansiona ballabili grooves, mentre il canto robotico pronuncia strofe arcane che si librano nell'aria, armonizzandosi con le atmosferiche melodie dei synths ed i micro-frammenti diffusi dal sequencer, in una EBM / cyber / electro / industrial song ricolma di fascino siderale.

- "Automate" : razionale drumming midtempo, simmetriche intermittenze sequenziate, vocals iper-processati, essenziali, avvolgenti pads e vox-sampling, edificano questa traccia EBM / electro / cyber / industrial dalla musicalità trascinante, in grado di generare nella fantasia paesaggi urbani coperti da detriti radioattivi, oscurati da plumbei cieli, pervasi da venti post-nucleari e popolati da creature artificiali.

- "Whishlist" : le propulsioni del drum-programming e le punteggiature del sequencer elaborano secchi beats midtempo, sincronizzati con l'interplay tra il cantato espresso sottoforma di una gelida emissione di frasi filtrate, il telegrafico vox-sampling e con le catturanti eufonie dei synths, particolarmente ferventi negli accordi del refrain strumentale. Avvincente ed evocativo episodio EBM / electro / cyber / industrial, un affresco futuristico dipinto con colori inquietanti.

Conclusioni:


Orientamento hi-tech e retrospettive oldschool originano lo spettro sonoro multidimensionale di Kuba Wlo, contrassegnato da bilanciate quote di intellettualismo, astrazione, futurologia ed istintintività. Il solo-project è l'organismo emittente e l'ascoltatore è la sezione ricevente: i segnali criptici di "Breaking Moment" sono codificati immediatamente dal sistema neurale, irradiando di energia ogni sezione del corpo predisposta al movimento dance. L'immensità circostante cambia aspetto e sostanza, trasformandosi in un'unità di trasmissione, un potente ripetitore attraverso cui Egoist diffonde la sua musica. In questo album c'è un intero mondo parallelo da esplorare: settate i parametri dei vostri sensi alla massima intensità.

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Finkseye - "Ecocide" - by Maxymox 2020

FOTO Fondato nel 1996 dallo svedese Henrik Fink Nilsson, il solo-act Finkseye ha sviluppato meglio di molti altri nomi nel suo genere uno stile contraddistinto da una forte individualità, risultato delle svariate direzioni intraprese dal protagonista in oltre due decenni musicalmente proficui. Autodefinendosi 'A sonic landscape artist', Henrik esordì ibridando inizialmente sonorità 90's techno / acid-house / electro-industrial, ispirandosi al dinamico sampling del duo inglese The KLF ed alla geniale scuola tecnologica dei canadesi Front Line Assembly - integrando recentemente le connotazioni industrial metal degli statunitensi Nine Inch Nails e la cupezza elettronica dei britannici Massive Attack - incrociando nel contempo per puro divertimento digressioni heavy metal e, tempi più tardi, formando un duo EBM chiamato Struma. Ma è nel progetto Finkseye che l'artista concentra tutte le sue riflessioni interiori, trasformandole in autentica inventiva, stimolato da una moltitudine di concrete accezioni riguardanti il mondo circostante, come la religione, i conflitti bellici e l'inclinazione distruttiva dell'Uomo, esplorando anche fantasiosi aspetti provenienti dalla filmografia sci-fi. Ne risulta un sound sinteticamente oscuro, ballabile, coinvolgente, affinato gradualmente nel corso degli anni fino al raggiungimento dell'attuale melodismo nel quale si combinano elementi dark-electro / darkwave / EBM / industrial. L'intera evoluzione musicale di Finkseye è illustrata nella sua ampia discografia costituita quasi esclusivamente da self-releases, molte delle quali pubblicate in very limited edition e quì elencate cronologicamente: "A Sample Too Much" ( 2001 / album / self-release ) , "Portatone Madness" ( 2002 / album / self-release ) , "Skeletons Uncovered - Compilation" ( 2002 / self-release ) , "Unique" ( 2002 / album / self-release ) , "Music & Forms" ( 2002 / EP / self-release ) , "Patterns" ( 2002 / album / self-release ) , "A Descent Into Analogue Space" ( 2003 / album / self-release ) , "Moviescapes" ( 2009 / album / self-release ) , "Corroded Hopes" ( 2014 / album / self-release ) , "Deadweight" ( 2016 / album / Razgrom Music ) , "You Reap What You Sow" ( 2016 / EP / self-release ) , "Shut It Down" ( 2018 / EP / self-release ) , "Under A Godless Sky" ( 2018 / album / self-release ) , "Bad Luck Baby" ( 2018 / EP / self-release ) , "Bad Luck Baby (The Forgotten Remixes)" , ( 2018 / single / self-release ) , "Jon-fest 4.0" ( 2019 / EP / self-release ) ed infine "Ecocide" ( 2020 / album / Razgrom Music ) ora recensito da Vox Empirea. Il nuovo full-lenght, articolato in undici episodi incluse due bonus-tracks, diffonde un suono caratterizzato da classiche formule dark-electro / darkwaving / EBM / industrial, rielaborate nel particolare, introspettivo concetto di Finkseye e, soprattutto nei quattro temi interamente strumentali, impreziositi da contrappunti synthpop. Inoltre, tutte le tracce più attempate e considerate 'easy' appartenenti al repertorio di Finkseye sono pubblicate attraverso un nickname speculare denominato Ventil. L'album "Ecocide", a suo modo 'presagistico', è concettualmente influenzato dagli avvenimenti principali che stanno irrimediabilmente disintegrando la società umana, come l'innata belligeranza, virulenze ed il degrado della Natura, ma anche dalle significative esperienze personali che hanno segnato la vita di Henrik. Le songs della tracklist sono strutturate attraverso squadrature ritmiche midtempo / downtempo di drum-programming e sequencer, da ombrose armonie di tastiere e da un canto tagliente, fascinosamente tenebroso, scandito con razionale geometrismo e pronunciato mediante tonalità profonde, oppure poco più che sussurrate, tutto ciò in un atmosferico insieme di modulazioni in grado di trascinare l'ascoltatore in una dimensione sensoriale intensamente realistica e spietata, nella quale egli potrà consapevolizzare gli sconvolgenti danni subiti dall'ecosistema planetario, il deterioramento di una società colpevole e l'urgenza di cambiamento che l'umanità ancora troppo inconsapevolmente ignora, allontanandosi poi dai dilemmi mondiali per avvicinarsi alla sfera emozionale, condividendo i tormenti interiori ed i ricordi presenti nell'anima dell'artista. "Ecocide" è un'indagine coerente della condizione globale: essa conferma la lucida percezione di Finkseye riguardo i drammi esistenziali dei nostri tempi, rappresentando un documento fondamentale da aggiungere con orgoglio alla vostra collezione. L'eclissi del mondo osservata attraverso un'evocativa prospettiva sonora.

Le migliori tracce di "Ecocide", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Shadow Of A Gun" : la drum-machine cadenza pesanti battiti downtempo, sistematicamente intercalati al luccichìo del sequencing, mentre il synth propaga melodie depresse, solenni, perfettamente armonizzate con la tristezza dei vocals, in una dark-electro / industrial / darkwave song che renderà unici i vostri momenti di solitaria contemplazione. La traccia è inoltre proposta come bonus-track remixata in versione 'post-Depeche Mode oriented' dal synthpopish duo svedese Erotic Elk. Sarete doppiamente estasiati.

- "Unreality" : ballabilità e fascino tecnologico costituiscono le prerogative di questo capitolo dark-electro / EBM, ritmato mediante simmetrici patterns midtempo processati dalla sinergia drum-programming / sequencer, circondati da catturanti melodie di tastiere e da un vocalismo rigidamente oscuro, penetrante. Oltrepasserete il limite di ciò che considerate concreto.

- "The Day The World Went Away" : scritta dall'eclettico musicista / remixer / produttore americano Michael Trent Reznor, la song predispone un suggestivo percorso dark-electro / industrial / darkwave, composto attraverso lente scansioni downtempo di drum-programming, lineari tratteggi sequenziati, circolari eufonie du synth traboccanti di mestizia e da intonazioni vocali colorate di nero assoluto. Fotografia profetica e desolata dei tempi correnti.

Conclusioni:


Finkseye si distanzia dall'ordinario specialismo tecnologico seguendo percorsi sostazialmente fuori dagli schemi, improntati su un'interpretazione esclusiva della cultura electro. Il sound di "Ecocide" è assieme il grido sofferto, accusatorio e non ascoltato del Pianeta, 'ucciso' ogni giorno dall'indifferenza e dall'insensatezza umana, ma anche il veritiero riflesso della nostra interiorità inespressa. La release richiama scenari presenti e futuri dominati dall'annientamento terreno e dal decadimento mentale-spirituale della nostra specie, sensibilizzando la ragione, l'impellente esigenza di una radicale transizione di pensiero collettivo che non avviene e forse non avverrà mai. Un album coerente, significativo, di straordinario valore, specchio dell'oggi e prefigurazione del domani che ci attende. Musica da scoltare immaginando le sconvolte generazioni prossime venture.

* H *

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HA[A]RP - "Political Crime" single - by Maxymox 2020

FOTO Tutte le informazioni biografiche e discografiche riguardanti questo duo-venture tedesco sono disponibili all'interno del report sul debut-EP "Destroyer" ( 2019 / Sonic-X ) , pubblicato nella sezione recensioni del 2019 di Vox Empirea. Incoraggiati dall'ottimo successo riscosso con l'Extended Play, Frank Kittelmann ( vox / programming / keyboards ) e Jan Iwanow ( backings / programming / keyboards ) ritornano sulla scena dopo un anno di affinamento delle strategie, presentando oggi orgogliosamente ai fans il loro nuovo singolo "Political Crime" ( 2020 / Sonic X ) . La release, costituita da tre tracce, manifesta ancora una volta tutta l'abilità dei due protagonisti nel saper unire sonorità catturanti e testi significativi, assolutamente realistici, capaci di descrivere il degrado che contraddistingue l'attuale classe politica globale e gli errori da essa commessi, intrecciando questa accezione con una visione prospetticamente 'folle' del mondo e con le sensazioni scaturite dalle personali esperienze vissute nella quotidianità dai due artisti. Lo stile degli HA[A]RP riscontrabile in questa song recupera in larga parte le strepitose sonorità ascoltate nel precedente EP, ulteriormente avanzate ed incisive; "Political Crime" è una combinazione di melodici, decifrabili elementi synthpopish / electro / new wave, nei quali si percepiscono chiaramente la professionale destrezza tecnica della strumentalità e la verve espressiva delle liriche. I tre episodi della tracklist espongono formuazioni che conquisteranno gli estimatori delle armonie tecnologiche semplici e ballabili, eseguite attraverso un terso vocalismo, drumming midtempo simmetricamente scandito, lineari contrappunti di sequencing ed incantevoli flussi di synths. Performance notevole che eleva il progetto HA[A]RP ad uno dei più autorevoli del panorama electro europeo: è attrazione fatale al primo ascolto!


- "Political Crime ( Club Chapter )" : visualizzabile sul web anche in formato video, la traccia è scandita da precisi grooves midtempo di drum-programming e cantata con tonalità nitide, le quali lasciano trasparire l'insofferenza verso l'ipocrisia dell'élite politica, tutto ciò abbellito dai melodiosi tratteggi del sequencer e dalle limpide eufonie delle tastiere.

- "Political Crime ( Pure Clear Thoughts Mix )" : metricamente più dilatata, la song è gradevolmente arrangiata attraverso l'incremento del vocal-sampling, suggestive estensioni di synths e raffinati complementi elettronici. L'elaborazione delle sue strutture incrementa l'avvenenza dell'originario melodismo, rendendolo atmosferico e sofisticato.

- "Political Crime ( Wutklang Remix )" : remixata dal musicista electro / sound-engineer / produttore tedesco Thomas Steuer ( Adversus / Age Of Heaven / Arts Of Erebus ) - aka Wutklang - la traccia si trasforma in un efficace dancefloor, grazie all'aumento della solidità degli schemi delle tastiere, all'aggiunta di elettrici riffs di chitarra ed alla trascinante, aggressiva intensità del canto. Splendida!.

Conclusioni:


Il firmamento della musica elettronica aggiunge un nuovo astro alla sua costellazione: il perfetto equilibrio tra piacevoli modulazioni sintetiche e personalità vocale, stabilisce un climax synthpopish ad alta funzionalità, ricomo di immediatezza d'ascolto. La single-release illustra esaustivamente il processo evolutivo di Frank e Jan, due ingegnosi esploratori del tecnologismo sonico in possesso di notevoli risorse creative ed alla costante ricerca della meritata, definitiva affermazione. "Political Crime" promette successivi, interessanti sviluppi nella carriera del duo: il futuro degli HA[A]RP sarà davvero radioso.

* H *

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Human Vault - "Self Rust" - by Maxymox 2020

FOTO Originario dell'Ungheria ed attualmente operativo a New York, Gyorgy Turoczy - aka Mortum Exabyss - è dal 1997 l'ideatore, la mente e l'anima dell'one-man act Human Vault. Particolarmente incline verso ricercate, inesplorate ed intime interpretazioni del suono elettronico, il protagonista possiede oggi numerose conoscenze dell'astrazione musicale tecnologica, intraprese oltre due decenni fa utilizzando inizialmente un semplice registratore a quattro tracce e sviluppate esponenzialmente durante gli anni mediante l'acquisizione di strumentazioni sempre più sofisticate, la fondazione della self label Exabyss Records, unitamente ad una serie di costruttive esperienze solistiche e di collaborazioni esterne, sia ungheresi che americane, nelle quali l'artista partecipa secondo le circostanze nei ruoli di vocalist, sounds-effects player e sampling maker, provvedendo all'editing, al mixing ed alla masterizzazione. I contributi di Gyorgy sono presenti internamente i seguenti progetti: nel disegno EBM / electro/ industrial / trance di Gazdag István chiamato First Aid 4 Souls, con Vinnui Balazs Varga in tre differenti piattaforme, quella dark-ambient / drone / industrial Voidmorf, in quella industrial / experimental / EBM Nadragea ed in quella industrial / experimental / electro / minimal oMx, nella poliedrica ensemble abstract / dark-ambient / noise / industrial / power electronics The Insect Worship Collective, nel progetto old-school dark electro / EBM / industrial di Andor Csontos Willful Deception ed in quello dark-ambient / drone / field recordings / industrial noise Odour Sonour. Menzionabile è inoltre la registrazione di alcune interessanti split-releases con il musicista industrial / dark-ambient / power electronics / drone Von Cogwell. Particolarmente significative sono anche le due identità parallele di Gyorgy Turoczy interpretate come solo-acts, quali la creatura dark-death ambient / drone / industrial / rhythmic noise Stone Wired e quella electro / techno / industrial / IDM / breakbeat / EBM End-Tek. Per la sua eccezionale multiformità il sound-system composto da Human Vault - costituito sia da tracce interamente strumentali che da altre vocalizzate - non può assolutamente essere collocato in un range definito: esso è il risultato di bilanciate, trasversali e sperimentali combinazioni di stili old-school ed avanguardistici progressivamente evoluti, nei quali si distingue l'essenzialità strutturale e la psichedelica non 'non-melodia' della minimal techno, l'abrasivo automatismo dell'industrial, il cerebralismo artificiale ed i virtuosismi ritmici dell'Intelligent Dance Music, lo schema distopico della dark-electro, il contemplativo utopismo dell'abstract music e l'atmosfera fantasy del dungeon-synth. Consistente e ben distribuita nel tempo, la discografia di Human Vault enumera i titoli quì elencati: lo split "Nadragea Versus HOG" ( 1999 / self-release ) , la three-tracks release "Fuck Symbols Fuck Gods" ( 2002 / self-release ) e quindi gli albums "Pagan Propaganda" ( 2005 / self-release ) , "Mutilated Dreams" ( 2007 / self-release ) , "Where Gods Die" ( 2008 / Exabyss Records ) , "Omnium Humanity" ( 2009 / Exabyss Records ) , "Tears Of The Quiet Ones" ( 2011 / Exabyss Records ) , "Existence Means Nothing" ( 2014 / Exabyss Records ) , "As The Beggars" ( 2015 / Exabyss Records ) ed "Holt Minta" ( 2016 / self-release ) pubblicato nel medesimo anno come EP ed in formato 'deluxe edition album', seguiti dall'Extended Play su cassetta limited edition "DataSect" ( 2017 / self-release ) , dall'album su cassetta limited edition "For All Your Religions" ( 2017 / self-release ) , dall'EP su cassetta very limited edition "It Is War Again" ( 2019 / self-release ) , dagli albums "Primordial" ( 2019 / self-release ) ed "The Immortality Craft" ( 2019 / Exabyss Records ) , proseguendo con il Maxi-single "This Hate" ( 2020 / Exabyss Records ) , il digital EP disponibile anche su cassetta "Devastated" ( 2020 / Exabyss Records ) ed infine con "Self Rust", edito in due separate trasposizioni, nella versione promozionale abbreviata su tape-EP ( 2020 / Exabyss Records ) ed in quella completa su album ( 2020 / Aliens Production ) ora recensito da Vox Empirea. La variante di "Self Rust" su EP include sei tracce - due di esse più estese che nel full-lenght, il quale ne contiene nove - mixate e masterizzate con metodi analogici specificamente riservati per la versione su cassetta. Meritevole di interesse è anche la successione delle self-produced compilations di Human Vault, quali "The Last Soul - Demo 1997 / 1999" ( 2014 / Exabyss Records ) , "More Flesh More Pain - Demo 1998 / 2000" ( 2014 / Exabyss Records ) , "The Fault / The Total Collection" ( 2015 / Exabyss Records ) , "With None To See" ( 2017 / self-release ) , "Tears Of Her Mortification" ( 2018 / Exabyss Records ) , "Mortification - 2013 / 2017" ( 2018 / self-release ) , "The Defeat Of Creation - 1999 / 2015" ( 2019 / self-release ) e "The Box" ( 2019 / Exabyss Records ) , concludendo con l'edizione sperimentale reissued / remastered di "Holt Minta" intitolata "Dead Pattern RE-EX". Appassionato di scienza occulta e di metafilosofia, Gyorgy esprime idealisticamente mediante Human Vault l'odio primordiale che si nutre della coscienza e l'energia spirituale umana soggiogata ed annientata dalla collera, trasformando i flussi dei pensieri in configurazioni elettroniche colme di tensione emotiva, di atmosferica oscurità e di sconvolgente immaginazione, manipolando le frequenze non solo come unica propagazione di oscillazioni vibrazionali generate dalle apparecchiature, ma come esse fossero pura e viva materia psichica. L'album "Self Rust" esplica un forte dominio sulla mente dell'ascoltatore, diffondendo un'alienante, corrosiva musicalità, nella quale spiccano multiarticolate ritmiche midtempo / downtempo di drum-programming, micro-frammenti sequenziati, emissioni di cenere sintetica, vocals aspri cupamente pronunciati, rumorismo industrial ed abissali melodismi di tastiere. Un altro fotogramma sonoro dell'Apocalisse che verrà.

Le migliori tracce di "Self Rust", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Defragmented" : voluminosa percussività midtempo, intermittenti pulsazioni di sequencing ed oppressive estensioni di synths simili a vapore congelato, caratterizzanno questa electro / industrial / EBM strumentale dalle sonanze potenti, evocanti paesaggi post-nucleari visibili attraverso dense nubi di radioisotopi.

- "Self Rust" : cadenze midtempo di drum-machine ed asimmetriche traiettorie sequencer frazionano meccanicamente il ritmo, mentre vocals minacciosamente sibilati aggrediscono e torturano atonali pads, tutto ciò in una dark-electro / industrial / EBM song in grado di suscitare intense sensazioni di inquietudine.

- "Time Leaks" : futuristico e mesmerizzante, lo schema integralmente strumentale della traccia propaga un'elaborata successione di frattali percussivi downtempo intrecciati ai lunghi accordi dei synths riprodotti sottoforma di evanescenze cosmiche e fredde dilatazioni, punteggiate da cicli di looping noises che richiamano quelli di un video game. Straordinariamente catturante.

Conclusioni:


Armonie ipno-inducenti, intelligenti contrappunti percussivi 'braindance' e caustiche distorsioni vocali, rendono "Self Rust" un documento di ragguardevole entità nell'intero panorama tecnologico underground contemporaneo. Dai foschi bagliori electro-industrial dell'album si innalzano suoni degradati, tossici, talvolta agghiaccianti e sempre suggestivi, i quali contestualizzano la musica di Human Vault in una dimensione contemporaneamente incubotica ed affascinante. Il vostro processo di auto-ossidazione virtuale è in corso.

* I *

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Iamnoone - "A Primitive Trinitas" - by Maxymox 2020

FOTO Gli italiani Iamnoone sono ragionevolmente descrivibili come un fenomeno dotato di straordinarie risorse compositive, oltre a rappresentare una tra le migliori proposte emergenti della scena alternativa europea. Il duo-act, fondato nel 2018 da Philippe Marlat ( vox / bass VI / synth / guitar ) e Stephan Seth ( bass / piano / backing-vox ) , si distingue per l'autorevolezza della propria impronta sonora, oscura, coinvolgente, risultante da un solido retroterra di esperienze maturate rispettivamente da Philippe attraverso il suo solo-venture gothic rock / darkwave denominato Marlat e da Stephan all'interno della band new wave / post punk italiana Nokeys. Il sodalizio definitivo tra i protagonisti, anticipato da precedenti collaborazioni, nacque spontaneamente in una fase di training tenutasi in occasione di un concerto, periodo durante il quale i due musicisti intuirono la necessità di concretizzare un progetto comune attraverso cui sviluppare uno stile che valorizzasse pienamente le capacità esecutive di entrambi e nel contempo diffondesse in modo intelligibile, plasmandole in un unico registro, le intuizioni, le sensazioni ed ogni altra forma di creatività finalizzata verso l'efficacia di un sound il più possibile autentico, comunicativo. Nella musica degli Iamnoone convergono molteplici significati, terreni e trascendentali, ognuno di essi analizzato attraverso un'indagine profondamente introspettiva ed illustrato sottoforma di note crepuscolari, impreziosite da testi colti, spazianti dalla materialità alla spiritualità, dalla metafisica alla filosofia, dai dilemmi esistenziali agli aspetti primordiali insiti nell'Uomo. Le attuali sonanze del duo, costituite da un raffinato calligrafismo di ascendenza cold wave / darkwave / occult wave / post punk e caratterizzate da una perfetta coordinazione tra strumentalità e vocalismo, si trasformano in vibrazioni che inducono alla concentrazione, trasportando l'ascoltatore nei recessi più insondabili della sua psiche attraverso armonie 'mind expanding' di chitarra e tastiera, combinate con l'oscura, malinconica intensità del cantato, con le lineari sezioni midtempo della congiuntura drum-programming / sequencer, con le circolari intermittenze del basso e con romantici contrappunti pianistici. La discografia ufficiale degli Iamnoone menziona inizialmente l'Extended Play "Dvplex" ( 2019 / self-released ) , seguito dal digital single "Mantis / Moonspell" ( 2020 / Cold Transmission Music ) e dal debut-album "A Primitive Trinitas" ( 2020 / Cold Transmission Music ) ora recensito da Vox Empirea. Come suggerisce sottilmente il titolo stesso dell full-lenght, la tracklist, costituita da dieci songs, è suddivisa in due capitoli concettualmente opposti: le prime cinque tracce della fase "Primitive" dedicano infatti i loro tematismi alla condizione ancestrale ed ai relativi drammi interiori, mentre le seconde cinque di "Trinitas" scrutano a loro volta accezioni legate alla trascendenza. Tuttavia, nonostante la radicale differenza tra l'istintività atavica appartenente al ciclo di "Primitive" e l'astrattismo mistico appartenente a "Trinitas", intercorre una stretta connessione che unisce queste due sfere: le primarie origini elementari e carnali vengono indagate, riformulate e successivamente scorporate della loro fisicità, quindi collocate in una prospettiva dimensionalmente più complessa ed evoluta che ne modifica infine l'interpretazione. Musica visionaria, intimista, composta attraverso orchestrazioni in grado di sedurre l'immaginazione, conducendola in un buio ed a tratti incubotico corridoio sonoro, all'interno del quale sarà impossibile distinguere i sogni dalla realtà. Dopo l'ascolto di questa release vi convincerete che la congiunzione tangibile, effettiva tra materialismo e surrealismo non è più un'utopia.

Le migliori tracce di "A Primitive Trinitas", scelte per voi da Vox Empirea:



- "A Fading Memory" : drum-programming / sequencer in simmetrica modalità midtempo, suggestive estensioni tastieristiche, sistematici arpeggi di chitarra e regolari patterns di basso, formano il basamento strumentale su cui riverberano vocals pronunciati mediante affascinanti tonalità color ebano. Antichi ricordi che sembravano dimenticati vengono ora evocati dagli abissi dell'inconscio, canalizzati lentamente dai sensi fino alla superficie della consapevolezza, tutto ciò in questa cold wave / darkwave / post punk song estremamente atmosferica, polarizzante.

- "Hopeless" : le scattanti sincronie midtempo del drumming ed i tratteggi del sequencer propagano una ballabile percussività, mentre gli ornamenti chitarristici, l'alienante nostalgia del cantato, la marziale coralità e le brumose coperture del synth, perturbano il suono, rendendolo spettrale, notturno. Il gelido tocco della cold wave sinergizza con la tenebrosità elettronica della darkwave e con le psicotiche inflessioni del post punk, raffigurando metaforicamente il torpido, compiaciuto annientamento dell'Uomo. Destabilizzante.

- "Stillborn" : Il melodismo prevalentemente darkwaving / cold wave della traccia è sublimato da un planning vocale-tastieristico di grande efficacia, in grado di proiettare immagini chimeriche sullo schermo della fantasia. Il componimento dona una nuova vita ai sogni infranti, ciò attraverso un canto vellutatamente sillabato, infinitamente malinconico, sorretto dall'eufonico sodalizio tra tastiera, chitarra e basso sul quale volteggiano decadenti note di piano. Accordi ricolmi di passione e strofe emblematiche fanno sprofondare l'ascoltatore in un oceano emozionale. Traccia memorabile. Impossibile definirla diversamente.

- "Mantis" : song cold wave / darkwave / post-punk gravitante attorno l'universo delle relazioni e della sessualità. Il suo svolgimento avviene attraverso snelle scansioni di drum-machine e sequencing cadenzano ritmiche midtempo dancing-oriented, a sostegno della nobile configurazione vocale circondata di nostalgia, sulla quale scorrono replicate scale di chitarra, estatici pads tastieristici, circolari cadenze di basso ed aggraziate punteggiature di piano. Contemplerete incantati l'eleganza canora e l'armoniosa cupezza di questo episodio dal potere mesmerizzante.

Conclusioni:


Il carisma oscuro delle musiche incontra il prezioso valore contenutistico delle liriche, originando una meravigliosa coreografia sonica che conquisterà istantaneamente ogni cultore del genere. Le eccellenti prerogative rivelate in questo album dagli Iamnoone travalicano l'ordinario; le modulazioni, strutturate impeccabilmente, aprono varchi di immensità, rendendo invisibile il confine che separa l'illusione dall'oggettività. "A Primitive Trinitas" è un generatore di riflessioni, l'esplorazione dell'interiorità osservata attraverso un'ottica mentalmente progredita, l'amplesso silente tra la carne e l'elevatezza dell'ésprit. Ogni nota, ogni parola di questo album meritano di essere ricordate per sempre.

* I *

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Iamtheshadow - "Pitchblack" - by Maxymox 2020

FOTO Tutte le informazioni biografiche e discografiche riguardanti la band portoghese sono incluse nell'ampio report riservato all'album "Embracing The Fall" ( 2018 / North Shadows Records ) visualizzabile nella webpage recensioni dell'anno 2018 di Vox Empirea. Pedro Code ( vox / guitar / synths / programming ) , Vitor J. Moreira ( synths ) ed Herr G ( bass ) ritornano proponendo un nuovo full-lenght caratterizzato, come tutte le precedenti releases, da contenuti concettuali e sonori di proporzioni qualitativamente eccelse. Ricolmo di finezza strumentale e di passionali estetismi vocali, l'album "Pitchblack" ( 2020 / Cold Transmission Music ) rilancia trionfalmente la tipica ed esclusiva forma compositiva degli Iamtheshadow, definibile come 'early-Clan Of Xymox oriented', ristrutturandola sensibilmente attraverso intuizioni più evolute, sofisticate ed ed efficaci, costituendo nel contempo un importante avanzamento stilistico verso la definitiva collocazione del progetto tra i nomi più rappresentativi dell'intero panorama darkwave / electro-wave / gothic / post-punk internazionale. Le liriche delle dodici songs della tracklist inglobano l'autentica sostanza degli Iamtheshadow: esse scrutano senza tregua paure abissali, desideri soffocati, parole inespresse e pensieri segreti, stimolando la ricerca della verità in noi stessi come accettazione consapevole dei nostri pregi e delle nostre imperfezioni, autoanalizzando l'inconscio liberandosi dall'effimera finzione delle maschere indossate per circostanza, al fine di raggiungere la visione integralmente nuda della nostra essenza, di ciò che realmente siamo. I testi inoltre parlano malinconicamente di amore, di rimpianto, dell'imperscrutabile fascino della tristezza, di perdita, traendo ispirazione dalle astrazioni di rimatori come Fernando Pessoa, Mário de Sá Carneiro, Rilke e di molti poeti appartenenti alla scena oscura tedesca. Le strutture delle tracce - costruite mediante processi analogici - conservano inalterata l'impronta distintiva della band, rivelando formulazioni maggiormente progredite rispetto le precedenti releases, grazie ad un ampio utilizzo di arrangiamenti elettronici e textures strumentali più articolate; il sound-system di "Pitchblack" diffonde l'inconfondibile, lineare e spesso ballabile drumming degli Iamtheshadow prevalentemente midtempo - con due episodi downtempo - combinato con simmetrici tratteggi di sequencer, languide partiture di chitarra elettrica, regolari pulsazioni di basso, atmosferiche melodie tastieristiche e vocals tenebrosamente nostalgici, sofferti, cantati con tonalità profonde, tutto ciò in una musicalità colma di spleen e di decadente romanticismo. Il full-lenght è ulteriormente impreziosito dalla partecipazione di eminenti guest vocalists attivi nel settore alternativo ai quali sono affidate le sezioni di canto in tre differenti songs: essi sono l'italiano Diego Merletto proveniente dal progetto electro / darkwave / synthpop The Frozen Autumn, la musicista estone Kadri Sammel, conousciuta con il suo solo-act darkwave / synthpop / IDM / techno chiamato Bedless Bones ed infine l'artista olandese Yvette Winkler, membro del duo alternative-rock / new wave Vaselyne. Vibranti suggestioni, cupi bagliori, sentimenti addolorati, tormento esistenziale, amore perduto e mesta disillusione, vi faranno sprofondare nell'oscurità, facendovi percepire in vero significato del 'buio dentro'. Gli Iamtheshadow hanno creato un album altamente introspettivo e di straordinaria intensità emozionale nel quale sarete protagonisti assoluti.

Le migliori tracce di "Pitchblack", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Pitchblack" : secondo singolo insieme al successivo "Always" ed entrambi disponibili sul web in formato video, questo brano diffonde sonorità electro-wave / darkwave / post-punk di grande espressività, ritmate dalle cadenze midtempo del drum-programming, sulle quali predomina il canto penetrante, carismatico di Pedro, avvolto da caldi pads di tastiere, ornato da lievi contrappunti di chitarra e suddiviso da continui tocchi di basso.

- "Higher Than The Soul" : meccanicamente frazionata dalla percussività midtempo della drum-machine e punteggiata dalle argentee sottolineature del sequencing, la traccia predispone uno schema electro-wave / darkwaving / gothic / post-punk fortemente attrattivo, edificato attraverso ballabili replicazioni midtempo di drum-programming / sequencer, rettilinee oscillazioni di basso, affascinanti melodie di synths ed armoniose scale di chitarra, tutto ciò circondato da un canto oscuro, potente, in grado di evocare la più lacerante malinconia.

- "Shivers" : i grooves midtempo della sinergia drum-programming / sequencer scandiscono il ritmo con geometrica precisione, mentre le vocalizzazioni del singer si addentrano nei recessi dell'anima generando un climax electro-wave / darkwave / post-punk colmo di declino e di ardente afflizione, abbellito dai morbidi accordi della tastiera, dalle evanescenti congiunture della chitarra e dalle intermittenze del basso. La sensazione del ghiaccio sulla pelle.

- "Rise" : il canto divino di Yvette Winkler duetta armoniosamente con quello di Pedro, propagando dalla fase introduttiva al finale della song arie contemplative, traboccanti di desolazione, di solitudine, di turbamento, di sogni infranti, sublimate da fusioni vocali di rara bellezza e da eleganti concordanze strumentali, tutto ciò in un contesto electro-wave / darkwave / sad-synthpopish vivacizzato da metronomiche battute midtempo di drum-programming, adombrato dagli estesi pads della tastiera, decorato dai melodici segmenti della chitarra e fortificato dagli impulsi del basso. Traccia semplicemente superba. Sarà come vagare meditabondi all'interno di un uggioso paesaggio autunnale.

Conclusioni:


L'inscindibilità tra il sentimentalismo depresso e la melodia ombrosa degli Iamtheshadow trova nel nuovo album la sua massima espressione, ciò attraverso un calligrafismo esecutivo squisitamente nobile ed innovativo. Le armonie ed i testi di "Pitchblack" sono preziose elegie da trasfondere e conservare nell'interiorità, riflettendo su di esse ogni qualvolta affiori la necessità di isolarsi dal mondo circostante per dedicare a noi stessi intimi momenti di autoanalisi. Chi saprà comprendere pienamente la grandezza e la bellezza di questa release conoscerà come trattenerla nello spirito dove essa dimorerà all'infinito. Musica seducente come una carezza ricevuta al buio.

* I *

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Ish - "Second Line" - by Maxymox 2020

FOTO Igor Senigla, musicista elettronico slovacco e proprietario della self-label ISH Home Studio, iniziò la sua carriera impersonando nel 2006 il solo-act dark ambient / industrial / experimental chiamato Ambiguous, tuttora attivo, attraverso il quale egli riflette il suo lato più sentimentalmente oscuro, introspettivo, in netta contrapposizione con l'esigenza di esternare quella luminosità intrinseca fin'ora rimasta inespressa nel protagonista e con l'urgenza di differenziare la concezione dei suoni, desiderio esaudito con la fondazione nel 2008 del progetto unitario Ish. Le opere del solo-venture inglobano la complessità ritmica dell'Intelligent Dance Music, le suggestive atmosfere dell'ambient, sofisticate sperimentazioni elettroniche e melodismo cinematico, tutto ciò racchiuso in strutture totalmente strumentali caratterizzate da una progredita ricercatezza. Le releases pubblicate da Ish ufficializzano attualmente i seguenti titoli: il debut-album "Inward Grip" ( 2009 / self-release / 2014 / Aliens Production ) , succeduto dai full-lenghts "Resonance Level" ( 2012 / Aliens Production ) e "Structures Of Mind" ( 2017 / Aliens Production ) , la cui diretta estensione di quest'ultimo è costituita da questa bonus-release "Second Line" ( 2020 / Aliens Production ) masterizzata dall'artista russo Anatoly Tokee Grinberg ( aka Massaith / UDPWNF ) ed ora recensita da Vox Empirea; il nuovo album include sei tracce inedite estrapolate dal repertorio passato, delle quali alcune suonate dall'artista durante le live sessions. Le sensazioni immediatamente percepibili dal primo ascolto sono di straordinaria preziosità ed eleganza, ciò grazie alla sapiente combinazione di incantevoli melodismi di synths, uniti a voluminose espansioni ambient-oriented, intricati schemi downtempo di drum-programming / sequencer e micro-noises elettronici, la cui sinergia è in grado di far volare l'immaginazione verso orizzonti surreali ed imperscrutabili. Musica evoluta, ipnoticamente mistica, quella di "Second Line" amplia i processi psichici, espandendo la capacità individuale di immergersi in una prospettiva dimensionalmente astratta e coinvolgente. Ascoltare questo suono è pura magia elettronica per molti, interiorizzarlo è un privilegio per eletti.

Le migliori tracce di "Second Line", scelte per voi da Vox Empirea::



- "Silent Dust" : pads eterei ed essenziali punteggiature sequenziate diffondono configurazioni sonore colme di armonioso futurismo, mentre le precise cadenze downtempo del drumming frazionano meccanicamente le melodie, in questa IDM / ambient song affascinante come una visione celestiale.

- "Broken Light (Brain Processing Part One)" : un lungo percorso di nebbiose estensioni tastieristiche introduce eufonie che si diffondono eteree, quasi impalpabili, composte mediante flussi di accordi riverberati, cicli downtempo di drum-machine, sottili tratteggi di sequencer, una femminea coralità esoticheggiante, clicks sintetici, minimali note di piano e fosche saturazioni elettroniche. Traccia IDM / ambient perfettamente adatta per diventare la colonna sonora di un viaggio astrale.

Conclusioni:


L'avanguardismo che caratterizza Igor Senigla è eccezionale, superato solo dalla sua rara capacità di tramutare le vibrazioni dei pensieri in armonie avveniristiche. L'album antologizza ed esalta il tipico stile tecnologicamente avanzato di Ish costituendo un paragrafo fondamentale nella discografia di questo moderno 'sound-designer', il quale scolpisce la musica direttamente nell'anima dell'ascoltatore. Trentacinque minuti sorvolando spazi infiniti, contemplando estasiati la suprema grazia di "Second Line".

* L *

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Last Influence Of Brain - "Insomnicons" - by Maxymox 2020

FOTO Ensemble slovacca fondata nel 1999 dagli stessi membri della celebre ed ancora attiva band Samhain nata nel 1996, ciò con la specifica intenzione di creare una piattaforma alternativa a quella principale, differenziando le introverse tendenze electro / industrial / dark-ambient dei Samhain dall'esigenza di una musicalità più dinamica ed aperta alle masse, obiettivo raggiunto attraverso l'orientamento oldschool Electronic Body Music dei Last Influence Of Brain, la cui line-up, composta da Solo ( vox / musics ) , Blazena ( drums / sampling ) , Lubomir V ( guitar ) - recentemente reclutato nella band - e Bop ( musics / mixing ) - quest'ultimo subentrato nei Samhain nel 1997 rimpiazzando l'uscente Peter Blazko - riuscì ad unificare in un nuovo, inedito progetto tutte le prerogative che da sempre caratterizzano lo spirito compositivo di tutti i membri, ovvero l'alchemica originalità degli arrangiamenti, un comprensibile cerebralismo nei testi, un'interpretazione polarizzante dell'oscurità ed un'espressione maggiormente aggressiva nei suoni. Oltre vent'anni costantemente dedicati al perfezionamento di un avanzato sviluppo di tecnologico alla ricerca di strategie musicali sempre più specifiche, hanno consentito ai Last Influence Of Brain di essere accolti con successo nei concerti - spettacolari e supportati da suggestive proiezioni video - di distinguersi nettamente nella scena electro globale e di collaborare produttivamente con nomi appartenenti all'underground Est-europeo, come il duo EBM / industrial slovacco Kneel In Front Of The Executioner - aka K.I.F.O.T.H. - e di consolidare infine il proprio stile in un antidogmatico range EBM / dark-electro / industrial, incentrando le tematiche dei testi soprattutto sul declino dell'Umanità e sui quotidiani condizionamenti esercitati sulla mente dagli stimoli esterni che ne determinano la chiusura. Nonostante l'apertura verso una platea di ascoltatori potenzialmente più vasta, i Last Influence Of Brain non hanno mai ceduto ai compromessi del mainstream, conservando invariabilmente nelle musiche quella distintiva impronta di alta classe che li ha resi esclusivi in ogni loro espressione artistica. La discografia ufficiale della band è costituita ad oggi dai seguenti albums: "Illusions And Reality" ( 2004 / Black Flames Records ) , "Inner Wars" ( 2007 / Vendetta Music ) , "Two Faces" ( 2009 / Aliens Production ) ed il nuovo "Insomnicons" ( 2020 / Aliens Production ) ora recensito da Vox Empirea. Masterizzato dal music producer/ engineer / composer canadese Ken 'Hiwatt' Marshall e concettualmente ispirato alla dimensione irreale percepibile durante lo stato intermedio tra sonno e veglia, il full-lenght esplora gli aspetti misteriosi dell'inconscio, cercando di stabilire idealmente il confine tra pragmatismo ed illusorietà, evidenziando l'astrattismo cognitivo della transizione dal presente al passato, interrogandosi se ciò rappresenti l'esigenza di una fuga immaginaria dallo sfacelo del mondo circostante, oppure se questa temporanea dissociazione tra oggettività e fantasia simboleggi in noi il dualismo evoluzione-devoluzione. I pensieri e le visioni semi-oniriche vengono convogliate in uno spazio eterotopico bidimensionale, dove il suono elettronico dei Last Influence Of Brain penetra fino ai substrati encefalici, illuminandoli nel profondo con la sua luce rivelatrice e subliminale. L'album "Insomnicons" include dodici tracce dal temperamento minaccioso, ritmate da forme percussive midtempo-downtempo, vocalizzate da un canto dalle tonalità aspramente rabbiose e corrose dai filtraggi, tutto ciò interamente circondato da complesse, impure emissioni di micro-effetti elettronici, vibranti riff di chitarra, da torrenziali flussi di sampling, massicce profusioni di sequencing e dal tossico, oscuro melodismo dei synths. Release da assalto frontale, altamente progredita e catturante: ogni song è in grado di commutare l'energia delle musiche in un' imperativa esortazione alla danza, fortificata dalle significative liriche scritte dal freelancer slovacco Vlado Filipko, autore anche dell'artwork. Release maestosa, incisiva, colma di potenza, tormento ed ingegno, nella quale le tradizionali dottrine EBM / industrial si combinano ad un intelligente modernismo. Album consigliato a tutti gli estimatori del tecnologismo sonoro di livello superiore.

Le migliori tracce di "Insomnicons", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Invasion Introverted" : episodio dark-electro / EBM / industrial di impenetrabile durezza, eseguito attraverso trascinanti forcing vocali, schematici drum-beats midtempo, circolarità sequenziata, essenziali armonie di tastiere ed alienanti perturbazioni sintetiche. Un inno martellante che infervorerà ad ogni ascolto.

- "Hypnosphere" : inquieta ed elegantemente sofisticata, questa traccia dark-electro / industrial / EBM trasmette le identiche impressioni di un viaggio tra i tortuosi meandri di un incubo: il canto inflessibilmente aspro di Solo diffonde un'aura di solenne vigore, mentre le futuribili estensioni dei synths propagano avanguardistiche melodie e le regolari cadenze midtempo del binomio drumming-sequencing scandiscono il ritmo con meccanica precisione tra i perfidi sussurri e la psicotica disperazione del sampling, tutto ciò in un insieme di phatos vocale e metriche tenebrose. Allucinante.

- "Broken Monster" : metronomici patterns downtempo, voce freddamente collerica, effervescenti tratteggi sequenziati, austere orchestrazioni di synths ed elettriche sezioni di chitarra, conferiscono alla song una marmorea solidità intrecciata ad un fascino perverso. Dark-electro / industrial di soverchiante intensità atmosferica e straordinaria dimostrazione di progresso sonico.

"Twone ( Ken Hiwatt Marshall Remix )" : il protagonista rielabora le intricate trame dark-electro / industrial della versione originale, apportando una maggiore linearità alle strutture e lasciando inalterata la prospettiva oscura della traccia, particolarmente vivida nella fase introduttiva, ciò mediante razionali pulsazioni midtempo di drum-programming, un canto torvo, sibilato e processato dalle macchine, le cui strofe enigmatiche echeggiano tra le punteggiature del sequencer e le inorganiche fluorescenze dei synths.

Conclusioni:


La musica di questa band non è descrivibile attraverso convenzionali definizioni: essa è una poliedrica, trasversale configurazione di modulazioni pianificate per coinvolgere corpo ed intelletto, un'efficace, totalizzante propulsione di frequenze, ritmi e testi che conquistano l'ascolto, stimolando la formulazione di pensieri e sollecitando la danza, sondando nel contempo l'abissale universo dell'interiorità. I contenuti di "Insomnicons" amplificano la reattività neuro-sensitiva individuale, armonizzando la scienza del suono con l'osservazione analitica della mente nelle sue più ignote accezioni, come l'ossessione paranoica del dubbio e l'identificazione di entità semi-umane visualizzate durante il torpore del sonno. Superbo ed irrinunciabile capolavoro di arte electro ed apogeo dell'intero repertorio pubblicato dai Last Influence Of Brain.

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Miseria Ultima - "Graygarden" - by Maxymox 2020

FOTO Ogni dettaglio biografico e discografico riguardante il duo-act finlandese Miseria Ultima è reperibile nel report dell'eccellente debut album "Phosphor" ( 2017 / Advoxya ) pubblicato su Vox Empirea nella sezione recensioni del 2018. Durante questi ultimi tre anni Aleksi Martikainen ( vocals / lyrics ) e Kimmo Huhtala ( synths / programming ) hanno perfezionato ulteriormente il loro personale, multifasico stile dark electro / trance / EBM / industrial / gothic / darkwave, sviluppando prospetticamente le basi sonore del precedente full-lenght attraverso un efficace processo compositivo finalizzato verso schemi tattici ancora più coinvolgenti. L'obiettivo è stato perfettamente raggiunto con le strepitose dieci tracce incluse in "Graygarden" ( 2020 / Advoxya Records ) , album nel quale si evidenziano gli importanti progressi strutturali compiuti dal progetto, artefice di una musicalità tecnologica fortemente dance-oriented abbinata a testi significativi pronunciati attraverso un incisivo, carismatico timbro vocale. Il sound-system pianificato dai Miseria Ultima possiede un elevato potere energizzante, in grado di sollecitare e rendere attiva la sensorialità dell'ascoltatore: l'esuberanza dei battiti midtempo / uptempo del drum-programming, le precise linee sequenziate, il melodismo futuristico dei synths ed il fascino di un canto caratterizzato in ogni episodio da fredde, scandite vocalizzazioni, oppure da aggressive inflessioni harsh, generano turbini di autentico piacere elettronico. Il power-duo converte senza compromessi il suono in puro dinamismo, trascinando l'udito in una dirompente spirale di note talvolta abrasive e velenose, talvolta limpidamente e razionalmente armonizzate, tutto ciò mantenendo sempre un costante, elevatissimo livello di intrattenimento. Questa release interpreta e propone in modo sublime ciò che desidera ogni vero electro-fan, il quale sarà inebriato da un'irresistibile tracklist tecnologicamente evoluta, colma di sonanze incredibilmente catturanti. Un duo strepitoso, talentuosamente superiore e motivato, destinato presto ad eguagliare il prestigio delle bands più illustri appartenenti a questo specifico genere. La nuova release è il glorioso, atteso ritorno sulla scena dei Miseria Ultima, oltre a costituire l'occasione ideale per conoscere ed apprezzare la fenomenale abilità di due protagonisti. Aleksi e Kimmo percorrono con suprema fierezza il loro giardino sonoro, nel quale spiccano i colori primari della loro grandiosa musica, ma anche un'inedita nuance che cambierà per sempre la vostra percezione del colore grigio.

Le migliori tracce di "Graygarden", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Bayonet Of Her Arms" : vocals razionalmente cantati, precise cadenze midtempo di drum-machine, punteggiature di sequencing e melodici contrappunti di synths, creano suggestivi, irresistibili paesaggi dark electro / industrial / EBM darkwave. Il sound della traccia, elegantemente tecnologizzato, è adatto ad inscenare una sinuosa, robotica danza tra androidi.

- "Circuit In The Scars" : formulata mediante avanguardistici estetismi dark electro / industrial, la song diffonde un vocalismo sillabato con meccanica freddezza, sul quale gravitano le pulsazioni midtempo del drumming, i tratteggi del sequencer e le armoniose sezioni delle tastiere. Metronomicamente ballabile, questo capitolo emana flussi di magnetismo sonoro che attraggono con sorprendente rapidità. Interiorizzare questa musica è un'esperienza che rasenta il sublime.

- "Future Imperfect" : pneumatica percussività uptempo, simmetrie sequenziate, sistematici grooves di synth ed un canto alternativamente nitido e rabbioso, si intrecciano in un incandescente contesto dark electro / industrial / EBM da riempipista. Una raccia grandiosa che testerà la vostra resistenza fisica nei dancefloors.

- "Temple Behind The Shades" : smisurati, avvolgenti profluvi di materia elettronica formano la sostanza di questa song dark electro / industrial / EBM / darkwave, circondata da una sottile, oscura aura gothic. Le regolari pulsazioni midtempo del drum-programming sono sincronizzate con il tratteggio del sequencer, mentre le tastiere emettono avvincenti armonie e la voce espone il testo con algida intensità. Impossibile rimanere immobili. Stand up and dance!

Conclusioni:


Mirabile capacità esecutiva, cura dei particolari e precisa conoscenza delle esigenze dell'ascoltatore, sono gli elementi predominanti in possesso dal duo-venture, il quale per la seconda volta dimostra concretamente una notevole efficienza nel saper originare musiche infervoranti, contraddistinte da un temperamento risoluto e comunicativo. L'album "Graygarden" onora la reputazione dei Miseria Ultima, elevandoli ad un ulteriore prestigioso livello e confermandoli tra le realtà più promettenti del panorama electro contemporaneo. Ritmiche altisonanti, vocals soggioganti, melodie entusiasmanti, massima ballabilità, intrattenimento assicurato: ecco ciò che intendiamo per 'non plus ultra sound'.

* M *

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Morbid Fancy ‎- "Sepulchral Serenade" - by Maxymox 2020

FOTO Il cult-duo slovacco Morbid Fancy è ricordato come un'autentica istituzione del trascorso panorama alternativo globale, essendosi affermato per la particolare originalità, l'energia e l'efficacia del suo sound, in una breve carriera artistica concentrata esclusivamente nei primi anni 90's, durante i quali il progetto riuscì a creare attorno a sè prima dello scioglimento una notorietà imperitura, ancora vivida ed intensa tra i più radicali estimatori del genere oldschool EBM. La line-up, formata dal front-man Miki ( vox ) e da Patrick ( keyboards / instruments ) , dimostrò una concreta efficacia nell'ideare musiche sempre eccitanti, ballabili ed allo stesso tempo caratterizzate da una sperimentale combinazione di sonorità Electronic Body Music e dark-industrial, esibite con successo nei concerti e diffuse attraverso un'essenziale discografia limitata a due album pubblicati su cassetta, rispettivamente "Shoe-Nail" ( 1993 / Crewzine ) ed "Increased Tension" ( 1994 / Crewzine ) , oltre alla partecipazione in prestigiose selezioni tra le quali "Elektro-Immolation" ( 1994 / Side-Line ) , "Electrope Vol. II: We Came To Trance" ( 1994 / Electrope ) , "Maschinenwelt Compilation" ( 1995 / Maschinenwelt Records ) e "Collection Of Biologic Waste / Be Infected.." ( 1997 / Aliens Production ) . Dopo un prolungato silenzio, il progetto riemerge dalle profondità del tempo proponendo oggi "Sepulchral Serenade" ( 2020 / Aliens Production ) , una release contenente materiale totalmente inedito registrato nel 1994 presso lo Studio Exponent ed incluso in questo full-lenght mai rivelato, originariamente privo sia di cover che di label, realizzato poco prima della cessazione dell'attività del duo. L'abum, considerabile una vera rarità per collezionisti, è splendidamente rimasterizzato dal mastermind Anatoly Tokee Grinberg ( aka Massaith / Tokee / UDPWNF ) ed impreziosito dal tocco pittorico di Ryby - titolare del leggendario brand Aliens Production - il quale conferisce all'artwork un notevole valore estetico color pastello. Nei quindici episodi della tracklist si possono distinguere immediatamente le tipiche, schematiche sonorità tecnologiche che hanno contraddistinto lo stile dei Morbid Fancy, rese ora più oscure, imperscrutabili, destabilizzanti, convogliate verso una direzione fortemente evocativa. Concepito nel periodo direttamente prossimo all'introduzione dei dispositivi tecnologicamente progrediti che condizionano oggi la nostra esistenza, l'album proietta retrospettive soniche elettronicamente vintage, ma nel contempo avanguardistiche, colme di visionario futurismo e di intuizioni straordinariamente evolute per quell'epoca, preannunciando subliminalmente ciò che decenni più tardi avrebbe scosso l'Umanità. Modulazioni sintetiche tormentate, lugubri e claustrofobiche, trascinano l'ascoltatore in un macrocosmo parallelo nel quale si perderà, ipnotizzato da metronomie percussive midtempo / downtempo di drum-programming, dai simmetrici tratteggi del sequencer, dalla tetra austerità delle tastiere, dal rumorismo sotterraneo e dal fascino sinistro dei vocals, dallo strategico uso del sampling e da un canto pronunciato mediante tonalità aspramente urlate, scandite con freddezza, oppure irrigidite da un'incendiaria tensione. Il minimalismo delle strutture è compensato dalla potente carica atmosferica da esse trasmessa, in grado di materializzare dimensioni incubotiche di fantasmi danzanti e paesaggi desolati apocalitticamente industrial. Album indispensabile per chi cerca l'angolazione inquietante del suono EBM.

Le migliori tracce di "Sepulchral Serenade", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Psychoanalysis 771" : sezionata dagli stacchi downtempo del drum-programming e dagli elementari contrappunti del sequencer, adombrata dall'alienante melodismo del synth e delle bass-lines, la song articola un rigido paradigma EBM / industrial, suscitando irrequietezza ed alterazione percettiva dell'oggettività, sensazioni amplificate dall'astioso vocalismo di Miki, circondato dai torvi fraseggi e dalle elettroniche turbolenze del sampling.

- "Kidnapping" : emotivamente oppressiva, la traccia propaga un sound dark-industrial pesantissimo, ottenebrato come il cielo prima della tempesta, ciò attraverso un frazionato drumming downtempo, perturbate estensioni di synths sulle quali aleggiano foscamente le note di un carillon, scheletrici loops di chitarra ed un canto rauco, abissale. Musica per notti senza luna nè stelle, aspettando l'ignoto.

- "D.A.L.M." : dissonanti frequenze dark-industrial percorrono l'intera lunghezza della song. Il ritmo downtempo, scandito meccanicamente dalla drum-machine e dal sequencer, è un battito torbido, metallico, sincronizzato a passo marziale con ondate di acustiche distorte, eseguite mediante cadenzate ripartizioni di voce aspramente gutturale, un frammento di vecchia fanfara replicata, stridori elettronici e da un loop riverberato di urla soldatesche, tutto ciò intervallato da brevi digressioni di sola voce ed arpeggi di chitarra dal melodismo esasperato. Un delirio sonico che cattura senza concedere alcuna chance di fuga. Psichicamente disturbante.

- "Countenance" : i synths elaborano suggestive armonie e solenni pads, mentre la voce di Miki innalza un canto depresso, amaro come il veleno, simultaneo alla razionale percussività midtempo del drum-programming, tutto ciò in questa traccia nella quale si intrecciano spasmodici elementi EBM / dark-electro / industrial.

Conclusioni.


Impossibile stabilire se l'album "Sepulchral Serenade" rappresenti il preludio del ritorno sulla scena dei Morbid Fancy. Si può tuttavia affermare con certezza che la release costituisce un documento fondamentale attestante quanto sia stata significativa ed ispirata l'epopea del duo-venture. Il full-lenght è un fotogramma sonoro ritraente Miki e Patrik al vertice della loro fase compositiva, intenti ad esplorare con audacia una delle prospettive più enigmatiche del concetto musicale elettronico, anticipando profeticamente eventi che avrebbero colpito la società umana. Lo spettrale sinfonismo delle tastiere, i plumbei clangori industrial, la vocalità perfida ed il glaciale incedere del drumming, sovrastano l'ascoltatore, conducendolo mentalmente in uno spazio sonoro oscuro e terrificante, all'interno del quale la sua immaginazione vagherà smarrita, dilaniata, sconvolta. Realtà o illusione? Uno sguardo al mondo attuale e avrete la risposta.

* M *

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Morbid Fancy ‎- "Increased Tension" - by Maxymox 2020

FOTO Tutte le informazioni biografiche e discografiche riguardanti il duo-venture slovacco sono disponibili nel report sull'album di brani inediti "Sepulchral Serenade" ( 2020 / Aliens Production ) , pubblicato in questa pagina recensioni del 2020. L'effimera ma intensa notorietà del progetto, iniziata e conclusasi negli early 90's, rivive da quest'anno la sua seconda giovinezza, grazie all'emersione di memorabili releases - registrate all'epoca su cassette - rifinite oggi in studio attraverso sofisticati processi di pulizia del suono e quindi diffuse sulla scena con la finalità di rinnovare nuovamente nei fans dei Morbid Fancy le medesime entusiasmanti emozioni di quell'epoca, ma anche di far conoscere all'odierna generazione di estimatori della musica tecnologica modulazioni sorprendentemente contemporanee ed avanguardistiche, nonostante esse siano state concepite oltre venticinque anni fa. Il full-lenght "Increased Tension" ( 1994 / Crewzine - 2020 / Aliens Production ) rievoca con successo quell'icastica combinazione di electro / oldschool EBM / industrial / IDM che ha reso così speciali le sonorità concepite da Miki ( vox ) e da Patrick ( keyboards / instruments ) , proponendo dieci tracce di grande effetto energizzante. Rimasterizzato come consuetudine dal magico tocco di Anatoly Tokee Grinberg ( aka Massaith / Tokee / UDPWNF ) , l'album riflette tutta la forza degli elementi vocali e strumentali che hanno contrassegnato questa emblematica e sempre più seguita diramazione della musica elettronica alternativa, esaltandone sia il suo aspetto più autentico, sia l'aspirazione di progredire attraverso audaci sperimentazioni soniche diametralmente opposte ai consueti canoni che caratterizzavano la maggior parte delle bands di quella decade, ciò senza perdere tuttavia i contatti con i tradizionali concetti dell'Electronic Body Music. I contenuti di "Increased Tension" sono un'infervorante fusione tra dinamismo ritmico midtempo-uptempo di drum-machine, canto aggressivamente incitatore, essenzialità tastieristica e strategico utilizzo del vocal-sampling: ne risultano strutture altamente ballabili e minimali, definibili come "linearmente complesse", nelle quali la rigidità dell'EBM si alterna a sequenze di sofisticati contrappunti tecnologici ed imprevedibili textures. L'inedita alchimia dei due protagonisti è riuscita a coniugare forbitezza e potenza, creando quelle sonanze non-ordinarie ed evolute che fecero dei Morbid Fancy un fenomeno sotterraneo senza paragoni, così unico, irripetibile. Top priority a questa relealizzazione per gli estimatori della musica che sa muovere elettronicamente i loro corpi.

Le migliori tracce di "Increased Tension", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Boozy Girl" : song basata esclusivamente su quattro elementi: la schematica percussività midtempo-uptempo del drum-programming, i sistematici tratteggi del sequencer, la voce caustica di Miki e le provocanti sezioni di female-vox looping. Ne consegue un formidabile episodio EBM / industrial particolarmente indicato per il clubs alternativi, in grado di conquistare l'ascoltatore e di amplificare a dismisura la frenesia della danza.

- "They Are..." : L'asprezza riverberata del canto si intreccia con la razionalità midtempo del connubio drum-machine-sequencer, con l'ossessivo, essenziale melodismo del synth e con le funzionali trasmissioni di vocal-loops, tutto ciò in questa traccia EBM / industrial dal destabilizzante potere ipnotico.

- "Cimexlectuarius" : il drumming processa scattanti squadrature midtempo-uptempo sincronizzate con le circolari replicazioni del sequencer e con i luminosi contrappunti della tastiera, mentre il canto straniante del singer incontra telegrafici interludi di vox-looping. EBM / industrial song ballabile, compatta, irresistibile.

Conclusioni:


L'evergreen sound del duo-act, oltre che stupire per la sua attualità, rappresenta oggi come ieri un modello ispirativo al quale fare ancora riferimento. L'interpretazione trasversale dei principi EBM e la loro soverchiante originalità si concentrano esaustivamente in questo album formulato attraverso intrepide metodiche strumentali ed un'efficace vocalismo. "Increased Tension" è un importante frammento di Storia della musica elettronica underground europea e quindi assolutamente meritevole di essere incluso nella vostra personale collezione. Morbid Fancy still hit hard!

* M *

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My Love Kills - "Imitatio Dei" - by Maxymox 2020

FOTO Una esauriente e particolareggiata descrizione biografica-discografica riguardante questo duo-venture è disponibile all'interno del report sul debut album "Glitch" ( 2019 / ScentAir Records ) , pubblicato su Vox Empirea nella sezione recensioni del 2019. Sebbene i due protagonisti vivano distanziati migliaia di chilometri l'uno dall'altro e non si siano mai incontrati, la sinergia artistica, diventata nel tempo una vera fratellanza, tra lo svedese Fredrik Sigeback ( musics ) ed il francese V.V. Arkames ( vox ) si dimostra ancora proficua, assolutamente non condizionata dalla lontananza, ciò grazie al laborioso interplay di confronti, scambi di materiale sonoro e di pianificazione concretizzato dal progetto esclusivamente via rete. I My Love Kills ritornano sulla scena proponendo il loro secondo spettacolare album intitolato "Imitatio Dei" ( 2020 / ScentAir Records ) , al quale sono tematicamente connessi i tre seguenti complementi: l'EP "Silent Scream" ( 2020 / self-release ) , l'EP "Kingdom Of Lost Souls" ( 2020 / self-release ) e l'antologia limited edition di bonus-tracks inedite "The Third Circle" ( 2020 / self-release ) , comprendente anche songs estrapolate dai due citati EP'S. Il concept che unisce tutte e quattro le pubblicazioni è fortemente influenzato sia da una arcana accezione di origine biblica ispirata al poema allegorico "La Divina Commedia" di Dante Alighieri, in particolare al capitolo "Inferno", sia dai sentimenti di Arkames, trasfigurati in una condizione particolarmente ombrosa, ferita dopo recenti, significative esperienze personali, dalle quali il musicista tenta di liberarsi attraverso il potere sonoro di questa release. "Imitatio Dei" è un doppio album includente diciannove tracce suddivise in due atti denominati rispettivamente come i gironi infernali danteschi, "First Circle" e "Second Circle", mentre "The Third Circle" rappresenta un paragrafo extra riservato esclusivamente ai primi cinquanta acquirenti del full-lenght. Ogni episodio di "Imitatio Dei", come tutti quelli ascoltabili negli altri tre titoli ad esso congiunti, rivela formulazioni elettroniche di rara bellezza e perfezione, risultanti dal progresso tecnologico sempre più evoluto che caratterizza la musica dei My Love Kills. Il sound-system dell'album esprime vividamente il flusso emozionale mediante cui è stato creato, diffondendo la struggente malinconia dei ricordi, il senso di annientamento, l' irreparabile sofferenza interiore e risentimento, aprendo contemporaneamente portali esoterici che traghettano l'immaginazione nelle profondità degli abissi infernali dominati per sempre dal più intenso tormento. Le strutture di "Imitatio Dei" riconfermano la spiccata predisposizione dei My Love Kills verso catturanti e ballabili traiettorie dark-electro / EBM / synthpop / futurepop, in questo frangente ulteriormente oscurate dalla cupezza di testi cantati in inglese e francese mediante tonalità aspre, rabbiose, inflessibili e taglienti, perfettamente armonizzate ad un melodismo strumentale composto attraverso squadrate ritmiche midtempo / downtempo di drum-programming, geometrici tratteggi di sequencing, roboanti bass-lines, sezioni di vocal-sampling, atmosferici pads ed irresistibili eufonie tastieristiche. La combinazione tra dramma ed il tecnologismo del duo-act genera una musicalità dinamicamente suggestiva che trascinerà l'ascoltatore in un surreale baratro di modulazioni dark-oriented, nelle quali egli percepirà con sorpendente naturalezza l'esigenza di muoversi ritmicamente e di arrendersi all'incanto di sonorità così coinvolgenti, rapito nel corpo e nello spirito. Navigherete virtualmente sulle nebbiose acque del fiume Acheronte, trasportati fino alle porte di un regno ultraterreno da due silenziosi, oscuri rematori chiamati My Love Kills; realizzerete tempo dopo che avete percorso lo spazio infinito della vostra stessa coscienza. Un inquietante viaggio sonoro verso l'idefinibile fascino dell'ignoto.

Le migliori tracce di "Imitatio Dei", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Kingdom Of Lost Souls" : meccaniche cadenze midtempo, simmetriche punteggiature di sequencing, vocal-looping e melodiche evanescenze di synths, propagano un sound dark-electro / futurepop di grande attrattività, impreziosito dal canto perfidamente velenifero di Arkames. Condannate alla perpetua disperazione, figure spettrali girovagano smarrite, danzando al ritmo pulsante di questa musica. Camminerete nell'oscurità con esse, calpestando il suolo di terre inesplorate e fiammeggianti.

- "La Voisin" : traccia superba, eseguita attraverso orchestrazioni dark-electro / futurepop / EBM oppresse dai criptici, rancorosi fraseggi del singer, le cui strofe 'harsh' aleggiano tra un frazionato, ballabile drumming midtempo, segmenti sequenziati, vox-sampling, elettrici riffs di chitarra e sinistre melodie d'organo in sottofondo, ciò fino al raggiungimento del meraviglioso refrain, durante il quale il canto e gli accordi dei synths cedono parte della loro tensione, rassenerando il climax e seducendo istantaneamente. Performance gloriosa ed emblema di avanzata cultura electro. Sublime!

- "No Remorse" : il sequencer e la drum-machine processano razionali battute midtempo, mentre i synths proiettano avvolgenti estensioni e la voce intona parole traboccanti di livore, in questa traccia dark-electro / EBM in grado di imporre movimento dance anche a ciò che è inanimato.

- Mad Addiction" : la fase introduttiva della song, costituita da una percussività attenuata, scanditi impulsi di sequencer, torrenziali micro-interferenze e da vocals torvi, si alterna successivamente alla solidità del refrain, nel quale la compattezza del canto si fonde con la maestosità tastiere e con le geometriche ripartizioni del drum-programming, tutto ciò in un contesto dark-electro / EBM da vivere fervidamente dall'inizio alla fine.

- "Wonderland" : la lentezza ritmica della traccia evoca un'oscura solennità, amplificata dalle diafane textures dei synths e da un vocalismo melodicamente depresso, alienante; il drum-programming scansiona battiti downtempo sincronizzati con le tenui suddivisioni del sequencer e le tastiere innalzano voluminosi accordi, ombreggiando le sonanze di questa dark-electro / futurepop / EBM song..

Conclusioni:


I contenuti del full-lenght possono essere interpretati come metafora del parallelismo che intercorre tra l'angosciosa dimensione infernale dantesca ed il dolore esistenziale dei viventi sulla Terra, ma anche il passaggio dalle sponde della dannazione a quelle della speranza, agognando l'ardente desiderio della purificazione dell'anima penitente, rigenerata, ripulita da ogni sua colpa dopo un lungo periodo di patimento e supplizio. Forefront duo di eccezionale talento, i My Love Kills ampliano la prospettiva del suono elettronico alternativo, caricandolo di simbolismo arcano, di energia dance, di sfumature introspettive ed esponendolo con sorprendente eloquenza. L'album "Imitatio Dei", integrato ai due EP's ed all'extra-bonus release menzionati, attesta l'ineccepibile virtuosismo artistico del duo, incrementando esponenzialmente il prestigio del progetto giunto oggi ad un altissimo livello di abilità tecnica nonchè di conoscenza delle più efficaci strategie finalizzate alla conquista carnale e cerebrale dell'ascoltatore. I My Love Kills entrano ufficialmente nella leggenda.

* N *

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Neon Lies - "Loveless Adventures" - by Maxymox 2020

FOTO Descrivere l'articolato profilo artistico del croato Goran Lautar è come viaggiare in una dimensione sonora immaginaria, osservando lo scorrere di paessaggi periodicamente diversi. Il tragitto musicale del performer è sempre stato caratterizzato da una costante autenticità, dal desiderio di sperimentazione, dalla necessità di vivere ogni volta stimoli unici e dall'esigenza inestinguibile di infrangere le fasi statiche, alla ricerca di orizzonti musicali ulteriormente stimolanti che riflettessero la sua inquieta interiorità. Fin dagli esordi della sua carriera, la spiccata predisposizione al cambiamento stimolò fortemente l'intraprendenza di Goran, il quale nel corso del tempo approfondì il 'know how' con le strumentazioni acustiche, viaggiando in tour, perfezionando i vocals e concretizzando quindi le idee militando in bands croate appartenenti a differenti scene: tra il 1997 ed il 2006, spinto dall'interesse verso il garage / punk r'n'r, suonò nei The Babies, militando contemporaneamente tra il 2005 ed il 2011 nell'ensemble garage / punk / lo-fi / minimal chiamata Welcomin' Committee In Flames, istituendo dal 2008 al 2013 la piattaforma solistica garage-punk / rockabilly denominata Dykemann Family. Successivamente il musicista fondò nel 2013 il collettivo punk / post-punk / synth punk / deathrock Modern Delusion, focalizzando parallelamente l'attenzione su valide iniziative estrapolate dall'underground croato, come il particolare assemblaggio-compilation di bands multigenere XXX Tape Sessions creato nel 2014, continuando dal 2014 al 2015 come chitarrista nella celebre band garage-punk / post-punk di Zagabria The Celetoids e quindi nel 2018 con l'edificazione del disegno electronic / synth-techno Lab Personnel. Il solo-act Neon Lies, istituito nel 2015, è invece l'espressione massima di Goran dedicata al suono tecnologico, la forma più rappresentativa nella quale si identifica ed attraverso cui egli esteriorizza le proprie emozioni, le speranze, la visione della vita e tutto ciò che proviene dalla sfera introspettiva. Basato inizialmente sul rumorismo e su registrazioni effettuate mediante apparecchi vintage tape 4-track e tastiere economiche, il suono di questo audace solo-venture si è evoluto solo parzialmente conservando quasi inalterata la sua spettrale essenzialità, nella quale si combinano elementi lo-fi / minimal synth / synth punk / proto-industrial ed un cupo, esclusivo melodismo che Goran definisce come 'bedroom' darkwave. La discografia completa di Neon Lies menziona in ordine: il debut album omonimo su cassetta "Neon Lies" ( 2016 / Cosmic Brood Records ) , il digital EP "Western Death Song" ( 2016 / Balkan Veliki ) , il 7" limited edition "Silenced / Sons And Daughters" ( 2017 / Vinylograph ) , il digital single "Visitors / Ephemeral Meeting" ( 2018 / Detonic Recordings ) , l'album limited edition su cassetta "II" ( Cosmic Brood Records / Black Verb Records ) ed il nuovo full-lenght limited edition "Loveless Adventures" ( 2020 / Wave Tension Records / Cosmic Brood Records / Cut Surface / Black Verb Records ) ora recensito da Vox Empirea, disponibile inoltre sia in formato cassetta limited edition pubblicata dalla label Mental Healing / US, sia in versione CD - nella quale sono presenti tre remixed bonus tracks - edita dai brands Periphylla e Diffuse Reality Records. Degne di segnalazione sono anche le apparizioni di Neon Lies nelle compilations "Synthetic Soundscapes Of Modern Urban Morality / Chapter 2" ( 2017 / Geheimnis Records ) e "Minimum Viable Product" ( 2018 / Detonic Recordings ) . Amicizie nate durante i numerosi concerti estemporanei in Europa ed altre esperienze speciali vissute da Goran negli ultimi due anni, ispirarono i contenuti delle precedenti releases: "Loveless Adventures" recupera concettualmente parte di quei ricordi, i quali sono evocati ed espressi più intensamente che in passato nelle nove songs della tracklist. Il sound system dell'album - registrato su nastro e masterizzato dal musicista e produttore olandese Ruud Lekx ( Lekx / Voice Of The Mute ) - è elettronicamente minimale, costruito mediante ballabili strutture percussive midtempo-uptempo, fitte punteggiature di sequencing, scarne armonie di synths e da un cantato alienante, conciso, disilluso, pronunciato con voce atmosfericamente depressa e riverberata, nella quale è percepibile una sottointesa oscurità. Nonostante l'apparente freddezza, le atmosfere complessive delle musiche sono estremamente comunicative, capaci di materializzare figure incubotiche, inquietudine, malinconia, disagio esistenziale, deludente perdita personale e straniante visionarietà, ma anche entusiasmo e perfino gioia. Molto, molto intrigante.

Le migliori tracce di "Loveless Adventures", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Down" : il drum-programming ed il sequencer diffondono razionalmente impulsi uptempo stimolando la danza, mentre le tastiere estendono lunghi pads ed ossessive melodie, adombrate dal canto vacuo di Goran, tutto ciò in una nervosa, catturante minimal synth / synth punk / darkwaving song, sinonimo di dinamismo, perfetta antitesi dell'immobilità e quindi eblematico riflesso della natura intrinseca di Neon Lies. Spettacolare.

- "Hands" : nostalgicamente decadente, la traccia propaga funzionali sonorità minimal-synthpopish / proto-industrial / darkwave, costruite attraverso snelle cadenze midtempo di drum-machine, lineari tratteggi sequenziati, voluminose armonie di tastiere e vocals malinconici sui quali aleggia una vaga tenebrosità.

- "Alone" : veloce, lisergico, questo episodio minimal-synth / synth-punk / darkwave sprizza un ballabile drumming uptempo ornato dalle fitte punteggiature del sequencer, dai prolungati flussi delle tastiere e da un canto spoglio, oscuramente schematico, nevrastenico, in un insieme di tensione, energia e basico tecnologismo sonoro.

Conclusioni:


Neon Lies possiede tutte le peculiarità per divenire prossimamente un potenziale 'cult-act'. "Loveless Adventures" è la trasmissione diretta dei pensieri di Goran: la release riesce ad interagire efficacemente con con la fantasia dell'ascoltatore, il quale sarà contemporaneamente partecipe delle narrazioni dei testi, divenendo egli stesso il recettore delle turbolente sensazioni scaturite dalle musiche. Il protagonista ha saputo conferire all'album vividi significati ed un eccellente valore sonico. Le emozioni si accendono illusoriamente per un fugace attimo, spegnendosi poi tra vortici tormentati, lasciando come testimonianza del loro passaggio solo una scia di grigie evanescenze che vivranno per sempre in questa originale, affascinante ed a tratti drammatica avventura solitaria senza fine e senza amore.

* O *

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On The Floor - "Breaking Away" - by Maxymox 2020

FOTO Ogni esaustivo dettaglio biografico e discografico riguardante la band tedesca On The Floor è reperibile all'interno del report sull'album "Made Of Scars" ( 2017 / Alice In... / Dark Dimensions ) pubblicato nella sezione recensioni dell'anno 2017 di Vox Empirea. La caparbietà con la quale dalla sua fondazione la band ha sistematicamente ricercato un sound incisivo ed efficace, si è rivelata infine trionfale. La line-up, composta da Helge Jungmann ( vox ) , Dennis Lindner ( bass ) , Henning Thurow ( guitar ) e André Lindner ( guitar / keyboards / drum-programming ) è stata in grado di creare il capolavoro definitivo dell'intero repertorio generato fino ad oggi dagli On The Floor, evolutosi gradualmente durante un pluri-decennale periodo di sperimentazione. "Breaking Away" è la release che più di ogni altra riesce a manifestare pienamente l'autentica essenza ispirativa insita nei quattro protagonisti, valorizzando esponenzialmente le individuali capacità esecutive di tutti i membri del progetto, sinergizzati in un unico, funzionale organismo sonoro. Il nuovo album intreccia in modo impeccabile le peculiarità che caratterizzano la musica dell'ensemble, formulata attraverso nostalgiche reminescenze 80's - percepibili soprattutto negli elementi gothic-rock 'Mission-oriented' che maggiormente dominano le sonorità degli On The Floor - in perfetta combinazione con le nevrosi del post-punk, con la cupezza introspettiva della darkwave e con i processi tecnologici dell'electro / synthpop. Le strutture delle undici songs contenute nella tracklist esaltano prevalentemente la massiva elettricità del chitarrismo e la decadenza di un canto proferito attraverso tonalità melodicamente baritonali, alle quali si aggiungono simmetriche bass lines, scansioni midtempo / downtempo di drum-programming e razionali tratteggi di sequencer. Il concept-album, molto articolato, illustra musicalmente il collegamento che intercorre nelle relazioni di ogni tipologia, tra persone, tra persone e cose, oppure tra persone e differenti situazioni, evidenziando le imprescindibili dipendenze ed i conflitti generati dalle relazioni stesse; la band tratta nei testi questo complesso argomento, eviscerandolo sia ironicamente che ponderatamente, esponendo con realismo i suoi apetti più nascosti collegati all'amore, alla purificazione dello spirito ed alla mutabilità delle circostanze. Il titolo "Breaking Away" quindi simboleggia non solo l'interruzione dei legami distruttivi, la rimozione catartica dei vincoli e delle subordinazioni relazionali, ma altrettanto la possibilità di essere 'spezzati' internamente dalle dipendenze, considerando le conseguenze provocate dall'accettazione libera, intenzionale del logico binomio: 'relazione = dipendenza', oppure del più autolesivo teorema: 'relazione consapevole + dipendenza = danno'. Il nuovo full-lenght è ulteriormente impreziosito dalla partecipazione di due importanti guest vocalists provenienti dal panorama gothic-rock / darkwave / post-punk / europeo, presenti in tre differenti episodi della title-track: il tedesco Tom Lücke ( Girls Under Glass ) e lo svedese Johan Sjöblom ( Sjöblom / Fake Moss / The Exploding Boy ) . Disco fondamentale. Non riuscirete mai a separarvene.

Le migliori tracce di "Breaking Away", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Backseat" : vocals intensi, malinconici, intonano strofe colme di significato, mentre il drum-programming midtempo, il sequencer ed il basso diffondono regolari pulsazioni, creando un nostalgico melodismo gothic-rock / darkwave / electro illuminato da alienanti flussi di synth, dai circolari giri del basso, dalle romantiche concordanze della prima chitarra e, nel sottofondo, dalle fiammanti scie della seconda. Song atmosfericamente sentimentale, oscura. Ve ne innamorerete prima che finisca l'ultima nota.

- "The Way It Hurts" : gli ornamenti vocali di Johan Sjöblom duettano con quelli di Helge Jungmann, innalzando un canto fascinosamente afflitto che sfiora l'anima, ritmato dalle cadenze midtempo del drum-programming, contemporaneamente agli eufonici accordi della tastiera, agli armoniosi riff delle chitarre, alle punteggiature del sequencer ed ai segmenti del basso. Tormento ed estasi si uniscono in questa traccia appassionatamente gothic-rock / darkwave / synthpop alla quale abbandonarsi con totale coinvolgimento emotivo.

- "Walking Through Walls" : il canto del singer si estende fluidamente malinconico, riflessivo, abbellito dai potenti, riverberati contrappunti del guest vocalist Tom Lücke. Il drum-programming ed il sequencer scansionano una fredda percussività midtempo, ritmicamente sincronizzata con le intermittenze del basso e resa suggestiva dal minimalismo del synth, tutto ciò in una splendida gothic-rock / darkwave / electro song fortificata dall'energia delle chitarre.

- "Better Man" : metronomici hits midtempo di drum-machine, di sequencer e basso, propagano un ballabile dinamismo, così come il canto, assorto e sofferente, indaga la coscienza, armonizzandosi con l'iridescente tensione delle chitarre e con l'opaca fluidità della tastiera. Traccia gothic-rock / electro / darkwave seducente, adatta per momenti di autoanalisi esistenziale.

Conclusioni:


Ardore, ricercatezza strumentale ed ampia profondità di pensiero, costituiscono le basi di "Breaking Away", un album emblematico, da considerare la grandiosa celebrazione di una band eloquente, dotata di eccelente intuizione e di una particolare conoscenza della psicologia umana, capace di sondare, anche ironicamente e con un espressivo linguaggio musicale, la complessità dei drammi interiori, l'afflizione ed il lato ombroso che oscura la mente. La release più rappresentativa ed imperdibile degli On The Floor dall'alba del loro esordio. Siatene certi.

* T *

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Two Moons - "Over" - by Maxymox 2020

FOTO Paradigmatica band italiana fondata nel 2009, i Two Moons rappresentano con onore l'odierna generazione di epigoni devoti alle glorie della early 80's darkwave. La line-up, costituita da Emilio Mucciga ( vox ) - aka il musicista psychedelic wave / noise / electronics Emil Moonstone - , Joseph Rips Asanda ( bass / guitars / synth ) - membro dell'ensemble coldwave / darkwave / electro / post-punk italiana chiamata European Ghost - , Angelo Argento ( drums ) e Iacopo Palax ( guitars ) - quest'ultimo subentrato all'ex chitarrista Vincenzo Brucculeri, alias Nils - compie un significativo avanzamento nella propria carriera artistica, proponendo un sound dotato sempre più di formidabile charme, di solida consistenza compositiva e di espressività. I Two Moons nacquero quasi estemporaneamente da un progetto strumentale appartenente al bassista Joseph Rips ed in particolare in occasione di un'esibizione live avvenuta riunendo i quattro protagonisti per la prima volta, durante la quale ebbe origine la concreta intenzione di creare un disegno comune che esaltasse l'interscambio delle individuali esperienze musicali, incoraggiata dall'entusiasmo scaturito dal positivo evolversi del concerto. Il successo della band, descritta favorevolmente dalla critica come il punto di riferimento della 'nuova new wave', è confermato dal numero crescente di fans e dalla sua rapida distinzione nel panaorama alternativo, nel quale da undici anni dimostra intraprendenza, pregevole inventiva e desiderio di emersione. L'ascesa dei Two Moons è avvenuta inoltre grazie ad appaganti gigs, organizzati oggi come in passato in Italia ed all'estero, ma anche attraverso una grandiosa serie di video lanciati come sistematico supporto alle releases pubblicate, tra i quali spicca quello della song "Rain", diretto da Stephan Zlotescu, maestro degli special effects. Stilisticamente poliforme, il suono darkwaving della band integra, in differenti epoche ed in misure variabili, elementi krautrock / electronic / synthpunk / post-punk / new wave / shoegaze, enfatizzando il duplice, articolato teorema che da sempre caratterizza le musiche dei Two Moons, ovvero la fusione tra oscurità, profonda osservazione interiore e malinconia, uniti ad un'immagine attualizzata, polarizzante e luminosa dell'elettronica. Questa dicotomia concettuale riguardante le musiche interpreta specularmente anche l'accezione del nome scelto per la band: infatti esso esprime idealmente il duplice, enigmatico lato della luna, sia quello tenebroso, arcano, imperscrutabile, che quello fulgido e poetico, palesemente visibile allo sguardo. Dalla combinazione di questi criteri risultano modulazioni tangibili, esplicative, diametralmente opposte alla dimensione astratta, le quali conferiscono una reale fisicità ad ogni singola nota ed un particolare rilievo all'intensità dei testi. La discografia ufficiale dei Two Moons menziona le seguenti releases: l'Extended Play "The First Moon" ( 2009 / self release ) , il bootleg album "Live In Svizzera" ( 2012 / self release ) , il debut album "Colors" ( 2012 / Swiss Dark Nights ) , seguito dai full-lenghts "Elements" ( 2014 / Irma Records ) , "Cognitive Dissonance" ( 2017 / Atmosphere Records ) ed infine dal nuovo album "Over" ( 2020 / Icy Cold Records ) ora recensito da Vox Empirea. Le otto tracce della tracklist diffondono un ininterrotto ciclo di atmosfere ricolme di fascinosa, nostalgica ombrosità, intersecando nel contempo traiettorie romanticamente decadenti, talvolta stranianti, contraddistinte da una potente evocatività, in grado di originare una proiezione sonica così immersiva da irretire totalmente la fantasia dell'ascoltatore consapevole, il quale sarà incantato dai suggestivi flussi del synth, da una percussività prevalentemente midtempo, dall'elettricità waver delle chitarre, dalle pulsanti bass lines e da un vocalismo penetrante, comunicativo, come fosse l'estensione stessa della sua coscienza. La musica dei Two Moons si trasmuta da pura emissione di suoni ad un dialogo diretto con lo spirito. Relazionare strettamente con questo album si rivelerà uno degli istinti più naturali che abbiate mai percepito.

Le migliori tracce di "Over", scelte per voi da Vox Empirea:



_ "Love Is" : le geometriche cadenze midtempo del drumming ritmano un melodico climax strumentale, eseguito attraverso riverberati riff di chitarra, evanescenti accordi di synth, tratteggi sequenziati e circolari scale di basso, in una new wave / post-punk / electro song dalla livrea aggraziata, elegante, sublimata dal canto malinconicamente oscuro di Emil.

- "Never More" : un sound-system denso come bruma autunnale, nostalgico, consumato dal tormento e dalla desolazione interiore, costruito mediante armonie darkwave / post-punk di grande effetto sensoriale. Il chitarrismo shoegazing eleva scie eufoniche traboccanti di spleen, congiungendosi con i trasognanti contrappunti dell'aggiuntiva sezione di corde, con le vaporose espansioni della tastiera e con le intermittenze del basso, mentre la batteria scandisce una percussività midtempo e la voce pronuncia strofe intrise di sentimento depresso. Il magnetismo di questa traccia catturerà ogni anima sognatrice che si accosterà ad essa.

- "Look At Me" : Ritmicamente lenta, ipnotica, la song è formulata seguendo uno schema definibile come 'psychedelic darkwave' / post-punk, nel quale il canto del singer propaga testi disillusi, sottilmente apocalittici e nichilisti, ornati inizialmente dai delicati arpeggi della chitarra che in seguito divengono lisergiche fluorescenze, sulle quali aleggiano i torbidi pads del synth, nobili punteggiature pianistiche ed un massiccio attrito shoegaze. Profluvi di emozioni pervaderanno a lungo la vostra mente.

Conclusioni:


Le musiche dei Two Moons sono circoscrivibili in un preciso, estetizzato equilibrio sonoro, nel quale sono trionfano l'inquieta interiorità del suono darkwaving, il modernismo delle congiunture elettroniche e la contemplativa poeticità post-industrial insita nelle liriche. "Over" è un viaggio psiconautico alla ricerca dell'ignoto, l'implicita esortazione a rivolgere lo sguardo verso una prospettiva spazialmente più ampia ed immagnifica, nella quale ritrovare frammenti di ricordi perduti, oppure sorvolare i recessi inesplorati del proprio subconscio attraverso la visione non ordinaria dell'occhio interiore, varcando i confini dell'insondabile. Questo album lascerà un segno indelebile nella vostra memoria.

* V *

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Voith - "Voith" 4 singles - by Maxymox 2020

FOTO Voith è lo pseudonimo d'arte dello svedese Lars Peter Karlsson, poliforme musicista il quale nel 1997 fondò questo electro solo-act con lo scopo di elaborare sonorità dissimili sia da quelle eteree sperimentate con il suo precedente progetto solistico ambient-oriented chiamato Mortui Vivos Docent, che da quelle più dure del death / trash / black / doom metal suonate militando nelle bands Maze of Torment, Deceiver e The Pete Flesh Deathtrip, oppure singolarmente dietro il nome Thrown. Ma fu la passione di Lars Peter per il pop-elettronico degli anni 90's a contribuire decisamente all'idea di istituire una forma concreta attraverso cui formulare e diffondere autonomamente un proprio suono che esprimesse tutta la sua creatività: nacque così Voith. Questo solo-venture si addentra con innata disinvoltura nel cosmo musicale tecnologico, combinando tra essi una moltitudine di generi fino al raggiungimento di un modello unitario nel quale si possono distinguere nelle differenti fasi della carriera la leggerezza melodica del synthpop, i ballabili grooves dell'electro, gli evanescenti soundscapes dell'ambient, lo schematico dinamismo dell'EBM, l'oscura nostalgia del post-punk e l'intraprendente innovazione dell'avantgarde. La discografia di Voith, completamente pubblicata in versione digital ed occasionalmente supportata da video, menziona in ordine cronologico i seguenti titoli: l'album "Lo-Fi Alienation" ( 2017 / self release ) , l'antologia di demos "Through Dimensions Of A Lo-Fi Ambience 1997-2015" ( 2017 / self-release ) , l'EP "Persona De Lo-Fi" ( 2017 / self-release ) , il singoli "Wir Sind Die Roboter" ( 2018 / self-release ) e "A Christmas Eve In Berlin" ( 2018 / self-release ) , il full-lenght "Emotions Of A Melancholic Lo-Fi" ( 2018 / self-release ) , più i tre singoli "Falling In Love With You" ( 2019 / self-release ) , "Lock N Load ( Aim The Sun )" ( 2020 / self-release ) e "Screenshot" ( 2020 / self-release ) . Per descrivere esaustivamente la musica di Voith, Vox Empirea analizzerà quattro di questi singoli, rispettivamente "Falling In Love With You" ed il suo estratto "Unknown Texture", continuando con "Screenshot" ed il suo estratto "Into My Dreams", evidenziando le peculiarità che caratterizzano lo stile dell'artista, costituito fin dagli esordi quasi integralmente da brani strumentali con l'aggiunta di sporadici apporti di vocal-sampling; solo recentemente Lars ha deciso di introdurre sezioni di canto all'interno delle strutture, scelta che egli desidera protrarre anche in futuro. Le liriche delle songs rivelano una predisposizione malinconica, capace non solo di evocare atmosfere introspettive ed emotivamente coinvolgenti nonostante la brevità dei testi, ma anche di far percepire all'ascoltatore tutta la sincerità e l'intensità dei sentimenti che si muovono nell'anima dell'artista. La perfetta fusione tra il calore dei sentimenti umani ed il gelido tecnologismo delle macchine.

- "Falling In Love With You" : episodio squisitamente synthpopish, eseguito attraverso regolari intermittenze midtempo di drum-programming, lineari punteggiature sequenziate, catturanti armonie di tastiera e vocals melodicamente nostalgici, cantati come sempre con tonalità profonde, avvolgenti. Song dalla musicalità essenziale, incantevole e colma di romanticismo. Only for modern dreamers.

- "Unknown Texture" : traccia synthpop evocante sonanze post-Camouflage / post-Depeche Mode, costruite tramite ripartizioni midtempo di drum-programming, metronomie sequenziate, inorganici flussi di tastiere e da un canto cupamente introverso, al quale, nel refrain, si unisce la voce soave della guest-singer neozelandese Hilary Gottfridsson, in un insieme di reminescenze 80's, ballabilità ed enigmatico fascino.

- "Screenshot" : synthpop / electro / trance song ritmata da una ballabile percussività uptempo, alla quale si affiancano le pulsazioni del sequencing ed un canto telegrafico, pronunciato con voce arcanamente oscura, tutto ciò circondato dai trascinanti contrappunti delle tastiere. Consigliato come riempipista per d.j.'s alternativi.

- "Into My Dreams" : le meccaniche cadenze downtempo della drum-machine ed i simmetrici tratteggi del sequencing energizzano questo synthpop dal melodismo depresso, quasi solenne, abbellito da incantevoli eufonie tastieristiche e dal canto suggestivamente malinconico di Lars in duetto con i vocals di Hilary Gottfridsson.

Conclusioni:


Meritevole della massima considerazione, la musica di Voith affiora con fierezza dalla superficie dell'ignoto, impiegando ogni risorsa per risalire velocemente fino alle vette di un futuro successo. Lo straordinario talento del protagonista risalta tra quelli di una moltitudine di artisti ancora provvisoriamente celati in una sotterranea dimensione del suono elettronico, dimostrando eccellenti attitudini compositive ed una spiccata sensibilità interiore. Le quattro tracce trattate da Vox Empirea sono gioielli che rendono speciale ogni momento dell'ascolto: esse riassumono sommariamente solo una parte delle potenzialità di questo pioniere, le cui gesta sono ascoltabili nel suo voluminoso repertorio recente e passato disponibile sulle piattaforme online. Con Voith è giunto il tempo di ampliare ulteriormente i vostri orizzonti sonori.

* W *

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We The North - "2020" - by Maxymox 2020

FOTO We The North è il secondo progetto dello svedese Johan Hansson, musicalmente e concettualmente differente dalla sua prima identità artistica chiamata Unitary, la cui biografia e discografia sono descritte esaustivamente nel dettagliato report sull'Extended Play "Woke" ( 2018 / Misty Recordings ) consultabile nella sezione recensioni del 2018 di Vox Empirea. Fondato nel 2016, il solo-act We The North si propone come una sorta di estensione sonica dell'interiorità tormentata del protagonista, la cui musica non è solo la sua risposta interpretativa e personalizzata all'accezione di 'synthpop', ma anche una forma di comunicazione che rappresenta efficacemente sensazioni di estraneazione, di rabbia, di negativismo, di isolazionismo, capace di raffigurare nella fantasia l'immensità ghiacciata del paesaggo invernale scandinavo, la desolazione delle sue stagioni buie e l'alienante malinconia che lo circonda specialmente durante le lunghissime, fredde notti. Mentre il sound di Unitary - specificabile come 'Emotional Body Music' - è una veloce combinazione di elementi EBM / futurepop / dark-synthpop, quello di We The North - indicato tecnicamente con il termine 'Nordic Noir' - è un insieme di sonanze elettronicamente coinvolgenti, dinamicamente oscure, eseguite attraverso formulazioni synthpopish nelle quali sinergizzano equilibrate tendenze old-style / new style: ne risultano armonie perfette per essere ascoltate, ballate e ricordate. La discografia di questa piattaforma elenca inizialmente l'EP "Endemic" ( 2016 / Space Race Records ) , anticipatore del debut album "Dayblind" ( 2016 / Space Race Records ) , seguito dal full-lenght "Unhealing" ( 2017 / Space Race Records ) , dall'EP "Split" ( 2018 / Space Race Records ) - realizzato in collaborazione con il solo-act synthpop / new wave / darkwave / EBM / italiano TourdeForce - continuando quindi con i digital singles "Is & Eld" ( 2019 / self-released ) , "Kall" ( 2019 / self-released ) e "Vi" ( 2019 / self-released ) , tutti e tre pubblicati associando il nome We The North all'effige 'Feat. Vita Arkivet' - aka uno pseudonimo aggiuntivo utilizzato da Johan per contraddistinguere queste tre pubblicazioni svedesi - ritornando oggi sulla scena con l'antologia digitale "2020" ( 2020 / self-released ) ora recensita da Vox Empirea, contenente quattordici songs tra le più rappresentative dell'intero repertorio - inclusa la versione di "Endemic" remixata dal solo-project electro / goth / new wave / post-punk / synthpop / witch house americano Mr. Kitty - rimasterizzate e sottoposte ad un accurato processo di restyling migliorativo e strutturale presso l'Earthbound Mastering studio. Questo documento racchiude in sè tutta l'essenza musicale e sensoriale di We The North, manifestata attraverso ritmiche complessivamente midtempo di drum-programming, sistematici tratteggi di sequencer, atmosferico tastierismo e vocals di straordinaria, algida bellezza, cantati con tonalità eufonicamente profonde, introverse, nelle quali si percepiscono emozioni alonate di una certa indiretta oscurità. Intimismo, ballabilità, funzionale tecnologia ed intenso melodismo, sono i tratti peculiari che Johan Hansson ha configurato nella sua creatura identitaria We The North, mediante la quale propaga sonorità catturanti, orchestrate con avanzata arte compositiva. Se siete autentici fans dell'electro / synthpop evoluto e desiderate ascoltare qualcosa di ancora più superlativo, troverete in "2020" molte ragioni per amare visceralmente questo album dal quale non vorrete mai separarvi. Un'immensità bianca. Il vento gelido è un respiro che sussurra. Il pallido riflesso della luce scandinava. Il Nord.

Le migliori tracce di "2020", scelte per voi da Vox Empirea:



- "Vi" : le policromiche punteggiature del sequencing, la polarizzante melodia della tastiera e le precise cadenze della drum-machine midtempo della fase introduttiva, riassumono complessivamente il successivo schema di questo capolavoro electro / synthpop, nobilmente ornato dal fascinoso cantato in lingua svedese, attraverso il quale Johan trasmette vividi significati, nostalgica passionalità e qualcos'altro che non può essere descritto con semplici parole, ma così autorevole da indurci a premere ripetutamente il tasto "rew" e riascoltare la song daccapo più e più volte. Ciò che si intende per esperienza sonora indimenticabile.

- "Endemic" : contemplativa, intima, questa traccia costituisce uno dei rari capitoli electro / synthpop downtempo della We The North's discography. Il drum-programming elabora un lento, asimmetrico tracciato di pulsazioni e stacchi abbelliti dalle luninescenze del sequencer, mentre le dense coperture della tastiera diffondono accordi armoniosi che si fondono con la magia dei vocals. Da ascoltare in una stanza abbracciati, nella penombra del tramonto, cantandola sottovoce ad occhi chiusi.

- "Kall" : la geometrica percussività midtempo del drum-programming e le intermittenze del sequencer configurano un dinamico tracciato che rende ultra-ballabile la song, arricchita dalle melodiche partiture delle tastiere e dalla penetrante malinconia dei vocals cantati in svedese. Fatalmente sedotti dal freddo.

- "Understand Me" : 'un trionfo di sublimi consonanze electro / synthpop'. Non esistono frasi più adatte per definire tanto charme sonoro. La song, ritmicamente razionalizzata dalle ballabili cadenze midtempo del drumming, sezionata dalle logiche replicazioni del sequencer, colmata di leggiadria dalle tastiere ed impreziosita dal canto malinconico di Johan, splendidamente valorizzato nel refrain, rapisce senza compromessi. Il flusso di energia attrattiva che sentirete immediatamente per questa traccia è più forte del magnetismo terrestre.

Conclusioni:


Nitido, elegantemente suggestivo, il sound-design di We The North è uno sguardo amaro proiettato dalla finestra dell'anima verso spazi infiniti. In esso convergono inquietudine, sentimenti depressi, solitudine, conflittualità interiore, le cui vibrazioni sono trasmutate in espressioni elettroniche di incommensurabile preziosità. L'album-compilation raccoglie una selezione di songs estrapolate dalle precedenti releases, magnificamente perfezionate, rialborate e pronte rilanciare sulla scena questo formidabile solo-venture, meritevole di tutto il risalto possibile. "2020" è l'electro / synthpop alla sua massima risoluzione ed alla sua massima potenza evocativa. Ora sapete cosa ascoltare per i prossimi cento anni.

* W *

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We The North + Unitary - "2020 Beta" - by Maxymox 2020

FOTO Tutti gli approfondimenti biografici e discografici relativi questi due fenomenali solo-acts impersonati dallo svedese Johan Hansson sono disponibili separatamente su Vox Empirea nella recensione dell'album "2020" di We The North ( 2020 / self-released ) e nel report riguardante l'EP "Woke" ( 2018 / Misty Recordings ) di Unitary, consultabile nella sezione recensioni del 2018. A breve distanza dal lancio del meraviglioso full-lenght "2020", Johan compie il secondo miracolo pubblicando una variante very limited edition della medesima release, lo split-album "2020 Beta" ( 2020 / self released ) , contenente undici dei quattordici brani inclusi nell'originaria versione integralmente rimasterizzati, più sette nuove songs inedite, remixate ed anch'esse rimasterizzate, delle quali una di We The North e sei di Unitary, tutto ciò con l'obiettivo di polarizzare contemporaneamente l'attenzione dei fans su entrambi i progetti in una sola tracklist. "2020 Beta" antologizza perfettamente la duplice identità artistica del protagonista, interpretata attraverso le procedure oldschool - newschool dark-synthpop di We The North denominate 'Nordic Noir' e quelle di osservanza EBM / futurepop / dark-synthpop definite 'Emotional Body Music' che caratterizzano Unitary. Analizzando l'intero percorso musicale di Johan Hansson nelle sue due differenti espressioni, si evince che, oltre lo sconfinato potere mesmerizzante delle melodie, le sensazioni immediatamente percepibili sono quelle di uno straordinario, totale coinvolgimento emozionale e di vastità evocativa, elementi fortificati da testi sempre introspettivi e dal magnetismo diffuso dal canto; se l'album "2020" può essere considerato l'attuale apogeo di We The North, "2020 Beta" estende ulteriormente questo concetto anche alla figura di Unitary, le cui songs più rilevanti del suo repertorio trionfano superbamente nella title-track in uno schema riedizionato, pronte a rivelarsi in tutta la loro avanguardistica bellezza. La voce cupa e malinconica rapisce l'immaginazione, suscitando sentimenti nostalgici, tormentato isolazionismo ed intima riflessione, trascinando la fantasia dell'ascoltatore in un cosmo lontano, costituito dalla stessa materia che compone la sua interiorità, un luogo inesplorato nel quale nessuno potrà mai accedere. La summenzionata recensione di Vox Empirea sull'album "2020" di We The North ha già evidenziato dettagliatamente ed asaustivamente ogni minimo aspetto della release, comprese le migliori tracce, concedendo quindi a questo report relativo allo split "2020 Beta" il compito di esaltare l'apprezzabile livello qualitativo del processo di masterizzazione delle songs, ma soprattutto di focalizzare l'attenzione sui remixes, elaborati da nomi di assoluto prestigio nella scena elettronica internazionale, quali il leggendario D.J. / musicista / produttore tedesco Rob Dust, il solo-act industrial / synth-pop sudafricano Acretongue, continuando con Reagan Jones, leader del duo-projet indietronica / synthpop americano Iris, partecipante al remake delle songs di Unitary "In The Age To Come" riformuata dal duo electropop / synthpop tedesco Spektralized ed in quello di "Frightful", riedizionato dal duo electro / EBM / synthpop svedese Mechatronic. Menzionabile inoltre tra i remixers per la sua rilevanza, è anche il solo-act synth-pop / synthwave / electro / witch-house americano Mr. Kitty, già presente nella tracklist regolare di "2020". Disciplina elettronica di gran classe, eufonie superlative, liriche significative ed un autorevole carisma, costituiscono le peculiarità di "2020 Beta": le tracce estrapolate dall'album "2020" di We The North si basano prevalentemente su lineari ritmiche midtempo di drum-programming decorate dalle punteggiature del sequencer, catturanti contrappunti di synths e da un cantato perennemente ombroso, penetrante, dal quale traspaiono inquietudine ed un oscuro spleen, così come i remixes di Unitary diffondono un drumming downtempo / midtempo, sistematiche punteggiature sequenziate, atmosferiche orchestrazioni di tastiere e vocals intensamente suggestivi, solenni, permeati di sensibilie introversione. Due differenti stili musicali interagiscono in una sola anima: Johan Hansson è l'equivalente umanizzato dell'immensità.

Le migliori tracce di "2020 Beta", scelte per voi da Vox Empirea:



- We The North - "Endemic - Rob Dust 2020 Remix" : iper-ballabile percussività midtempo di drum-programming, pulsanti tratteggi di sequencer, incantevoli flussi di tastiere ed un vocalismo indescrivibilmente fascinoso, edificano il paradigma del rifacimento di questa dark-electro / synthpop song, arricchita di superbi arrangiamentii ed in grado di trasmettere ondate di energia tecnologica. Il suo ascolto crea dipendenza.

Unitary - "Miscreation - Acretongue Remix" : il canto è l'espressione liberatrice proveniente direttamente dallo spirito di Johan, una voce angustiata, disillusa, armonizzata con le nobili sinfonie delle tastiere e con le frazionate cadenze midtempo del drum-programming, tutto ciò in un'avvincente traccia dark-electro / synthpop, austera come una scultura di ghiaccio.

- Unitary - "In the Age to Come - Spektralized Remix feat Reagan Jones" : la convergenza di simmetrici patterns midtempo, intermittenze sequenziate, avvolgenti melodie di tastiere ed vocals incantevoli, genera un episodio synthpopish evveniristico e ballabile che vi estasierà istantaneamente.

Conclusioni:


L'elevatezza del sound-design costruito da Johan Hansson non può essere degnamente lodato con semplici superlativi: questa è musica da ascoltare, vivere ed interiorizzare con il più totale coinvolgimento. I remixers coordinano la strumentalità delle songs con sorprendente disinvoltura e professionalità, manipolandola, destrutturandola e ricomponendola sapientemente in nuove forme, aggiungendo ad esse ulteriore valore sonico. Per Vox Empirea, in assoluto le migliori electro-releases del primo semestre dell'anno in corso: a nostro parere non esiste fin'ora nulla che possa competere per eccellenza con questi due splendidi capolavori. Ogni parola dei testi, ogni singola nota di "2020" e della sua strepitosa estensione "2020 Beta" meritano di essere ricordate per sempre. Nordica, unitaria perfezione.

Recensioni 2020 ita
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